Per le elezioni tornano i soliti che vogliono sistemare i guai vecchi più i nuovi creati da loro stessi in questi 5 anni.

Come ogni cinque anni, anche stavolta si sono riaperti i tombini della politica locale: ne stanno uscendo, uno alla volta, i risolutori professionisti. Alcuni con giacche del 2009, altri con le stesse frasi riciclate dal 2014, tutti però con una nuova grande certezza: adesso risolveranno tutto.

Sui social è già pieno. I post iniziano con “Basta!” e finiscono con “Ci penso io!”. I problemi? “Li vedo tutti, li affronto tutti”. C’è chi posta foto di buche, chi si accorge improvvisamente che manca il verde, chi denuncia il traffico, la sosta selvaggia, le zanzare, i marciapiedi storti e persino le nuvole basse. In molti chiedono ai cittadini:

“Segnalateci voi i problemi del paese, così appena veniamo eletti… li risolviamo!”

Un cittadino, intervistato al bar mentre sventolava un gratta e vinci non vincente, ha commentato:

“Scusate, ma se non lo sanno manco loro quali sono i problemi, come fanno a risolverli?”

Tra le idee proposte spiccano soluzioni geniali come “ridipingere tutta Frattamaggiore di verde” per dare un tocco ecologico alla colata di cemento. Un altro ha suggerito di risolvere il problema del traffico costruendo una rotonda a forma di cuore per “rendere la viabilità più affettuosa”.

C’è anche chi ha dichiarato guerra al cemento: “Troppo grigio! Troppa città! Serve più natura!”, e ha proposto di piantare un albero ogni 10 follower ricevuti. Per ora ha una piantina di basilico.

Tra i risolutori seriali ci sono anche vecchie conoscenze: quelli che 5 anni fa promettevano le stesse cose, poi sono spariti nel nulla, e ora tornano con il sorriso largo e la frase pronta:

“Questa volta ci siamo. L’altra era solo una prova generale.”

Nel frattempo, in questi anni, una parvenza di opposizione si è vista. Parliamo di due consigliere, definite da molti la minoranza della minoranza, che nonostante il numero esiguo, non si sono mai tirate indietro nel fare opposizione a una maggioranza che sembrava l’intero condominio.

Una di loro, durante un consiglio comunale, avrebbe esclamato:

“Siamo poche, ma almeno non promettiamo cose che non possiamo fare. A differenza di chi ha promesso mari e monti e ha portato solo cantieri e cartelloni.”

Insomma, è di nuovo il grande circo delle soluzioni. Promettono di sistemare Frattamaggiore da cima a fondo. Peccato che molti di loro, negli ultimi 5 anni, l’unica cosa che hanno sistemato bene è stata la sedia sotto al sedere.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Operatori del 118 aggrediti nonostante l’arrivo in 8 minuti: avevano sbagliato casa, e altrove c’era chi li aspettava davvero.

San Foglia la Stretta (NA) – In un episodio che ha dell’incredibile, un equipaggio del 118 è stato aggredito da un gruppo di cittadini inferociti, nonostante l’arrivo tempestivo in soli 8 minuti. La causa? Un errore di destinazione che ha portato i soccorritori nella casa sbagliata.

Secondo le prime ricostruzioni, l’ambulanza è giunta prontamente sul luogo dell’intervento, ma ha commesso l’imperdonabile errore di fermarsi nel posto sbagliato. “Quando ci hanno detto che non c’era nessuno da soccorrere, abbiamo pensato fosse uno scherzo”, ha dichiarato uno dei presenti. “Poi abbiamo capito: erano in ritardo dove servivano davvero”.

La comunità di San Foglia la Stretta ha reagito con indignazione. “Se non arrivano in tempo dove c’è davvero bisogno, almeno che non si perdano nel nostro quartiere”, ha commentato un residente. “Abbiamo dovuto fare il lavoro loro, e non è stato facile”, ha aggiunto un altro, mostrando le sue mani indolenzite.

Il sindaco di San Foglia la Stretta ha espresso solidarietà agli operatori del 118, ma ha sottolineato la necessità di una maggiore precisione negli interventi. “Apprezziamo l’impegno dei soccorritori, ma un po’ più di attenzione nella scelta dell’indirizzo non guasterebbe”, ha affermato.

