Comune annuncia la potatura di tutti gli alberi: salvo imprevisti, in un’ora e quaranta minuti sarà tutto finito!

A Frattamaggiore è tutto pronto per una delle operazioni più impegnative dell’anno: la potatura di tutti gli alberi presenti sul territorio comunale. Il Comune si scusa anticipatamente con i cittadini per gli eventuali disagi che potranno verificarsi durante i lavori, ma rassicura tutti: salvo imprevisti, in un’ora e quaranta minuti sarà completata l’intera operazione.

Si raccomanda pertanto alla cittadinanza la massima collaborazione e, possibilmente, di non intralciare il passaggio degli operai, considerato che i tempi sono piuttosto stretti.

D’altra parte, bisogna riconoscere che negli anni il patrimonio arboreo cittadino ha subito una certa riduzione. Alcuni alberi sono stati abbattuti perché malati, altri hanno lasciato il posto a nuove costruzioni, mentre diverse giovani piantine non sono sopravvissute per mancanza di manutenzione e innaffiamento.

Tutto questo, naturalmente, potrebbe agevolare il lavoro degli addetti alla potatura. Non è escluso, infatti, che arrivati in una strada con le attrezzature pronte, gli operai si trovino davanti a un albero che non c’è più.

In quel caso, niente paura: nessun problema, nessun ritardo. Si registra semplicemente un prezioso risparmio di tempo e si passa direttamente alla strada successiva.

Se poi dovesse capitare che anche lì l’albero sia stato abbattuto, secco o scomparso da tempo, il cronometro continuerebbe a correre a favore della squadra.

Insomma, considerando tutti gli alberi che negli anni hanno lasciato il posto al cemento, non è da escludere che la potatura generale possa concludersi persino in un’ora e quindici minuti, o magari in un’ora e dieci.

A quel punto, il Comune potrebbe persino annunciare la conclusione anticipata dei lavori, con tanto di complimenti agli addetti per l’efficienza dimostrata.

I cittadini, intanto, attendono fiduciosi. Perché a Frattamaggiore, quando si parla di potare tutti gli alberi, la vera sfida non sembra tanto riuscire a completare il lavoro.

La vera sfida è riuscire a trovare tutti quelli rimasti prima che scada l’ora e quaranta!

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

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Tajani, nuovo consiglio agli automobilisti rimasti senza benzina: «Percorrete soltanto strade in discesa».

Tajani, nuovo consiglio agli automobilisti rimasti senza benzina: «Percorrete soltanto strade in discesa»

Dopo il consiglio agli italiani in Medio Oriente di non avvicinarsi alle finestre mentre arrivavano i missili, il ministro Tajani torna a dispensare suggerimenti per affrontare le emergenze. Stavolta tocca al Sud Italia, alle prese con lo sciopero dei trasportatori, la carenza di carburante e i supermercati con gli scaffali sempre più vuoti.

Per chi è rimasto senza benzina, la soluzione sarebbe semplicissima: «Percorrete soltanto strade in discesa e mettetevi a folle».

Altro che piani energetici e vertici ministeriali! Bastava pensarci prima. Un consiglio talmente semplice che viene da chiedersi come abbiano fatto, fino a oggi, milioni di automobilisti a non arrivarci da soli.

E per i supermercati con gli scaffali vuoti? Anche qui non mancherebbe un suggerimento all’altezza: se non trovate quello che cercate, accontentatevi di quello che non manca!

Del resto, la filosofia è ormai consolidata: se arrivano i missili, non avvicinatevi alle finestre; se manca la benzina, cercate le discese.

A questo punto aspettiamo il prossimo consiglio: se avete fame e il frigorifero è vuoto, lasciate crescere la fame. È segno di salute, come diceva il grandissimo Totò!

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Piscina comunale, i candidati del 2031 si portano avanti: già partiti i video per prometterne la riapertura!

A Frattamaggiore ci sono promesse che non scadono mai. Ogni cinque anni, puntuale come il pagamento delle tasse, arriva la campagna elettorale e, con essa, l’immancabile pellegrinaggio dei candidati davanti alla piscina comunale abbandonata.

Telecamera accesa, faccia indignata e denuncia pronta: «Guardate in che condizioni è ridotta! Noi la riapriremo e la restituiremo ai cittadini!». Immancabile anche la stoccata all’amministrazione uscente, colpevole di non aver fatto ciò che, evidentemente, chi promette oggi ritiene facilissimo fare domani.

Poi passano le elezioni, i candidati diventano amministratori, la piscina resta chiusa e per cinque anni cala il silenzio. Fino alla campagna elettorale successiva, quando la struttura torna improvvisamente a essere una priorità assoluta.

