Comune costretto a restituire 30 anni di TARI all’accumulatrice seriale: ha pagato per un servizio di cui non ha mai usufruito.

Frattamaggiore – Dopo circa trent’anni trascorsi ad accumulare rifiuti in casa senza praticamente buttare via nulla, potrebbe aprirsi per l’accumulatrice seriale di via Dante un nuovo e inatteso capitolo: quello della TARI.

La logica, secondo una ricostruzione decisamente particolare, sarebbe semplice.

La donna avrebbe pagato per anni la tassa sui rifiuti, ma avrebbe utilizzato pochissimo il servizio di raccolta.

I rifiuti, infatti, invece di essere buttati, sarebbero rimasti tutti in casa.

Per trent’anni.

A questo punto potrebbe quindi nascere una richiesta clamorosa: la restituzione della TARI pagata negli ultimi decenni.

Perché pagare per un servizio di raccolta dei rifiuti quando, per così tanto tempo, non si è praticamente buttato via niente?

Una domanda che potrebbe aprire una nuova frontiera della fiscalità comunale.

Finora si è sempre pensato che il cittadino pagasse la TARI perché produce rifiuti.

Da oggi potrebbe invece affermarsi una nuova teoria:

più rifiuti conservi, meno servizio utilizzi e più TARI potresti avere diritto a recuperare.

A quel punto cambierebbe completamente anche il concetto di raccolta differenziata.

Non più carta, plastica, vetro e umido.

Ma rifiuti da conservare in casa per almeno trent’anni, possibilmente senza buttare niente.

Una sorta di investimento a lungo termine.

Naturalmente si tratta soltanto di una provocazione.

Ma se la regola fosse davvero questa, la signora potrebbe essere diventata inconsapevolmente una delle migliori risparmiatrici di TARI della storia.

Ha conservato tutto.

Non ha buttato praticamente niente.

E adesso potrebbe scoprire che, oltre ai rifiuti, aveva accumulato anche un credito con il Comune.

Festa di San Sossio, i giochi di luce piacciono a tutti, tranne sette cittadini: sei sono dell’opposizione, il settimo vende fuochi d’artificio.

Finita la festa di San Sossio, è tempo di tirare le somme. E il risultato sembra davvero sorprendente: i giochi di luce proiettati sulla Basilica e sul Comune, scelti al posto dei tradizionali fuochi d’artificio, sono piaciuti praticamente a tutti.
O meglio, quasi a tutti.
A quanto pare, infatti, sono soltanto sette i cittadini che non avrebbero gradito la novità. Sei fanno parte dell’opposizione.
Per il settimo, invece, il motivo sarebbe decisamente più comprensibile: vende fuochi d’artificio e, con i fuochi, ci avrebbe guadagnato.
Ma la vera sorpresa è che, tra i cittadini soddisfatti, ci sarebbero praticamente tutti, compresi quelli di via Rossini. Un consenso così ampio che, per una volta, sembra aver messo d’accordo quasi tutta la città.
Sei hanno avuto un motivo politico per non festeggiare. Il settimo, invece, aveva un motivo economico. Per tutti gli altri, bastava accendere le luci.

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

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Decreto aeroporto di Catania: Meloni stabilisce un tetto massimo di tre eruzioni all’anno per l’Etna per salvaguardare i passeggeri.

Dopo aver stabilito il tetto massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi, con l’obiettivo dichiarato di evitare la formazione di classi-ghetto e garantire una migliore integrazione e qualità didattica, il Governo Meloni ha deciso di occuparsi anche di un’altra categoria che rischia di essere messa in difficoltà: i passeggeri degli aerei.

È così che, di fronte alle recenti eruzioni dell’Etna e alla conseguente chiusura dell’aeroporto di Catania, sarebbe allo studio un nuovo e rivoluzionario provvedimento: un tetto massimo di tre eruzioni all’anno per il vulcano.

Superata la terza, l’Etna dovrà attendere l’anno successivo prima di poter tornare a eruttare.

La misura, spiegano da Palazzo Chigi, nasce dalla necessità di tutelare chi viaggia in aereo, evitando che un numero eccessivo di eruzioni possa creare disagi, cancellazioni e ritardi ai passeggeri.