L’ASL Napoli 3 Sud ha annunciato un’indagine interna per chiarire le circostanze dell’incidente e ha promesso di rafforzare la formazione del personale. “Non possiamo permettere che episodi del genere si ripetano”, ha dichiarato il direttore sanitario.

L’episodio di San Foglia la Stretta solleva interrogativi sulla preparazione e sull’efficienza dei servizi di emergenza. Mentre le indagini proseguono, la comunità resta in attesa di risposte e di misure concrete per evitare che simili disavventure accadano in futuro.

Nonostante il loro impegno e la prontezza, chi salva vite non dovrebbe rischiare di perdere la propria per un errore di percorso. Gli infermieri e il personale del 118 meritano rispetto e gratitudine, non calci e pugni.

Quando la vita di un proprio caro è in bilico, l’ansia diventa rabbia: in fondo, dietro ogni schiaffo c’è un cuore che voleva solo un soccorso puntuale, anche se a volte l’impazienza si traduce in gesto sbagliato.

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Italia spaccata in due dal meteo: al confine uomo in muta da sub con occhiali da sole e cappello di lana.

SAN FOGLIA LA STRETTA – È caos climatico nella minuscola località di San Foglia la Stretta, il paese che da sempre si vanta di trovarsi esattamente al centro dell’Italia, ma che oggi si trova esattamente al centro dell’assurdo.

Alle 9:12 di stamattina, un uomo è stato visto passeggiare per il corso principale indossando una muta da sub intera, occhiali da sole a specchio e cappello di lana con pon pon. Nessuno ha avuto il coraggio di fermarlo.

Testimoni parlano di un individuo “perfettamente lucido ma meteorologicamente confuso”.
“Ha detto che stava andando a fare la spesa e a nuotare contemporaneamente, ma solo se non nevicava”, racconta la signora Mariuccia, ancora sotto choc.

Il soggetto, identificato poi come Aldo R., residente proprio nella zona di confine meteorologico, si è giustificato così:

“Esco di casa con 35 gradi, faccio due passi e mi piove addosso l’Adige. Se non mi adatto, muoio disidratato e annegato nello stesso momento.”

Le autorità comunali, dopo un vertice lampo sotto una tettoia a metà, hanno deciso di istituire il “Codice Clima B”, che consente ai cittadini di indossare sia il costume da bagno che il piumino d’oca senza essere multati per disturbo estetico.

Nel frattempo, il sindaco ha chiesto al Governo fondi per costruire un “Tunnel Climatico Neutro” che colleghi le due metà del paese con temperatura costante e profumo di lavanda.

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Supermercato lancia la frutta già masticata per chi è troppo impegnato anche per masticare.

Non è più necessario sprecare energie in movimenti superflui come “aprire la bocca” o “muovere la mandibola”.
Da oggi, nei principali supermercati, è disponibile la nuova linea di frutta già masticata: banana, mela e pera in versione “semi-solida”, confezionate in comode vaschette da sorseggiare tra una riunione su Zoom e un tutorial di yoga da salotto.

Il prodotto, pensato per chi ha una vita dinamica e non vuole rallentare neanche davanti a una mela, promette di ridurre il tempo della pausa frutta del 96%, con un formato pratico, igienico e compatibile con tutte le app per il conteggio dei nutrienti (e dei rimorsi).

L’azienda produttrice rassicura:

“Ogni frutto è masticato da denti meccanici certificati, a temperatura ambiente e con il giusto numero di rotazioni, per garantire un’esperienza gustativa completa… senza l’intervento dell’essere umano.”

I primi clienti segnalano che la frutta è così morbida da non sembrare vera, ma il gusto è “stranamente soddisfacente” (o forse era solo il sonno che gli entrava negli occhi).

In arrivo a breve anche la versione “già digerita”, per chi ha i minuti contati e l’apparato digerente in outsourcing.

Morale della storia? Se ci si mette pure la frutta a correre più di noi, forse è il caso di rallentare un attimo, prendere un respiro, e magari… masticare davvero qualcosa di vero. Anche se è solo una banana.