Ma stavolta qualcuno ha deciso di battere tutti sul tempo: i candidati del 2031 si stanno già portando avanti con la campagna elettorale! C’è chi avrebbe già iniziato a girare il video di denuncia davanti alla piscina, così da essere pronto a prometterne la riapertura fra cinque anni.

Del resto, perché aspettare il 2031 per fare una promessa che si può registrare comodamente già nel 2026?

A questo punto, un consiglio agli aspiranti candidati: girate più versioni del filmato, così avrete materiale per tutta la campagna. E magari conservatene una copia per il 2036, non si sa mai!

La piscina comunale, intanto, resta abbandonata. Ma almeno la campagna elettorale per la sua riapertura è già in anticipo sui tempi!

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Milano. Baby manifestante ruba una felpa di due taglie più grande e torna il giorno dopo per farsela cambiare.

A Milano, tra vetrine in frantumi, negozi saccheggiati e tanta voglia di rivoluzionare il mondo, c’è chi ha dimostrato di avere ancora qualche piccolo problema con le questioni pratiche della rivoluzione.

Protagonista della vicenda è un giovanissimo manifestante che, nel bel mezzo degli scontri, avrebbe pensato bene di procurarsi una felpa senza passare dalla cassa. Fin qui, tutto secondo il programma del perfetto rivoluzionario in erba: abbattere il sistema, contestare il consumismo e, già che ci siamo, rinnovare il guardaroba a costo zero.

Peccato per un dettaglio: la felpa era di due taglie più grande.

Un inconveniente trascurabile per chi sta riscrivendo le sorti della società, ma decisamente fastidioso per chi deve vestirsi senza sembrare appena uscito dall’armadio del fratello maggiore.

Ed ecco materializzarsi il vero capolavoro: il giorno dopo, il giovane sarebbe tornato al negozio per chiedere il cambio.

Non un ripensamento politico, non una crisi di coscienza, non il desiderio di restituire il maltolto. Semplicemente, la taglia sbagliata.

Evidentemente, qualcuno aveva spiegato al ragazzo come si fa la rivoluzione, ma aveva dimenticato il capitolo dedicato alle taglie.

Resta da immaginare la scena: il giovane davanti alla serranda, pronto a far valere i propri diritti di consumatore, magari con la felpa sotto il braccio e la convinzione che, in fondo, un cambio merce sia il minimo sindacale anche dopo una notte di contestazione.

Perché manifestare contro il sistema è una cosa seria. Ma scegliere la taglia giusta, evidentemente, è una competenza che si acquisisce con l’età.

Morale della favola: si può anche scendere in piazza per cambiare il mondo. Ma prima sarebbe opportuno imparare a scegliere una felpa della propria misura.

E, soprattutto, ricordarsi che la rivoluzione non prevede il servizio cambi e resi.

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Irruzione in una scuola dell’infanzia: arrestati quattro bambini, incastrati dalle telecamere dopo i saccheggi di Milano.

Milano – Clamorosa operazione delle forze dell’ordine nelle prime ore della mattinata: blitz in una scuola dell’infanzia, dove quattro bambini sarebbero stati individuati e fermati nell’ambito delle indagini sui recenti disordini avvenuti nel capoluogo lombardo.

A incastrarli, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero consentito agli investigatori di riconoscere alcuni dettagli inequivocabili: statura sospetta, passo svelto e una certa dimestichezza con le corse in gruppo.

I piccoli, accompagnati in aula dalle insegnanti, avrebbero destato l’attenzione degli investigatori quando, alla domanda «Che cosa avete fatto nel fine settimana?», avrebbero risposto in coro: «Manifestazione!».

Decisiva anche la perquisizione degli zainetti, all’interno dei quali sarebbero stati rinvenuti pennarelli indelebili, due merendine sottratte al compagno di banco e un pacchetto di cracker del quale nessuno avrebbe saputo spiegare la provenienza.

Gli inquirenti starebbero inoltre verificando la possibile corrispondenza tra alcuni disegni realizzati durante l’attività didattica e le vetrine danneggiate durante i disordini. In uno dei fogli sarebbe comparsa una scritta sospetta: «Abbasso tutto!», accompagnata da un sole senza raggi e da una casa con il tetto rosso.

La direzione scolastica avrebbe immediatamente convocato una riunione straordinaria, mentre le maestre avrebbero sospeso temporaneamente il laboratorio dei lavoretti, per evitare che forbicine e colla stick potessero essere utilizzate per ulteriori azioni di disturbo.

