
Si prevede un’affluenza altissima. Scrutatori e presidenti già ai seggi. Mancano solo 49 milioni di persone.
di Legi
Alle ore 7:00 di questa mattina i seggi hanno ufficialmente aperto le porte agli elettori italiani.
Ad accoglierli, un clima sereno, urne lucidate con amore, schede perfettamente allineate e uno scrutatore che, con lo sguardo già spento, si stava chiedendo se fosse più dignitoso morire di noia o di caffè annacquato.
Le previsioni parlano chiaro: affluenza altissima, almeno tra i membri del seggio. Un trionfo di presenze tra presidenti, scrutatori e carabinieri annoiati. Il popolo, invece, sembra aver scelto la democrazia orizzontale. Letteralmente: a letto, in pigiama.
Secondo dati non ufficiali (ma molto attendibili), entro le 10 di stamattina l’affluenza aveva raggiunto lo 0,0003%. Un exploit che ha fatto tremare le fondamenta della scuola media “Vincenzo Bellini”, sede di seggio numero 27.
“Abbiamo sentito dei passi nel corridoio, ci siamo emozionati. Poi era il bidello” racconta in lacrime uno scrutatore di 21 anni, al suo primo trauma elettorale.
Nel frattempo, sui social, si è acceso il solito dibattito acceso: “Io non voto perché tanto non cambia niente”, “Io invece voto, ma non so cosa”, “Io voto scheda bianca perché mi fa sentire indipendente”.
Nel dubbio, però, restano tutti a casa. Ma molto indignati.
L’Italia si conferma ancora una volta una nazione appassionata di lamentele, discussioni infinite su WhatsApp e battaglie ideologiche in fila al supermercato, ma timida quando c’è da fare una croce su una scheda.
A metà giornata, i presidenti di seggio hanno cominciato a intrattenersi leggendo ad alta voce i manuali delle istruzioni per lo spoglio, come se fossero romanzi brevi. Qualcuno ha persino proposto di organizzare un torneo di briscola col timbro del Ministero dell’Interno come premio simbolico.
Ma attenzione: il vero picco è previsto nel pomeriggio, intorno alle 17:30, quando tre pensionati si presenteranno contemporaneamente ai seggi e verranno fotografati da tutti i giornali come simbolo di speranza e impegno civile.
Salvo poi scoprire che uno cercava la sala da ballo.
Nel frattempo, la democrazia osserva, paziente. Sa che l’italiano è fatto così: si infiamma su TikTok, si indigna a tavola, ma quando c’è da partecipare davvero… manda avanti gli altri. O meglio, non manda proprio nessuno.
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