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Frattamaggiore. Multato consigliere, indagine interna per scoprire quale vigile non lo ha riconosciuto.

A Frattamaggiore succede ‘na cosa che sembra una barzelletta: un consigliere comunale è stato multato mentre parcheggiava in divieto di sosta. La sorpresa non è la multa, ma chi l’ha fatta.

Il Comune ha subito aperto un’indagine per capire chi tra i vigili urbani ha fatto ‘o fesso e non ha riconosciuto il consigliere, multandolo come un comune cittadino. Qualcuno ha già parlato di “scarsa attenzione” o addirittura di “nu complotto pe’ fa’ brutta figura”.

Non è la prima volta che i politici e i vigili a Frattamaggiore se scontrano: qualche tempo fa un altro consigliere, durante il mercato del sabato, difese a spada tratta i mercatari non in regola e prese in giro i vigili, facendo arrabbiare un sacco di gente.

Il consigliere multato ha detto chiaro e tondo: “Chi deve far rispettare la legge deve sapere chi è ‘o padrone. Questa multa è ‘nu schiaffo al mio ruolo”.

I vigili, invece, sostengono di aver solo fatto il loro dovere, anche se qualcuno li ha sentiti borbottare: “Si nun riconosci chi comanna, chi te salva?”

Intanto sui social la storia è diventata un tormentone, con battute come “Quando la legge si scorda di chi è il capo” e “Una multa che fa parlare tutta Frattamaggiore”.

Insomma, pare che a Frattamaggiore fare la multa a un consigliere sia come fare ‘na multa a ‘na regina: te tocca spiegarti con tutta ‘a corte.

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Kiss cam al concerto di Gigi D’Alessio inquadra coppia che sbaglia il ritornello di “Non dirgli mai”.

Piazza del Plebiscito, Napoli — Durante una delle sette date sold out del concerto di Gigi D’Alessio [19‑28 settembre 2025 a Piazza del Plebiscito la kiss cam incaricata di enfatizzare emozioni e passione tra il pubblico ha inanellato un momento surreale: anziché immortalare l’amore clandestino o il bacio “da TV”, ha inquadrato una coppia ignara che stonava il ritornello di “Non dirgli mai”. Il risultato è stato immediatamente virale — non per passione, ma per goffaggine collettiva.

Lui e lei, perfetti sconosciuti, sono apparsi sul maxischermo in primo piano al momento del ritornello. Invece del coro meraviglioso, si sono lanciati in una strofa errata che ha suscitato un brusio generale. La kiss cam ha insistito sulla loro espressione imbarazzata per quasi due minuti — senza alcun bacio, ma con selfie compulsivi già pronti sui social.

Che cosa rende tutto questo irresistibile per i lettori? L’assonanza esplicita con il celebre caso dei Coldplay: lì, al Gillette Stadium di Boston, una kiss cam aveva sorpreso Andy Byron (CEO di Astronomer) e Kristin Cabot (HR) in atteggiamento sospetto — un episodio che aveva fatto perdere loro il lavoro senza che avessero mai osato baciarsi. Qui, al contrario, non c’è scandalo sentimentale né pubblico scontro, solo un ritornello sbagliato sotto il palco di Napoli.

La differenza è netta: nel caso Coldplay il pubblico fraintende, specula, il gossip esplode e le carriere crollano. A Napoli, la kiss cam sembra aver pensato: «Nessun amore da spiattellare? Allora prendiamo almeno la vergogna corale di due cantanti improvvisati».

I post ironici sui social non si sono fatti attendere:

“Meglio sbagliare un ritornello che finire etichettati CEO traditori.”
“Almeno avevano il ritmo: sbagliavano insieme.”

Il risultato? Una scommessa riuscita: la kiss cam al concerto di Gigi D’Alessio trova la sua occasione virale non nella passione, ma nella metrica sbagliata di un amore inesistente. Una beffa a lieto fine collettivo, degna del paradossale tweet che recita: Non dirgli mai… che sbagliossa è la viralità partenopea.

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Sedie di plastica impilate si fondono col caldo. Il sindaco le presenta come opera d’arte contemporanea.