Dopo aver pensato alla salvaguardia degli studenti italiani, dunque, il Governo pensa anche alla salvaguardia dei passeggeri italiani.

Restano da chiarire soltanto alcuni dettagli tecnici: chi comunicherà all’Etna che ha raggiunto il limite annuale e, soprattutto, quali sanzioni saranno previste nel caso in cui il vulcano decidesse di non rispettare il tetto.

Per ora l’Etna non ha rilasciato dichiarazioni. Ma pare abbia già chiesto un incontro al ministro dell’Istruzione.

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Papa Leone chiama Sossio Farina per gli auguri di buon onomastico e il consigliere gli ricorda che oggi si festeggia anche il Santo patrono. Il Papa cade dalle nuvole: «Addirittura sei anche Santo patrono?»

Frattamaggiore – Una telefonata speciale sarebbe arrivata questa mattina direttamente dal Vaticano.

Papa Leone avrebbe infatti chiamato Sossio Farina per fargli personalmente gli auguri di buon onomastico.

La conversazione sarebbe proseguita normalmente fino a quando il consigliere avrebbe ricordato al Pontefice che oggi, a Frattamaggiore, non si festeggia soltanto il suo onomastico.

Si festeggia anche San Sossio, il Santo patrono della città.

A quel punto sarebbe nato un piccolo equivoco.

Papa Leone avrebbe chiesto qualche chiarimento e, dopo aver ascoltato la spiegazione, avrebbe pronunciato la frase che avrebbe lasciato Farina piuttosto sorpreso:

«Addirittura sei anche Santo patrono?»

Il consigliere avrebbe quindi dovuto spiegare che esiste San Sossio Levita e Martire, patrono di Frattamaggiore, e che lui, invece, è semplicemente Sossio Farina, consigliere comunale e risultato il più votato alle ultime elezioni.

Un chiarimento che avrebbe tranquillizzato il Pontefice, almeno per il momento.

«Ah, quindi sono due Sossio diversi.»

«Esattamente, Santità.»

A quel punto, però, il Papa avrebbe fatto una riflessione.

Perché, considerando il numero di preferenze raccolte da Farina e il consenso che continua a ricevere in città, l’equivoco potrebbe anche essere sembrato meno assurdo del previsto.

Del resto, a Frattamaggiore oggi ci sono due Sossio.

Uno è il Santo patrono.

L’altro è il consigliere più votato.

E se il primo è già entrato nella storia della città, il secondo sembra avere tutto il tempo per provare a entrarci a modo suo.

La telefonata si sarebbe quindi conclusa con gli auguri del Pontefice e una battuta che, secondo indiscrezioni, avrebbe fatto sorridere anche Farina.

«Per il momento accontentati degli auguri di buon onomastico.»

Anche perché, per la santificazione, evidentemente, non c’è nessuna fretta.

Tra un paio di secoli, chissà che non sia proprio un successore di Papa Leone a dover santificare Sossio Farina.

A quel punto, a Frattamaggiore, il problema sarà soltanto capire quale dei due Sossio festeggiare il 23 settembre.

E soprattutto quale dei due mettere sul calendario.

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Nuova norma Meloni: vietato il burqa in aula, ma solo alle bambine sotto gli 80 centimetri di altezza e una per famiglia.

Dopo l’abolizione del bollo per le auto sotto gli 80 kW, arriva una nuova frontiera delle agevolazioni.Per il burqa a scuola, infatti, il divieto scatterebbe soltanto per le bambine sotto gli 80 centimetri di altezza.Tutte le altre potranno stare tranquille e continuare a indossarlo.Ma non è finita: come per le auto, anche qui vale la regola “una per famiglia”.Quindi, se in famiglia ci sono due bambine sotto gli 80 centimetri, una sola dovrà rinunciare al burqa.Per stabilire chi, naturalmente, sarà indispensabile una verifica all’ingresso della scuola.Metro alla mano, prima dell’appello.

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L’opposizione non si ferma: chieste verifiche sugli strumenti di percussione di Tony Esposito per accertare se siano davvero quelli utilizzati nel 1984.

