
L’Italia rischia di diventare un deserto non solo culturale, ma anche balneare. Dopo la nota fuga dei cervelli, motivata dalla mancanza di lavoro e prospettive, ora si aggiunge un altro fenomeno preoccupante: la fuga dei vacanzieri, spinti fuori dai confini nazionali dal caro ombrellone.
“È impossibile fare una vacanza decente in Italia senza ipotecare la casa per un ombrellone,” spiega Luigi, 29 anni, laureato in ingegneria e ormai cittadino onorario di Berlino. “Se devo scegliere tra un lavoro sottopagato e un ombrellone a 50 euro al giorno, scelgo il lavoro, almeno mi pagano per stare male.”
Ma la situazione non è diversa per chi cerca il relax estivo. Maria, 45 anni, una vacanziera abituale, confessa: “Ho provato a mettere la crema solare e leggere un libro, ma il prezzo dell’ombrellone mi ha fatto così male che ho preferito scappare in Norvegia. Lì almeno il mare è freddo, ma è gratis.”
Abbiamo incontrato anche Fabio, un bagnino con 20 anni di esperienza, che ironizza: “Una volta facevo fatica a far andare via la gente dalla spiaggia, ora faccio fatica a farli venire. Quando dico il prezzo dell’ombrellone, vedo più partenze che arrivi. Forse dovrei mettere un cartello: ‘Qui si paga con il sangue, ma almeno il sole è gratis.’”
Mentre i cervelli italiani cercano di costruirsi un futuro lontano dalle nostre coste e dalle nostre aziende, anche i vacanzieri sembrano aver deciso che l’Italia non è più la patria della villeggiatura a prezzi umani.
Il rischio è che tra poco l’unico “popolo” rimasto sulle spiagge italiane sarà quello dei gabbiani… e forse neanche loro, visto che anche loro si stanno trasferendo in Portogallo per l’ombrellone low cost.
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