San Foglia la Stretta (CS) – Caldo torrido trasforma sedie di plastica in “scultura” d’arte contemporanea, il sindaco inaugura tra applausi e gelati sciolti

In una piazza assolata di San Foglia la Stretta, località di villeggiatura celebre per il suo spirito innovativo e la capacità di trasformare qualsiasi imprevisto in evento culturale, è andato in scena ieri un episodio destinato a rimanere negli annali dell’arte… o almeno in quelli del caldo record.

Le celebri sedie bianche di plastica, quelle stesse che ogni sera accolgono i cittadini per assistere ai tradizionali spettacoli estivi, sono state vittime di un insospettabile nemico: il sole cocente. Il risultato? Un’unione plastica così profonda e indissolubile da trasformare un semplice ammasso di sedie impilate in un’imponente scultura contemporanea.

Il sindaco, colto dall’ispirazione (o forse dal caldo che gli ha fatto vedere “arte” ovunque), ha deciso di non nascondere l’inaspettato capolavoro sotto il lenzuolo della vergogna, bensì di organizzare un’inaugurazione ufficiale degna dei grandi musei internazionali. L’evento ha visto la partecipazione di tutta la cittadinanza – armata di ventagli, cappelli di paglia e qualche gelato già sciolto – pronta a celebrare la nascita del nuovo simbolo culturale locale.

“Questa è la prova che l’arte contemporanea nasce dalla realtà più pura e autentica,” ha dichiarato il sindaco mentre svelava il lenzuolo con gesti solenni e una spruzzata d’acqua rinfrescante che però ha fatto solo aumentare la colla plastica tra le sedie. “Il caldo ha fuso la plastica, ma non la nostra creatività!”

Per rendere omaggio all’opera, è stata anche indetta una gara di “interpretazione artistica”: i cittadini hanno potuto suggerire titoli, dalla più poetica “Sedie in estasi solare” alla più pragmatica “Il panino appoggiato senza cadere”. Il vincitore, scelto da una giuria improvvisata di anziani con ventagli, riceverà una sedia… di legno.

Nel frattempo, il sindaco ha annunciato l’intenzione di candidare la scultura plastica-fusa a patrimonio dell’umanità UNESCO, giurando che il fenomeno “unisce ecologia, arte e gestione urbana innovativa”.

Infine, per commemorare l’evento, si pensa di lanciare una linea di gadget: mini-sedie bianche in plastica fusa (da non usare assolutamente per sedersi) e t-shirt con la scritta “Io c’ero alla fusione”. Qualcuno ha già proposto di organizzare il prossimo spettacolo sedendosi direttamente sull’opera, trasformandola in un gigantesco “parklet” fuso.

San Foglia la Stretta conferma così la sua vocazione: se non puoi battere il caldo, trasformalo in arte… plastica, ma pur sempre arte!

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Meloni sul Time. La sinistra: “Quando ce la mette Famiglia Cristiana ne riparliamo”.

Roma – La notizia della copertina del Time dedicata a Giorgia Meloni ha mandato in tilt buona parte della sinistra italiana. Tra incredulità e sospetti di fotomontaggio, è partita una lunga catena di telefonate tra circoli progressisti, salotti radical-chic e gruppi WhatsApp dal nome tipo “Resistenza e Spritz”.

La reazione più diffusa? Minimizzare.
“Il Time? Ma dai, lo leggono solo gli americani… noi aspettiamo Famiglia Cristiana”, ha dichiarato un intellettuale di riferimento della sinistra, mentre sistemava il cardigan sulle spalle e la copia di Repubblica sotto l’ascella.

Nel frattempo, alcuni esponenti dell’opposizione hanno chiesto un parere ufficiale al clero. “Se il Papa non twitta nulla, per noi resta una bufala”, ha detto una deputata che preferisce restare anonima, ma assicura di conoscere benissimo Elly “da prima che diventasse mainstream”.

Si segnala infine che in alcune edicole è stato avvistato il Time con Meloni in copertina… nascosto dietro a una pila di Di Più TV. “È una misura preventiva contro il disagio visivo di alcuni clienti affezionati”, ha spiegato un edicolante schierato “da sempre con la Costituzione”.

