Bambino vuole esporre la bandiera per il 2 giugno, ma il papà gli dice che quest’anno l’Italia non si è qualificata ai Mondiali.

Momenti di confusione in un’abitazione italiana in occasione della Festa della Repubblica, dove un bambino avrebbe tentato di esporre il tricolore dal balcone.Il gesto, apparentemente legato alla ricorrenza del 2 giugno, sarebbe stato però interpretato dal padre in chiave calcistica.Secondo quanto riportato, l’uomo avrebbe fermato il figlio spiegando che “quest’anno l’Italia non si è qualificata ai Mondiali”, invitandolo quindi a riporre la bandiera.Il caso riporta l’attenzione su un’abitudine sempre più diffusa in Italia: l’esposizione della bandiera nazionale legata quasi esclusivamente alle competizioni calcistiche internazionali, in particolare ai Mondiali di calcio.In molti altri Paesi europei, come Francia e Grecia, il vessillo nazionale viene invece esposto con regolarità come simbolo di identità e appartenenza, indipendentemente da eventi sportivi.In Italia, al contrario, il tricolore appare sui balconi soprattutto durante le fasi dei Mondiali in cui la Nazionale è ancora in gara, per poi scomparire rapidamente dopo l’eliminazione.Una dinamica che, negli anni, ha contribuito a consolidare un rapporto più episodico che continuativo con il simbolo nazionale, percepito spesso più come bandiera sportiva che istituzionale.Nel frattempo, la Festa del 2 giugno resta una delle poche occasioni in cui il tricolore dovrebbe essere esposto indipendentemente dai risultati della Nazionale di calcio.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Fico arriva a Frattamaggiore per sostenere Casabella, dopo 40 minuti di autoelogi è Casabella a sostenere Fico.

FRATTAMAGGIORE — Doveva essere un incontro elettorale per sostenere Luigi Del Prete, detto Casabella, in vista del ballottaggio. Ma per diversi presenti, il pomeriggio trascorso sull’uscio del Bar Vega si è trasformato in qualcosa di molto diverso.
Appena preso il microfono, Roberto Fico avrebbe infatti iniziato a raccontare tutto ciò che intende fare per la Regione Campania.
Sanità.
Trasporti.
Ambiente.
Scuola.
Infrastrutture.
Lavoro.
Agricoltura.
Turismo.
Dopo i primi venti minuti, alcuni cittadini avrebbero iniziato a chiedersi se per caso non avessero sbagliato manifestazione.
Dopo trenta minuti, qualcuno avrebbe domandato sottovoce chi fosse il candidato sindaco da sostenere.
Dopo quaranta minuti, invece, la situazione appariva ormai chiara a tutti.
Il vero sostenitore della giornata sembrava essere Casabella.
Posizionato accanto a Fico, il candidato avrebbe applaudito con convinzione ogni nuovo progetto annunciato per la Regione Campania.
Secondo alcuni presenti, a un certo punto avrebbe persino annuito con entusiasmo all’idea di una nuova visione strategica regionale, nella speranza che quello fosse il preludio alla frase:
“Adesso parliamo di Frattamaggiore.”
Frase che però non sarebbe mai arrivata.
Testimoni raccontano che Casabella avrebbe continuato ad applaudire con grande disciplina, aspettando pazientemente il momento in cui Fico avrebbe finalmente spiegato ai cittadini perché votarlo al ballottaggio.
Momento che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato avvistato per pochi secondi tra un progetto regionale e l’altro.
“Pensavo fosse un comizio per Casabella”, avrebbe dichiarato un cittadino.
“Anch’io”, avrebbe risposto un altro.
“Poi ho capito che stavo assistendo alla presentazione del programma della Regione Campania.”
Nel frattempo il pubblico applaudiva regolarmente.
Non è chiaro se per i progetti annunciati, per l’entusiasmo dell’oratore o semplicemente per incoraggiarlo ad arrivare prima o poi all’argomento previsto.
A fine intervento, diversi cittadini si sarebbero avvicinati a Casabella per complimentarsi.
Non per la campagna elettorale.
Ma per la pazienza dimostrata.
Secondo alcuni presenti, infatti, nessuno ha sostenuto Roberto Fico con più convinzione dello stesso Casabella.

