Nuove foto contro Casabella: “Colpa della movida”. Peccato che fosse il mercato del sabato.

Frattamaggiore – Ormai sembra diventata una consuetudine. Da quando si è insediata la nuova amministrazione, ogni occasione sembra buona per raccontare una città allo sbando e, soprattutto, per mettere sotto accusa il sindaco Casabella. Foto, segnalazioni, post e ricostruzioni che sembrano avere puntualmente un unico obiettivo: dimostrare che qualcosa non funziona. Peccato che, ogni tanto, siano proprio le fotografie a non collaborare. L’ultimo caso riguarda alcune immagini che mostrerebbero i consueti “segni dell’inciviltà della movida” dopo il fine settimana. Cartacce, residui di verdura e un certo disordine generale. Il quadro sembrerebbe perfetto. Troppo perfetto. Perché quelle fotografie, a quanto pare, non arrivano dalla movida. Arrivano dal mercato del sabato. Precisamente dal piazzale antistante il campo sportivo Ianniello, dove ogni sabato si svolge il mercato. E qui la situazione diventa quasi surreale. Al termine del mercato, infatti, può capitare di trovare cartacce, cassette, residui di ortaggi e tutto ciò che normalmente rimane dopo ore di bancarelle, venditori e centinaia di persone che fanno acquisti. Una scoperta davvero sorprendente. Dopo un mercato c’è il mercato. La buona notizia è che, nel giro di poche ore, l’area viene ripulita e torna alla normalità. Quindi le fotografie erano vere. Il problema era soltanto la didascalia. Ma questa volta, per fortuna, qualcuno dei cosiddetti “Casabella Boys”, invece di partire immediatamente con la rabbia e la difesa d’ufficio del sindaco, avrebbe fatto una cosa ancora più rivoluzionaria: ha guardato le fotografie. E si è accorto che qualcosa non tornava. Niente movida. Niente ragazzi. Niente serata del sabato sera. C’era il mercato. E la cosa diventa ancora più interessante considerando che, in quella zona, la movida di cui tanto si parla non ci va neanche. Insomma, stavolta il tentativo di trovare l’ennesima fotografia utile a raccontare il fallimento dell’amministrazione avrebbe incontrato un piccolo ostacolo: la realtà dei fatti. E così il sindaco Casabella, ancora una volta, si sarebbe ritrovato a dover smentire una ricostruzione che sembrava già pronta. Prima le foto vecchie della villetta di via Siepe Nuova. Adesso le foto del mercato presentate come immagini della movida. A questo punto resta soltanto da chiedersi cosa arriverà la prossima volta. Forse una fotografia di una pozzanghera accompagnata dalla scritta: “Casabella porta il mare a Frattamaggiore”. Ma prima di pubblicarla, un consiglio semplice potrebbe evitare qualche altra smentita: guardare la foto. Magari anche il retro. Non si sa mai. Potrebbe esserci scritto: “Mercato del sabato”.

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

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Villa comunale, avvistata una famiglia con bambini: aperta un’indagine per capire come abbia fatto ad arrivare fin lì.

