
NAPOLI – Lunedì, giorno tradizionalmente dedicato all’ozio creativo, alla digestione del weekend e all’elaborazione del lutto del lunedì stesso, ha ospitato quella che passerà alla storia come “la festa Scudetto dei nullafacenti”.
Secondo le prime stime, erano circa 200mila i presenti sul lungomare per salutare la squadra campione. Un numero che, per molti, conferma un dato sociologico inequivocabile: a Napoli non lavora nessuno, e chi lavora ha comunque il lunedì libero, come da contratto con l’Universo.
In effetti, l’intera organizzazione ha potuto contare sulla consueta efficienza della città: niente traffico da pendolari, niente corse in ufficio, solo gente libera. Molto libera. Proprio tanto.
Il dibattito è subito esploso: “Ma se la fanno di lunedì, chi ci va?”
Risposta della città: tutti. Ma solo perché nessuno ha nulla da fare. O almeno, questo è ciò che vuole il mito.
D’altronde, si sa: il lunedì è il giorno ideale per organizzare eventi, perché a Napoli è statisticamente più facile trovare un disoccupato che un parcheggio.
E mentre da fuori ci si interroga su come 200mila persone possano essere contemporaneamente libere, la risposta più diffusa resta sempre la stessa:
«Eh, ma tanto a Napoli non lavora nessuno».
E così, mentre mezza Italia si lamentava in coda sull’A4, Napoli si riversava in strada, allegra e festante, sotto gli occhi increduli di chi, leggendo “lunedì”, pensava: “Sarà un flop”.
Flop sì, ma solo del pregiudizio. Il lavoro può aspettare. Tanto qua non c’è.
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