Frattamaggiore – L’opposizione continua a non fare sconti sulla nuova amministrazione e, dopo i controlli sugli stand gastronomici e le verifiche sulle autorizzazioni legate al Giro Mediterraneo Rosa, sembra aver deciso di alzare ulteriormente il livello dell’attenzione.

Questa volta nel mirino sarebbe finito addirittura Tony Esposito, protagonista della serata dedicata ai festeggiamenti di San Sossio.

La richiesta, secondo quanto trapela, sarebbe molto precisa: verificare gli strumenti di percussione utilizzati durante il concerto, per accertare se siano davvero quelli utilizzati dall’artista nel lontano 1984, anno di uscita di Kalimba de Luna.

Una verifica evidentemente necessaria.

Perché se gli stand gastronomici devono dimostrare di essere a norma e il Giro Rosa deve dimostrare di avere tutte le autorizzazioni, anche le percussioni di Tony Esposito non possono certo pensare di cavarsela senza controlli.

L’opposizione, del resto, non fa sconti a nessuno.

E soprattutto non si lascia sfuggire nessun dettaglio della nuova amministrazione.

Prima il cibo.

Poi le autorizzazioni.

Adesso gli strumenti musicali.

A questo punto non è escluso che i prossimi controlli possano riguardare direttamente il repertorio dell’artista: verificare, canzone per canzone, se ogni brano eseguito sia effettivamente di Tony Esposito oppure se qualcuno abbia approfittato della confusione per infilare nel programma una canzone abusiva.

E naturalmente bisognerà controllare anche le percussioni.

Non sia mai che, dopo 42 anni, Tony Esposito si sia presentato a Frattamaggiore con uno strumento acquistato successivamente.

Sarebbe una questione amministrativa di una gravità inaudita.

Perché fare opposizione significa anche questo: non lasciare nulla al caso.

E se la nuova amministrazione organizza una manifestazione, l’opposizione controlla.

Se organizza una gara ciclistica, verifica.

Se organizza una festa gastronomica, chiede accertamenti.

Se porta Tony Esposito sul palco, controlla pure le percussioni.

A questo punto, per completare il quadro, manca soltanto un ultimo passaggio: verificare se anche San Sossio, durante i festeggiamenti, abbia tutte le autorizzazioni in regola.

L’opposizione non si ferma.

E soprattutto non fa sconti.

Nemmeno a un tamburo del 1984.

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Gemellaggio Frattamaggiore-Bacoli nel nome di San Sossio: l’opposizione vuole vederci chiaro anche sull’identità del Santo.

Frattamaggiore – Il gemellaggio tra Frattamaggiore e Bacoli, nel nome di San Sossio Levita e Martire, riporta al centro quel legame storico che unisce da secoli la città frattese a Miseno.

Il Santo Patrono di Frattamaggiore, infatti, è proprio San Sossio di Miseno. Il suo culto fu portato nell’entroterra dai misenati e la tradizione collega alla fuga degli abitanti di Miseno anche la nascita dell’insediamento da cui sarebbe poi sorta Frattamaggiore.

Insomma, sembrerebbe una di quelle poche situazioni nelle quali storia, tradizione e territorio vanno tutti nella stessa direzione.

E invece no.

Perché, secondo quanto sta prendendo forma negli ambienti dell’opposizione, anche questa volta sarebbe necessario vederci chiaro.

La domanda sarebbe infatti una sola: San Sossio era veramente di Miseno?

Un dubbio che, dopo quasi duemila anni, rischia di riaprire un caso storico di proporzioni enormi.

Non basta più che il Comune di Frattamaggiore scriva ufficialmente che le origini di San Sossio sono a Miseno.

Non basta che il culto sia stato portato a Frattamaggiore proprio dai misenati.

Non basta neppure che il Santo sia conosciuto da secoli come San Sossio di Miseno.

Bisogna controllare.

Perché quando c’è una nuova iniziativa dell’amministrazione, evidentemente, non può passare niente senza un’opposizione pronta a verificare anche l’ovvio.

Dopo i controlli sugli stand gastronomici, dunque, si alza ulteriormente l’asticella.

Adesso non si controllano più soltanto le manifestazioni.