FRATTAMAGGIORE. Momenti di apprensione alla villa comunale, dove nei giorni scorsi è stata avvistata una presenza ormai diventata particolarmente insolita: una famiglia con bambini.Secondo le prime ricostruzioni, la famiglia sarebbe entrata tranquillamente dalla porta principale, probabilmente ignara del fatto che, stando alle numerose segnalazioni dei cittadini, quello non sarebbe esattamente il luogo più indicato per una passeggiata con i figli.Non è ancora chiaro se la famiglia provenisse da fuori zona oppure se, più semplicemente, non fosse stata informata dei rischi dell’escursione.Fatto sta che nessuno avrebbe provveduto a fermarla all’ingresso.Nessun controllo.Nessun avviso.Nessun cartello all’ingresso che avverta le famiglie: “Attenzione alle bici elettriche. Attraversare la villa con prudenza.”La famiglia ha quindi continuato la propria passeggiata, inoltrandosi sempre più all’interno della villa.Ed è proprio qui che sarebbe emersa la situazione.Nella zona dell’anfiteatro, infatti, vengono segnalati frequentemente ragazzi che sfrecciano con biciclette elettriche, trasformando quello che dovrebbe essere uno spazio tranquillo in una specie di circuito cittadino.E poi c’è quell’altro fenomeno raccontato da diversi cittadini con una certa discrezione.Quello per cui alcuni ragazzi frequenterebbero la villa anche per “procurarsi un po’ di fumo”.Non quello che esce dai camini.Quello che, evidentemente, non serve nemmeno accendere per capire che qualcosa non torna.Naturalmente si tratta di segnalazioni e racconti dei cittadini, che meriterebbero eventualmente controlli e verifiche.Ma messi tutti insieme, questi episodi spiegano abbastanza bene perché una famiglia con bambini dentro la villa possa ormai sembrare un avvenimento degno di cronaca.A quel punto sarebbe scattata l’operazione di sicurezza.La famiglia è stata immediatamente individuata e monitorata, mentre intorno si formava una situazione di particolare attenzione.Fortunatamente non si registrano conseguenze.Resta però un interrogativo fondamentale:come ha fatto questa famiglia ad arrivare fin lì?Gli accertamenti dovranno chiarire soprattutto se all’ingresso della villa sia mancato qualcosa.Perché se una famiglia riesce a entrare, superare l’ingresso, attraversare la villa e arrivare fino all’anfiteatro senza rendersi conto che avrebbe dovuto prestare particolare attenzione, evidentemente qualcosa non ha funzionato.Forse manca un sistema di controllo.Forse manca un avviso.O forse manca semplicemente una cosa molto più importante: la certezza che una famiglia possa entrare nella villa con i propri bambini senza dover prima conoscere il bollettino dei rischi.E mentre si cerca di ricostruire la dinamica dell’accaduto, resta un dato abbastanza curioso.I giochi per bambini sono pochi rispetto agli spazi della villa, mentre le biciclette elettriche sembrano aver trovato nell’anfiteatro una pista naturale.Nel frattempo, secondo le segnalazioni, alcuni frequentatori avrebbero trovato nella villa anche altri motivi per trascorrere lì le proprie serate.Insomma, la villa comunale dovrebbe essere il posto dove una famiglia porta i bambini.Non il posto dove, vedendo arrivare una famiglia con bambini, parte immediatamente l’allarme.E così l’indagine continua.Bisognerà capire se quella famiglia fosse semplicemente capitata lì per caso, se provenisse da fuori zona oppure se avesse commesso l’errore più imperdonabile di tutti:pensare che una villa comunale fosse ancora un posto normale dove portare i propri figli.

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Polacco noleggia un’auto a Napoli per guidarla in Polonia: vuole ostentare la propria ricchezza.

Dopo la diffusione a Napoli della nuova frontiera del risparmio automobilistico, con sempre più persone che scelgono di noleggiare auto con targa polacca per evitare i costi ormai proibitivi delle assicurazioni napoletane, arriva dalla Polonia la risposta che nessuno si aspettava.

Un cittadino polacco avrebbe infatti deciso di fare esattamente il contrario: noleggiare un’auto a Napoli, portarla in Polonia e continuare a guidarla lì.

Il motivo? Ostentare la propria ricchezza.

Perché se a Napoli una targa polacca può rappresentare un modo per cercare di risparmiare sull’assicurazione, in Polonia una targa napoletana potrebbe diventare un vero e proprio status symbol.

Il ragionamento sarebbe semplice: se uno può permettersi di assicurare a Napoli un’automobile pagando cifre che, in alcuni casi, arrivano a costare quasi quanto il veicolo stesso, allora evidentemente non ha problemi economici.

E così, mentre a Napoli si guarda alla Polonia con la speranza di spendere meno, in Polonia si potrebbe iniziare a guardare a Napoli con una certa ammirazione.

La nuova frontiera del lusso potrebbe quindi essere proprio questa: non avere una macchina costosa, ma avere abbastanza soldi da poterla assicurare a Napoli.