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Li avevano chiamati “quatt’ sciem”, ora i competitor chiedono scusa: “Abbiamo sbagliato a contare, erano molti di più”.

FRATTAMAGGIORE – La politica locale, si sa, ha spesso una sua grammatica emotiva fatta di dichiarazioni, contrapposizioni e colpi di scena. Ma questa volta il copione sembra aver superato sé stesso, entrando in una dimensione che qualcuno definirebbe… aritmetica.
Tutto nasce da una frase pronunciata in campagna elettorale, quando alcuni competitor – nel pieno della dialettica pre-voto – avrebbero definito in modo colorito gli esponenti di Liberiamo Fratta come “quatt’ sciem”. Una battuta, una provocazione, o semplicemente uno di quei passaggi tipici delle campagne accese.
Poi arrivano le urne.
E con le urne, come spesso accade, arriva la realtà dei numeri. E soprattutto, il loro peso politico.
Secondo quanto emerge nel dopo voto, proprio all’interno degli ambienti avversari sarebbe maturata una singolare forma di “autocritica post-contabile”: non tanto sull’espressione utilizzata, quanto sulla quantità.
Perché – ed è qui che la vicenda prende la piega più ironica – il punto non sarebbe più l’insulto in sé, ma il conteggio.
Gli stessi competitor avrebbero infatti ritenuto opportuno chiarire la propria posizione, formulando una sorta di rettifica informale: il problema non era averli definiti “quatt’ sciem”, ma averli sottovalutati numericamente.
In altre parole: non erano quattro.
Erano molti di più.
Una precisazione che, nel linguaggio politico locale, suona come una singolare forma di scuse: non per il giudizio espresso, ma per l’errore di valutazione.
Nel frattempo, dai ranghi di Liberiamo Fratta, il riferimento alla frase è diventato quasi un simbolo narrativo del risultato elettorale. Un modo per ribaltare la provocazione iniziale trasformandola in una sorta di rivendicazione identitaria post-voto.
E mentre il dibattito si concentra tra numeri, interpretazioni e riletture creative del passato recente, resta un dato politico ormai difficile da contestare: la campagna elettorale è finita, ma la matematica – almeno quella – continua a fare discussione.
E a Frattamaggiore, più che le parole, a volte sono proprio i conteggi a chiedere scusa.

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Sostenitori del PD a Roma per vedere da vicino e fotografarsi con Sossio Farina, atteso per sostenere Schlein e il partito.

ROMA – Scene di entusiasmo nella Capitale per l’arrivo di Sossio Farina, atteso a Roma per intervenire a sostegno della segretaria Elly Schlein e del Partito Democratico.
L’iniziativa, nata come semplice appuntamento politico, avrebbe rapidamente assunto contorni ben più ampi, trasformandosi – secondo alcuni osservatori – in un vero e proprio evento di richiamo. In migliaia si sarebbero già mossi per assistere all’intervento e, soprattutto, per riuscire a scattare una foto con il protagonista della giornata.
Sul posto si registrano file e attese organizzate per gestire l’afflusso dei sostenitori, in un clima che ricorda più un evento popolare che un tradizionale incontro politico.
Il caso, però, viene letto anche in chiave ironica nel confronto con quanto accade a livello locale: a Frattamaggiore, infatti, il modello sembra spesso quello opposto, con l’arrivo di esponenti politici nazionali – più o meno noti – chiamati a sostenere i candidati del territorio, tra interventi lampo e comizi di pochi minuti a supporto della propaganda elettorale locale.
Qui, invece, lo schema si ribalta. Non sono i big nazionali a “scendere” per aiutare i territori, ma è Sossio Farina a “salire” verso Roma, chiamato a sostenere direttamente la segretaria nazionale e la linea del partito.
Un’inversione di ruoli che non passa inosservata tra gli addetti ai lavori, e che alimenta il racconto politico locale come se Frattamaggiore avesse iniziato a esportare figure in grado di muoversi ormai su scala nazionale.
Nel frattempo, l’attesa per l’intervento continua a crescere, con un dettaglio che più di tutti alimenta la curiosità: per una volta, non è Roma che “porta” la politica nei territori, ma un pezzo di territorio che arriva fino a Roma.
E stavolta, per qualcuno, il viaggio sembra contare quanto il comizio.

