Milano. Baby manifestante ruba una felpa di due taglie più grande e torna il giorno dopo per farsela cambiare.

A Milano, tra vetrine in frantumi, negozi saccheggiati e tanta voglia di rivoluzionare il mondo, c’è chi ha dimostrato di avere ancora qualche piccolo problema con le questioni pratiche della rivoluzione.

Protagonista della vicenda è un giovanissimo manifestante che, nel bel mezzo degli scontri, avrebbe pensato bene di procurarsi una felpa senza passare dalla cassa. Fin qui, tutto secondo il programma del perfetto rivoluzionario in erba: abbattere il sistema, contestare il consumismo e, già che ci siamo, rinnovare il guardaroba a costo zero.

Peccato per un dettaglio: la felpa era di due taglie più grande.

Un inconveniente trascurabile per chi sta riscrivendo le sorti della società, ma decisamente fastidioso per chi deve vestirsi senza sembrare appena uscito dall’armadio del fratello maggiore.

Ed ecco materializzarsi il vero capolavoro: il giorno dopo, il giovane sarebbe tornato al negozio per chiedere il cambio.

Non un ripensamento politico, non una crisi di coscienza, non il desiderio di restituire il maltolto. Semplicemente, la taglia sbagliata.

Evidentemente, qualcuno aveva spiegato al ragazzo come si fa la rivoluzione, ma aveva dimenticato il capitolo dedicato alle taglie.

Resta da immaginare la scena: il giovane davanti alla serranda, pronto a far valere i propri diritti di consumatore, magari con la felpa sotto il braccio e la convinzione che, in fondo, un cambio merce sia il minimo sindacale anche dopo una notte di contestazione.

Perché manifestare contro il sistema è una cosa seria. Ma scegliere la taglia giusta, evidentemente, è una competenza che si acquisisce con l’età.

Morale della favola: si può anche scendere in piazza per cambiare il mondo. Ma prima sarebbe opportuno imparare a scegliere una felpa della propria misura.

E, soprattutto, ricordarsi che la rivoluzione non prevede il servizio cambi e resi.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Irruzione in una scuola dell’infanzia: arrestati quattro bambini, incastrati dalle telecamere dopo i saccheggi di Milano.

Milano – Clamorosa operazione delle forze dell’ordine nelle prime ore della mattinata: blitz in una scuola dell’infanzia, dove quattro bambini sarebbero stati individuati e fermati nell’ambito delle indagini sui recenti disordini avvenuti nel capoluogo lombardo.

A incastrarli, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero consentito agli investigatori di riconoscere alcuni dettagli inequivocabili: statura sospetta, passo svelto e una certa dimestichezza con le corse in gruppo.

I piccoli, accompagnati in aula dalle insegnanti, avrebbero destato l’attenzione degli investigatori quando, alla domanda «Che cosa avete fatto nel fine settimana?», avrebbero risposto in coro: «Manifestazione!».

Decisiva anche la perquisizione degli zainetti, all’interno dei quali sarebbero stati rinvenuti pennarelli indelebili, due merendine sottratte al compagno di banco e un pacchetto di cracker del quale nessuno avrebbe saputo spiegare la provenienza.

Gli inquirenti starebbero inoltre verificando la possibile corrispondenza tra alcuni disegni realizzati durante l’attività didattica e le vetrine danneggiate durante i disordini. In uno dei fogli sarebbe comparsa una scritta sospetta: «Abbasso tutto!», accompagnata da un sole senza raggi e da una casa con il tetto rosso.

La direzione scolastica avrebbe immediatamente convocato una riunione straordinaria, mentre le maestre avrebbero sospeso temporaneamente il laboratorio dei lavoretti, per evitare che forbicine e colla stick potessero essere utilizzate per ulteriori azioni di disturbo.

Ancora più delicata la posizione dei quattro piccoli, che avrebbero dichiarato di aver partecipato alla manifestazione «perché c’erano tutti gli altri». Una giustificazione che, se confermata, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi sul ruolo del gruppo dei pari nella formazione delle baby-proteste.

Intanto, dal mondo della scuola arrivano rassicurazioni: nessuna sospensione della ricreazione, ma un potenziamento delle attività di educazione civica, con particolare attenzione alla differenza tra manifestare il proprio dissenso e distruggere ciò che appartiene agli altri.

Resta da chiarire un ultimo interrogativo: se a Milano si è arrivati a questo punto già all’asilo, che cosa accadrà quando i quattro passeranno alle elementari?

Gli investigatori, per ora, non escludono nessuna pista. Nemmeno quella del grembiulino nero.

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Contro la movida selvaggia arrivano i lampeggianti blu finti: effetto Forze dell’Ordine, nella speranza che basti a fare da deterrente!