Si controlla direttamente il Santo Patrono.

A questo punto potrebbe essere necessario convocare San Sossio e rivolgergli qualche domanda.

«Lei è davvero di Miseno?»

«Ha qualche documento che lo dimostri?»

«E soprattutto: quando ha deciso di diventare Patrono di Frattamaggiore?»

Il problema, però, è che San Sossio non può rispondere.

È morto nel 305 dopo Cristo.

E questa potrebbe essere la prima volta nella storia in cui un martire, dopo quasi 1.700 anni, rischia di finire sotto verifica da parte di un’opposizione comunale.

Il risultato, alla fine, sarebbe quasi paradossale.

Nel tentativo di fare opposizione su ogni minima cosa proposta dalla nuova amministrazione, si arriva a contestare perfino un gemellaggio che nasce proprio da un legame storico documentato tra Miseno, San Sossio e Frattamaggiore.

E così quella che doveva essere un’opposizione forte, capace di controllare e proporre, rischia di trasformarsi nella opposizione del “controlliamo pure questo”.

Perché se anche San Sossio deve passare al vaglio dell’opposizione, allora davvero non manca più nulla.

A questo punto, per evitare equivoci, meglio controllare anche se il Santo era favorevole al gemellaggio.

Magari prima di firmare l’accordo gli chiedono pure un parere.

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Giornalisti in difficoltà non riescono a trovare una scuola frequentata da ragazzine che indossano il burqa per il servizio sul disegno di legge della Meloni.

Dopo l’annuncio del disegno di legge per vietare il burqa a scuola, nelle redazioni è partita la caccia al servizio.

Telecamere e inviati sono pronti, ma manca un piccolo dettaglio: trovare una scuola dove ci sia una ragazzina con il burqa da riprendere.

La ricerca si sta rivelando più complicata del previsto. Scuole, classi e territori vengono passati al setaccio, ma il protagonista del servizio continua a non saltare fuori.

A questo punto, per realizzare il servizio sul divieto del burqa a scuola, ai giornalisti potrebbe servire più una caccia al tesoro che una telecamera.

Nel frattempo il disegno di legge va avanti.

Il servizio, invece, è ancora alla ricerca della sua protagonista.

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Consiglieri dell’opposizione avvertono un grave malessere alla vista degli stand gastronomici al Corso e chiedono controlli a NAS e ASL. Dopo le verifiche, scoperto che si trattava soltanto di una forte invidia.

Frattamaggiore – Momenti di apprensione durante Frattamaggiore in Gusto, dove alcuni consiglieri dell’opposizione avrebbero accusato un improvviso malessere alla vista degli stand gastronomici allestiti lungo il Corso.

La situazione sarebbe apparsa subito piuttosto seria: invece di fermarsi ad ammirare le tante attività gastronomiche locali, sono stati chiesti controlli a NAS, ASL, Prefettura, Questura e Vigili del Fuoco, con verifiche sulle condizioni igienico-sanitarie degli stand, sulla conservazione degli alimenti, sugli impianti e sulla sicurezza degli allestimenti.

Insomma, davanti a mozzarella, salumi e prodotti della gastronomia locale, qualcuno avrebbe visto praticamente un’emergenza nazionale.

Gli accertamenti, però, avrebbero rapidamente ridimensionato l’allarme.

Nessun problema negli stand.

Nessuna emergenza sanitaria.

Nessun alimento sospetto.

Il problema, a quanto pare, era tutto dalla parte di chi guardava.

Dopo le verifiche sarebbe infatti emersa la vera causa del malessere: una forte e improvvisa crisi d’invidia.

Una diagnosi che spiegherebbe anche perché il malessere sia comparso proprio davanti a una manifestazione organizzata dalla nuova amministrazione e capace di portare sul Corso cittadini, attività locali e prodotti del territorio.

E così, mentre gli operatori cercavano di far conoscere le proprie eccellenze, qualcuno sembrava impegnato in un’altra degustazione: quella del rosicamento politico.

Perché quando non si riesce a trovare qualcosa da proporre, migliorare o criticare con idee proprie, può capitare di concentrarsi su quello che fanno gli altri.