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Il candidato del cambiamento svela la prima novità: sostituire la targa “Dott. Del Prete Sindaco” con una identica.

FRATTAMAGGIORE — Prime indiscrezioni sul programma del candidato del cambiamento e già emerge quella che potrebbe essere la prima grande opera del prossimo mandato.
Intervistato sulla prima cosa che intende cambiare una volta eletto sindaco, il candidato avrebbe infatti indicato senza esitazioni la targhetta fuori dal proprio ufficio.
Attualmente sulla targa è riportata la scritta:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Dopo l’intervento annunciato, la nuova targa riporterà invece:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Una novità che, secondo gli esperti, potrebbe sfuggire anche agli osservatori più attenti.
La sostituzione sarebbe stata accolta con entusiasmo da molti cittadini.
“Finalmente il cambiamento che aspettavamo”, avrebbe commentato qualcuno cercando inutilmente di individuare le differenze tra la vecchia e la nuova versione.
Altri residenti si sarebbero invece mostrati più prudenti.
“Cominciamo bene”, avrebbe osservato un cittadino. “Ancora non si è insediato e già vuole spendere soldi pubblici per sostituire una targa perfettamente funzionante con una identica.”
Secondo indiscrezioni, il Comune starebbe valutando di organizzare una cerimonia ufficiale per la rimozione della vecchia targa e l’installazione della nuova.
Per evitare contestazioni, le due targhe verranno esposte una accanto all’altra così che i cittadini possano apprezzare l’entità del cambiamento.
L’operazione dovrebbe durare pochi minuti, gran parte del tempo sarà infatti dedicata a spiegare quale delle due sia quella nuova.
Nel frattempo a Frattamaggiore continua il dibattito politico.
Da una parte chi sostiene che la città abbia bisogno di una svolta dopo anni di cantieri, cemento e nuove costruzioni.
Dall’altra chi invita alla prudenza, ricordando che il cambiamento va fatto un passo alla volta.
E quale passo migliore, sostengono i più ottimisti, di una targa completamente nuova che riporta esattamente la stessa scritta della precedente.

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Roberto Fico arriva a Fratta: gli organizzatori gli scrivono sul palmo della mano quale Del Prete deve nominare.

FRATTAMAGGIORE — Cresce l’attesa per l’arrivo di Roberto Fico, previsto per il 1° giugno a Frattamaggiore per sostenere Luigi Del Prete, detto Gino Casabella, candidato al ballottaggio.
L’organizzazione dell’evento, tuttavia, starebbe lavorando soprattutto su un aspetto fondamentale: evitare che Fico, durante il comizio, sostenga accidentalmente l’altro Del Prete.
Come noto, infatti, al ballottaggio si sfidano Luigi Del Prete e Pasquale Del Prete, circostanza che avrebbe fatto scattare immediatamente il protocollo di sicurezza.
Secondo indiscrezioni, gli organizzatori avrebbero già provveduto a scrivere sul palmo della mano di Fico il nome del candidato da sostenere.
La scritta, realizzata con pennarello indelebile, sarebbe accompagnata anche da una freccia e dalla nota: “QUESTO. NON L’ALTRO.”
Ma le precauzioni non finiscono qui.
Durante il comizio saranno infatti presenti diversi volontari muniti di cartelloni con la scritta:
“LUIGI DEL PRETE (CASABELLA)”
in caratteri talmente grandi da poter essere letti anche dalla stazione spaziale internazionale.
I cartelloni verranno sollevati ogni volta che Fico dovrà pronunciare il nome del candidato.
Secondo il programma ufficiale, al primo “Luigi Del…” scatterà immediatamente l’alzata dei cartelli.
Al secondo “Luigi Del…” entrerà in funzione anche il piano di emergenza.
Al terzo verrà acceso un display luminoso con la scritta:
“CASABELLA! CASABELLA! CASABELLA!”
visibile da tutta l’area nord di Napoli.
Non è escluso che alcuni collaboratori vengano posizionati direttamente sotto il palco con il compito di ripetere il nome del candidato ogni trenta secondi.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche quella di sostituire temporaneamente il cognome del candidato con una versione più facilmente riconoscibile, come:
Luigi Del Prete (quello che devi sostenere).
Nel frattempo, fonti vicine all’organizzazione rassicurano tutti:
“Abbiamo previsto ogni possibile scenario. Se sentiamo pronunciare il nome dell’altro Del Prete, parte immediatamente una sirena.”
L’evento si concluderà con la tradizionale verifica finale del palmo della mano.