Frattamaggiore, la sicurezza fa progressi: arrivano i lampeggianti blu finti!

Dopo l’incontro in Prefettura, le segnalazioni dei cittadini, le raccolte di firme e i presidi che continuano, a Frattamaggiore la lotta alla movida selvaggia potrebbe aver finalmente trovato la sua arma segreta: i lampeggianti blu, rigorosamente finti, per simulare la presenza delle Forze dell’Ordine!

Altro che volanti, pattuglie e controlli: qui si punta direttamente sulla psicologia. Il principio è semplice: se non possiamo mettere un agente a ogni angolo, mettiamoci almeno una luce blu! Magari, nella penombra della notte, qualcuno la vedrà, si emozionerà, proverà un improvviso rispetto per il Codice della strada e deciderà spontaneamente di abbassare la voce, rimettere a posto il motorino e tornarsene a casa.

Naturalmente, se poi il lampeggiante non dovesse sortire l’effetto sperato, si potrebbe sempre passare al livello successivo: sagome di cartone in divisa, sirene registrate in loop e, per i casi più ostinati, un altoparlante con la voce preregistrata che annuncia: «Attenzione, è in corso un controllo!».

Il tutto, possibilmente, senza disturbare il riposo dei residenti, che dopo tante notti insonni potrebbero persino scambiare il silenzio per un fenomeno paranormale.

Intanto, mentre nelle sedi istituzionali si discute di viabilità, rumori notturni, sicurezza e prevenzione, la movida continua a essere una risorsa economica da tutelare. Giustissimo! Purché a essere tutelati non siano soltanto i tavolini dei locali e gli incassi del fine settimana, ma anche il diritto dei residenti a dormire senza dover prenotare una stanza in un albergo fuori città.

La domanda, a questo punto, è una sola: basterà un lampeggiante blu per convincere la movida a comportarsi bene, oppure servirà anche un cartello con scritto «Attenzione: le conseguenze sono vere, anche se il lampeggiante è finto»?

A Frattamaggiore, insomma, la fantasia al potere non manca. Ora aspettiamo di scoprire se, oltre alle luci blu, arriverà anche qualche risultato concreto.

Perché una cosa è certa: la movida può essere selvaggia, ma la speranza dei residenti è che almeno la sicurezza non diventi una scenografia!

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Milano. Commercianti costretti ad aumentare i prezzi per riparare i danni subiti dai manifestanti che protestavano contro il caro prezzi.

A Milano la protesta contro il caro prezzi rischia di produrre un effetto contrario alle aspettative. Dopo i saccheggi e i vandalismi che hanno colpito diversi negozi, i commercianti stanno facendo i conti con vetrine rotte, scaffali svuotati e danni da riparare.

Per far fronte alle spese, molti potrebbero essere costretti ad aumentare ulteriormente i prezzi, scaricando inevitabilmente i costi sui consumatori.

Una protesta davvero efficace: si scende in piazza per combattere il caro vita e si finisce per dare ai commercianti un motivo in più per aumentare i prezzi.

Insomma, la lotta al caro prezzi è riuscita a ottenere un primo risultato: renderli ancora più cari!

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Leggono in rete un invito a un convegno sulle fake news e su come riconoscerle. Ci vanno, ma non trovano nessuno: la notizia era falsa!

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Napoli. Paziente operato di tumore al polmone, dopo due ore è già in piedi: la barella serve a un altro.

A Roma, dopo il delicato intervento al polmone di Papa Leone XIV, arrivano notizie rassicuranti sulla sua ripresa. A Napoli, invece, la ripresa post-operatoria sembra aver raggiunto livelli ancora più sorprendenti.

Napoli, B&B senza bidet: Manfredi imita il collega francese e sbotta: «No, non siamo in Francia!»

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Mezza Italia allagata per la pioggia abbondante. A Fratta, invece, è colpa di Casabella.

Da Roma in giù mezza Italia finisce sott’acqua a causa delle abbondanti piogge, con strade allagate, auto in difficoltà, disagi alla circolazione e cittadini costretti a fare i conti con una quantità d’acqua decisamente superiore alla normale capacità di smaltimento.

La spiegazione, almeno nel resto d’Italia, sembra abbastanza semplice: ha piovuto tanto.

A Frattamaggiore, invece, la situazione viene interpretata in maniera decisamente diversa.

Qui, infatti, la pioggia può anche essere abbondante, ma la colpa resta di Casabella.

E poco importa se, proprio in previsione della stagione delle piogge, l’amministrazione ha fatto effettuare la pulizia delle caditoie, dalle quali sono state rimosse tonnellate di fango, terra e materiale accumulato negli anni.

Le caditoie sono state pulite? Sì.

Ha piovuto tantissimo? Sì.

Fratta si è allagata lo stesso? Sì.