Ancora più delicata la posizione dei quattro piccoli, che avrebbero dichiarato di aver partecipato alla manifestazione «perché c’erano tutti gli altri». Una giustificazione che, se confermata, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi sul ruolo del gruppo dei pari nella formazione delle baby-proteste.

Intanto, dal mondo della scuola arrivano rassicurazioni: nessuna sospensione della ricreazione, ma un potenziamento delle attività di educazione civica, con particolare attenzione alla differenza tra manifestare il proprio dissenso e distruggere ciò che appartiene agli altri.

Resta da chiarire un ultimo interrogativo: se a Milano si è arrivati a questo punto già all’asilo, che cosa accadrà quando i quattro passeranno alle elementari?

Gli investigatori, per ora, non escludono nessuna pista. Nemmeno quella del grembiulino nero.

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Contro la movida selvaggia arrivano i lampeggianti blu finti: effetto Forze dell’Ordine, nella speranza che basti a fare da deterrente!

Frattamaggiore, la sicurezza fa progressi: arrivano i lampeggianti blu finti!

Dopo l’incontro in Prefettura, le segnalazioni dei cittadini, le raccolte di firme e i presidi che continuano, a Frattamaggiore la lotta alla movida selvaggia potrebbe aver finalmente trovato la sua arma segreta: i lampeggianti blu, rigorosamente finti, per simulare la presenza delle Forze dell’Ordine!

Altro che volanti, pattuglie e controlli: qui si punta direttamente sulla psicologia. Il principio è semplice: se non possiamo mettere un agente a ogni angolo, mettiamoci almeno una luce blu! Magari, nella penombra della notte, qualcuno la vedrà, si emozionerà, proverà un improvviso rispetto per il Codice della strada e deciderà spontaneamente di abbassare la voce, rimettere a posto il motorino e tornarsene a casa.

Naturalmente, se poi il lampeggiante non dovesse sortire l’effetto sperato, si potrebbe sempre passare al livello successivo: sagome di cartone in divisa, sirene registrate in loop e, per i casi più ostinati, un altoparlante con la voce preregistrata che annuncia: «Attenzione, è in corso un controllo!».

Il tutto, possibilmente, senza disturbare il riposo dei residenti, che dopo tante notti insonni potrebbero persino scambiare il silenzio per un fenomeno paranormale.

Intanto, mentre nelle sedi istituzionali si discute di viabilità, rumori notturni, sicurezza e prevenzione, la movida continua a essere una risorsa economica da tutelare. Giustissimo! Purché a essere tutelati non siano soltanto i tavolini dei locali e gli incassi del fine settimana, ma anche il diritto dei residenti a dormire senza dover prenotare una stanza in un albergo fuori città.

La domanda, a questo punto, è una sola: basterà un lampeggiante blu per convincere la movida a comportarsi bene, oppure servirà anche un cartello con scritto «Attenzione: le conseguenze sono vere, anche se il lampeggiante è finto»?

A Frattamaggiore, insomma, la fantasia al potere non manca. Ora aspettiamo di scoprire se, oltre alle luci blu, arriverà anche qualche risultato concreto.

Perché una cosa è certa: la movida può essere selvaggia, ma la speranza dei residenti è che almeno la sicurezza non diventi una scenografia!

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Milano. Commercianti costretti ad aumentare i prezzi per riparare i danni subiti dai manifestanti che protestavano contro il caro prezzi.

A Milano la protesta contro il caro prezzi rischia di produrre un effetto contrario alle aspettative. Dopo i saccheggi e i vandalismi che hanno colpito diversi negozi, i commercianti stanno facendo i conti con vetrine rotte, scaffali svuotati e danni da riparare.

Per far fronte alle spese, molti potrebbero essere costretti ad aumentare ulteriormente i prezzi, scaricando inevitabilmente i costi sui consumatori.

Una protesta davvero efficace: si scende in piazza per combattere il caro vita e si finisce per dare ai commercianti un motivo in più per aumentare i prezzi.

Insomma, la lotta al caro prezzi è riuscita a ottenere un primo risultato: renderli ancora più cari!

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Leggono in rete un invito a un convegno sulle fake news e su come riconoscerle. Ci vanno, ma non trovano nessuno: la notizia era falsa!

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Napoli. Paziente operato di tumore al polmone, dopo due ore è già in piedi: la barella serve a un altro.

A Roma, dopo il delicato intervento al polmone di Papa Leone XIV, arrivano notizie rassicuranti sulla sua ripresa. A Napoli, invece, la ripresa post-operatoria sembra aver raggiunto livelli ancora più sorprendenti.

Napoli, B&B senza bidet: Manfredi imita il collega francese e sbotta: «No, non siamo in Francia!»

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