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Elezioni comunali, 3000 schede annullate tra Cardito e Casandrino: avevano votato Sossio Farina.

CARDITO / CASANDRINO — Clamoroso durante lo scrutinio delle elezioni comunali nei comuni di Cardito e Casandrino, dove migliaia di schede sarebbero state annullate perché gli elettori hanno scritto sulla scheda “Sossio Farina”.
La situazione ha creato inizialmente confusione tra scrutatori e presidenti di seggio, convinti che si trattasse di un candidato locale o di una lista non ufficiale.
Solo dopo alcuni controlli è emerso che il nome appartiene a un candidato di Frattamaggiore.
Secondo molti, il motivo di questa diffusione è semplice: Sossio Farina è una persona conosciuta e soprattutto disponibile con tutti.
A Frattamaggiore viene votato da tutti.
Ma ciò che viene sottolineato da molti è un aspetto preciso: Sossio aiuta chiunque, anche persone che, per motivi politici o personali, è praticamente certo che non lo voteranno mai.
Eppure, quando qualcuno ha bisogno, lui interviene comunque, senza guardare appartenenze politiche o ritorni elettorali.
Ed è proprio questo atteggiamento, secondo molti, che spiegherebbe perché il suo nome compare ovunque.
A Cardito e Casandrino, infatti, numerose schede riportavano “Sossio Farina”, altre solo “Sossio”, tutte poi annullate perché il candidato non era presente nei comuni interessati.
In diversi casi è comparsa anche la dicitura “il cugino”, che ha reso comunque nullo il voto per mancanza di identificazione precisa.
Secondo alcune segnalazioni, episodi simili sarebbero stati registrati anche a Salerno durante le elezioni che hanno portato alla vittoria al primo turno di De Luca.
La Prefettura ha confermato che tutte le schede non potevano essere conteggiate, come voti validi in quanto Farina non appartiene a nessuna lista dei comuni di Cardito e Casandrino.
Nel frattempo, sui social, resta una battuta che sintetizza la vicenda:
“Non cerca voti, ma si ritrova scritto ovunque lo stesso.”

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“Non sono un fantoccio”: Gino Casabella costretto a dimostrarlo muovendo le braccia da solo.

Continuano le polemiche attorno al candidato Gino Casabella, finito negli ultimi giorni al centro di accuse sempre più surreali da parte degli avversari politici, che lo descrivono come un semplice “prestanome”, uno che leggerebbe discorsi scritti da altri e incapace di muoversi senza suggerimenti.
Le voci sono diventate talmente insistenti che, durante un recente incontro pubblico, alcuni cittadini avrebbero ironicamente chiesto al candidato di “fare un movimento spontaneo” per dimostrare di non essere realmente telecomandato.
Secondo chi era presente, Gino avrebbe inizialmente estratto lentamente le mani dalle tasche — gesto che molti non vedevano dall’inizio della campagna elettorale — per poi alzare entrambe le braccia e salutare la folla tra applausi e risate.
In effetti, come mostrano praticamente tutti i video diffusi nelle ultime settimane, il candidato è apparso quasi sempre con le mani in tasca e con un leggero movimento oscillatorio avanti e indietro durante i discorsi. Una postura che, secondo alcuni cittadini più fantasiosi, avrebbe alimentato il sospetto che qualcuno potesse davvero “manovrarlo coi fili”.
Dal pubblico sarebbero partite urla come: “Si è mosso da solo!” “Controllate dietro il palco!” e perfino: “Hanno staccato i cavi!”.
Non mancano nemmeno le polemiche sui confronti pubblici. Gli avversari sostengono che Gino Casabella non ami partecipare ai dibattiti politici, mentre persone vicine al candidato precisano: “Gino si confronta con tutti, ma preferisce parlare coi cittadini invece di fare gare di urla tra candidati. Al massimo il confronto lo farà da sindaco”.
Nelle ultime ore sarebbe circolata anche la voce secondo cui, prima dei comizi, alcuni collaboratori gli farebbero ripetere frasi semplici per verificare l’audio, tipo: “Buonasera cittadini” oppure “La città merita rispetto”.
Dal comitato, però, respingono tutto con ironia: “Certo che legge i discorsi. Pure i presentatori del telegiornale leggono, ma nessuno li chiama fantocci”.
Per chiudere definitivamente la questione, sarebbe intanto in preparazione un evento pubblico dal titolo: “Gino senza fili”, durante il quale il candidato parlerà davanti ai cittadini senza suggerimenti, pizzini o presunti telecomandi nascosti.
L’evento dovrebbe essere supervisionato da due tecnici audio e da una signora del pubblico scelta a caso “per controllare che Gino pensi davvero con la propria testa”.