Peccato che, in questo caso, a finire sotto controllo non siano stati soltanto gli stand.

È finita sotto controllo anche l’invidia di chi, evidentemente, davanti a una nuova amministrazione che organizza qualcosa, rischia di accusare un malore.

Per fortuna il caso sembra essere rientrato.

Gli stand hanno continuato a lavorare, i cittadini a passeggiare e la gastronomia locale a fare quello che sa fare meglio: farsi apprezzare.

Per i consiglieri dell’opposizione, invece, resta un’unica raccomandazione:

alla prossima manifestazione, prima di chiamare NAS e ASL, forse sarà meglio chiamare il medico.

Non si sa mai che sia di nuovo un attacco di invidia.

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Ex consigliere comunale colto da malore per l’invidia: la nuova amministrazione sostituisce i fuochi d’artificio con i raggi laser sulla Basilica di San Sossio.

Frattamaggiore – Sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di San Sossio, santo protettore della città, con una settimana di appuntamenti che accompagnerà i frattesi fino alla giornata del 23 settembre.

E quest’anno, nonostante le risorse economiche a disposizione dell’amministrazione Casabella siano ancora limitate e il Comune abbia ereditato una situazione finanziaria tutt’altro che florida, non sono mancate le novità.

La prima riguarda proprio uno degli appuntamenti più attesi delle festività: i tradizionali fuochi d’artificio sono stati sostituiti da uno spettacolo di luci laser sulla facciata della Basilica di San Sossio.

Una scelta che consente di evitare il consueto rumore e la diffusione di fumi e polveri nell’aria, con i conseguenti disagi per chi soffre di problemi respiratori, per gli anziani, per gli animali e per tutti coloro che mal sopportano gli spettacoli pirotecnici.

La sera di venerdì 18 settembre, in occasione dell’apertura dei festeggiamenti, al calar della sera la facciata della Basilica si è così trasformata in un grande schermo.

Le luci hanno accompagnato la serata con immagini dedicate anche alla vita di San Sossio, creando uno spettacolo che ha attirato l’attenzione dei numerosi cittadini presenti.

Una novità che ha lasciato molti frattesi piacevolmente sorpresi.

Non tutti, però, avrebbero reagito allo stesso modo.

Tra i presenti ci sarebbe stato anche un ex consigliere comunale, che avrebbe osservato lo spettacolo con particolare attenzione.

Secondo quanto riferito da alcuni presenti, l’ex consigliere avrebbe inizialmente cercato di capire come poter criticare la scelta della nuova amministrazione.

Un compito che, questa volta, si sarebbe rivelato più complicato del previsto.

Il problema sarebbe stato soprattutto uno: la nuova amministrazione aveva appena realizzato qualcosa di diverso da quanto fatto in passato e, soprattutto, sembrava essere piaciuto ai cittadini.

Una situazione che avrebbe provocato nell’ex consigliere un improvviso attacco di invidia.

Prima ancora di riuscire a formulare una critica, infatti, l’uomo sarebbe stato colto da un malore, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.

L’ambulanza sarebbe arrivata sul posto e avrebbe provveduto ad accompagnarlo per gli accertamenti del caso.

La notizia ha naturalmente suscitato curiosità tra i presenti, soprattutto per la coincidenza tra il malore e lo spettacolo che, fino a pochi istanti prima, stava illuminando la Basilica.

Nel frattempo i festeggiamenti per San Sossio proseguono e l’amministrazione si prepara agli altri appuntamenti previsti per la settimana.

Ed è proprio questo, adesso, a preoccupare maggiormente alcuni conoscenti dell’ex consigliere.

Perché se già la sostituzione dei fuochi d’artificio con i raggi laser è stata sufficiente a provocare una simile reazione, il rischio è che qualche altra novità possa mettere ulteriormente alla prova la sua salute.

La festa di San Sossio, infatti, durerà ancora diversi giorni.

E a questo punto, più che l’assistenza sanitaria durante i festeggiamenti, potrebbe essere necessario predisporre un servizio medico permanente per gli ex consiglieri comunali.

Non si sa mai che la nuova amministrazione, nei prossimi giorni, riesca a fare qualcosa di ancora più bello.

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