E allora il ragionamento diventa inevitabile: Casabella non è stato capace di impedire alla pioggia di allagare Fratta.

Del resto, pulire le caditoie evidentemente non basta.

A quanto pare, il prossimo intervento dovrà essere ancora più radicale: convincere le nuvole a non esagerare con la pioggia quando passano sopra Frattamaggiore.

Perché da Roma in giù può essere maltempo.

A Fratta, invece, se piove troppo, la colpa è comunque di Casabella.

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Stop alle grandi navi da crociera: il moto ondoso invade strade, marciapiedi e negozi a piano terra.

Aumenta la protesta a Frattamaggiore contro il passaggio delle grandi navi da crociera.
La questione, che da tempo divide cittadini, commercianti e operatori del settore turistico, è tornata al centro del dibattito dopo le ultime giornate di forte maltempo.
Il problema principale sarebbe rappresentato dal moto ondoso provocato dal passaggio delle grandi imbarcazioni, che in alcune zone raggiungerebbe strade e marciapiedi, creando disagi soprattutto agli esercizi commerciali situati a piano terra.
Per alcuni commercianti la situazione sarebbe ormai diventata insostenibile.
L’acqua, spinta dal passaggio delle navi, arriverebbe infatti fino agli ingressi dei locali, costringendo i titolari a intervenire per evitare che il moto ondoso finisca direttamente all’interno dei negozi.
Da qui la richiesta di limitare il passaggio delle grandi navi nelle zone più vicine alle attività commerciali e di individuare percorsi alternativi che possano ridurre gli effetti delle onde.
Ma, come spesso accade quando si parla di grandi navi da crociera, il problema non è soltanto ambientale.
A preoccupare sono anche le possibili conseguenze sul turismo.
Secondo gli operatori del settore, infatti, ridurre il traffico crocieristico potrebbe significare meno visitatori, con ripercussioni inevitabili su ristoranti, bar, negozi e attività commerciali che beneficiano dell’arrivo dei turisti.
Il dibattito è quindi particolarmente acceso.
Da una parte chi chiede di tutelare strade, marciapiedi e attività commerciali dagli effetti del moto ondoso.
Dall’altra chi ricorda che le grandi navi rappresentano una risorsa importante per l’economia cittadina e che un loro allontanamento potrebbe far diminuire sensibilmente il numero dei turisti.
Intanto, mentre la discussione prosegue, a Frattamaggiore si guarda con attenzione al prossimo passaggio delle grandi navi.
Perché il turismo va bene, il commercio va tutelato, il paesaggio va salvaguardato.
Ma soprattutto bisogna evitare che, ad ogni passaggio, qualche negoziante debba chiudere la porta per non far entrare la laguna.

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Continuano gli allagamenti nonostante le caditoie ripulite da tonnellate di fango. L’opposizione esulta: la colpa è comunque di Casabella.

È bastata una pioggia particolarmente intensa per riportare in primo piano uno dei problemi che da sempre accompagnano le giornate di maltempo a Frattamaggiore: gli allagamenti.

Questa volta, infatti, non è stata soltanto via Pirozzi a finire sott’acqua. Dai social arrivano immagini e segnalazioni da diverse zone della città: da via Pirozzi a via Roma, passando per altre strade dove l’acqua ha fatto sentire la sua presenza.

Insomma, ognuno sembra aver fotografato il proprio piccolo “mare” sotto casa, mostrando agli altri frattesi come si presentava la propria zona durante la forte pioggia.

Una situazione che, oltre agli automobilisti e ai residenti, avrebbe regalato un momento di particolare soddisfazione anche all’opposizione.

Il motivo è semplice: finalmente c’è qualcosa da contestare.

E poco importa se, proprio in previsione della stagione delle piogge, l’amministrazione aveva fatto effettuare la pulizia delle caditoie, dalle quali era stata rimossa una quantità impressionante di fango, terra e materiale accumulato nel tempo.

Le caditoie sono state pulite? Sì.

La pioggia è stata particolarmente abbondante? Anche.

Diverse strade si sono allagate lo stesso? Pure.

E allora, secondo la curiosa logica della politica cittadina, non resta che arrivare alla conclusione più semplice: la colpa è comunque di Casabella.

Del resto, se dopo una pioggia particolarmente intensa si allagano diverse strade, nonostante la pulizia delle caditoie, riconoscere che una quantità eccezionale d’acqua può creare comunque problemi sarebbe forse troppo semplice.

Molto più semplice è trovare un colpevole.

Caditoie pulite, tonnellate di fango rimosse, pioggia torrenziale e diverse zone di Frattamaggiore nuovamente alle prese con l’acqua.

Una cosa, però, non cambia: per l’opposizione, la colpa è sempre di Casabella.

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