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Magnate milanese compra la Ferrari elettrica: alla prima ricarica manda in blackout la città.

MILANO – Doveva essere il simbolo del futuro: silenziosa, elettrica e tecnologica, appena uscita dalla nuova generazione di Ferrari completamente elettrica. Peccato che, secondo i residenti di Milano, il futuro sia durato circa sette minuti prima di spegnere mezza città.Il protagonista della vicenda è un magnate milanese del settore fintech che avrebbe pagato oltre 550 mila euro per assicurarsi una delle prime consegne del nuovo modello elettrico del Cavallino. L’auto, dotata di oltre 1000 cavalli e batteria ad alta capacità, sarebbe stata collegata alla colonnina privata installata nella sua villa in zona CityLife.Secondo le testimonianze, appena iniziata la ricarica le luci del quartiere hanno iniziato a tremolare fino allo spegnimento progressivo di diverse zone della città, mentre i sistemi elettrici locali andavano in sovraccarico.“Pensavo fosse un temporale, poi ho visto dal balcone una Ferrari attaccata alla presa come un’astronave”, racconta un residente.I tecnici intervenuti sul posto avrebbero inizialmente ipotizzato un guasto alla rete nazionale, salvo poi accorgersi che il picco di consumo proveniva da un singolo garage privato. Un operatore avrebbe commentato: “Sembrava che qualcuno stesse ricaricando una centrale elettrica intera.”La situazione sarebbe peggiorata quando il proprietario, non vedendo aumentare la percentuale di carica, avrebbe provato ad attivare modalità di ricarica “ultra performance”, convinto di velocizzare il processo.Per circa 40 minuti Milano è rimasta al buio: semafori spenti, ascensori bloccati e cittadini costretti a improvvisare conversazioni senza connessione internet.La situazione si è risolta solo dopo l’intervento dei tecnici che hanno limitato l’erogazione di potenza alla colonnina privata.Raggiunto dai giornalisti, il magnate ha commentato: “Mi avevano detto che era il futuro. Non mi avevano detto che serviva una centrale elettrica dedicata.”

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Durante lo spoglio i voti di Farina Sossio scambiati per il totale dei votanti.

FRATTAMAGGIORE — A Frattamaggiore ci sono candidati che passano mesi sui social a spiegare come si vota, come si scrive il nome sulla scheda e come non sbagliare simbolo.
E poi c’è Farina Sossio, che per tutta la campagna elettorale non si è praticamente visto né sentito.
Zero video. Zero post. Zero istruzioni su come votarlo.
Eppure prende circa 1800 voti.
Già questo, da solo, ha creato qualche dubbio a più di uno.
Il dettaglio ancora più “frattese” arriva dalle schede: molte sono state annullate perché alcuni hanno scritto “Farina Sossio detto il cugino”, altri semplicemente “Sossio”.
Il problema è che a Frattamaggiore di Sossio ce ne sono talmente tanti che, anche quando il voto era chiaramente per lui, non sempre è stato possibile attribuirlo.
Risultato: numeri che, secondo qualcuno, senza queste schede nulle sarebbero stati praticamente doppi.
Ma il momento più assurdo arriva dopo lo spoglio.
Quando i dati vengono trasmessi, il numero dei voti di Farina Sossio viene inizialmente scambiato per il totale dei votanti.
Per qualche minuto qualcuno pensa che sia l’affluenza dell’intera città.
Poi arriva la correzione: no, è solo un candidato.
Uno.
Scomparso per tutta la campagna.
E per questo ancora più difficile da spiegare.
Alla fine la battuta che gira è una sola:
“Non si è fatto vedere nemmeno una volta… ma appena contano i voti sembra che abbia votato tutta Frattamaggiore.”

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