Il momento più tragico: la segretaria del PD, informata della notizia, ha semplicemente esclamato:
“Io aspetto che la metta l’inserto di Avvenire, quello con i cruciverba”.

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Scoperto finto medico. Prescriveva ricette con calligrafia leggibile in modo chiaro e facilmente comprensibile.

San Foglia la Stretta (VT) – È stato scoperto un finto medico con una particolarità che ha lasciato tutti di stucco: scriveva le ricette con una calligrafia perfettamente leggibile e chiara. Cosa rarissima nel mondo dei dottori, dove spesso le prescrizioni sembrano vere e proprie mappe del tesoro indecifrabili.

Il farmacista del paese, abituato a decifrare scarabocchi incomprensibili, si è subito insospettito. “Questa ricetta si legge da sola, non ci volevo credere!” ha raccontato. Ha così allertato le autorità, pensando di avere davanti un qualche scherzo.

L’uomo, che non aveva alcun titolo medico, si era messo a compilare ricette precise e ordinate, con indicazioni facili da capire. Persino i pazienti si complimentavano: “Finalmente capisco esattamente quando e come prendere le medicine!”

Fermato mentre scriveva altre ricette in modo impeccabile, ha spiegato: “Volevo solo fare il bravo medico, ma senza far impazzire nessuno con la scrittura.” Una risposta che ha lasciato tutti perplessi, considerando che la calligrafia indecifrabile è quasi un segno distintivo dei veri medici.

I professionisti veri, notoriamente abili a scrivere come se stessero tracciando geroglifici, hanno preso la notizia con una certa ironia: “Se uno scrive così bene, allora non è un vero medico!” hanno scherzato.

Ora il falso medico rischia denunce per esercizio abusivo, mentre le sue ricette sono diventate una curiosità locale. I farmacisti si chiedono se rivedranno mai una scrittura così nitida o se dovranno continuare a decifrare scarabocchi ogni giorno.

Morale della storia? Un impostore ha fatto più scalpore per la sua calligrafia chiara che per le medicine che prescriveva. Forse il vero miracolo sarebbe se tutti i medici scrivessero così!

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Milano copia il modello Frattamaggiore sul cemento, ma senza esperienza fa solo danni.

Milano, la metropoli della moda e del design, ha deciso di prendere esempio da Frattamaggiore, la piccola città campana che, nonostante le dimensioni, ha scritto un manuale tutto suo sul “cemento creativo”. Peccato che, a differenza dei nostri esperti di casa, la capitale lombarda abbia dimenticato una cosa fondamentale: l’esperienza.

Mentre a Frattamaggiore si costruisce dove nemmeno il piccione si azzarda a posarsi, trasformando terreni improbabili in quartieri di tutto rispetto, Milano si è fatta prendere un po’ la mano. La differenza? Da noi, palazzi di un solo piano non si limitano a restare così: vengono abbattuti e rimpiazzati da palazzoni di otto piani, perché “più cemento, più felicità” è il motto locale. A Milano, invece, pare abbiano sbagliato il calcolo e hanno fatto un “pasticcio” che ha già messo nei guai il sindaco.

Qui a Fratta, nessuno è stato indagato, e il cemento cresce rigoglioso come erba d’estate — ma con stile, si intende. Ogni metro quadro è una sfida: riuscire a incastrare un palazzo tra due alberi, senza far arrabbiare il vicino, è un’arte locale tramandata da generazioni. A Milano, invece, la voglia di imitare è rimasta solo voglia, perché la burocrazia, i permessi e la troppa attenzione hanno frenato le ambizioni.

Il sindaco di Milano, forse un po’ troppo inesperto in queste “arti del cemento”, ha fatto la figura di chi si presenta a una gara di pizza napoletana con una margherita surgelata: la voglia c’era, il risultato… meno.

I milanesi dovrebbero però prendere nota: a Frattamaggiore il cemento è una religione, una missione, un progetto di vita. E se pure ogni tanto qualche palazzone spunta in un posto assurdo, è solo per dimostrare che qui non si costruisce, si crea. E senza indagini in corso.

In attesa che Milano impari a fare cemento “alla frattese”, a noi resta solo da ridere (e magari aggiungere qualche piano in più).

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