Una vera inversione di tendenza.

A Napoli la targa polacca è diventata una soluzione al problema dell’assicurazione.

In Polonia, invece, la targa napoletana potrebbe diventare la soluzione al problema di come far sapere a tutti che si è ricchi.

Il mercato automobilistico internazionale non sarà più lo stesso.

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Casabella approfitta delle settimane di chiusura per sistemare le scuole. La piscina è chiusa da anni: ancora da approfittare.

FRATTAMAGGIORE .– C’è chi aspetta l’estate per andare in vacanza e chi, invece, aspetta che chiudano le scuole per scoprire una delle più grandi regole della manutenzione pubblica: se non ci sono studenti, si può finalmente sistemare il verde senza rischiare di investire un ragazzino con un decespugliatore.

L’amministrazione Casabella ha infatti approfittato delle settimane di chiusura per tagliare l’erba, sistemare i giardini, curare le aree esterne e preparare le scuole alla riapertura.

Una scelta assolutamente sensata.

Talmente sensata che viene quasi da chiedersi come mai nessuno ci avesse pensato prima.

Perché effettivamente, se bisogna tagliare l’erba nei giardini di una scuola, probabilmente il momento ideale è proprio quando nei giardini non c’è nessuno.

Niente studenti.

Niente famiglie.

Niente personale scolastico che deve attraversare le aree interessate.

Praticamente una condizione ideale per fare manutenzione.

Una trovata così semplice da sembrare quasi una scoperta.

E proprio qui nasce una domanda che ci porta indietro nel tempo.

Se qualche settimana di chiusura delle scuole è stata sufficiente per trasformare la pausa estiva in una grande occasione di manutenzione, cosa avrebbe potuto fare la vecchia amministrazione durante tutti gli anni di chiusura della piscina comunale?

Perché lì di tempo ce n’era davvero parecchio.

Non settimane.

Anni.

Anni senza bambini.

Anni senza famiglie.

Anni senza bagnanti.

Anni durante i quali nessuno avrebbe dovuto aspettare che finisse l’anno scolastico per poter lavorare.

Un’occasione praticamente perfetta.

Si sarebbe potuto intervenire sull’impianto, sistemare gli spazi, fare manutenzione, programmare i lavori e, con un po’ di ottimismo, magari arrivare persino alla riapertura.

Ma evidentemente la grande intuizione della manutenzione durante la chiusura non era ancora maturata.

O forse sì, ma era rimasta in attesa.

In fondo, quando una scuola è chiusa per qualche settimana bisogna approfittarne subito.

Quando una piscina è chiusa da anni, invece, c’è ancora tutto il tempo per pensarci.

E così oggi possiamo celebrare una piccola grande conquista del buon senso: scuole chiuse, erba tagliata.

Per la piscina, invece, resta ancora un interrogativo.

Chissà se prima o poi qualcuno riuscirà ad approfittare anche di tutti questi anni di chiusura.

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Furto di opere d’arte in Cattedrale: il Signore sa chi è stato, ma non vuole parlare.

SAN FOGLIA LA STRETTA (VT) — Misterioso furto di opere d’arte nella Cattedrale di San Foglia la Stretta. Ignoti si sono introdotti all’interno del luogo di culto e hanno portato via alcuni preziosi manufatti, facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini sono immediatamente scattate e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Un aiuto decisivo, però, potrebbe arrivare direttamente dall’alto.
Secondo quanto riportato dalla tradizione cattolica, infatti, il Signore sa chi è stato e vede tutto. Proprio tutto. Anche quello che è successo nella Cattedrale.
Il problema è che, al momento, non parla.
Gli investigatori avrebbero quindi valutato la possibilità di ascoltare eventuali testimoni presenti sul posto, ma la pista si sarebbe rivelata poco promettente: il principale “testimone oculare” della vicenda sembra essere proprio quello che, per definizione, non si perde mai nulla.
«Se almeno ci dicesse chi è stato…» avrebbe commentato sconsolato uno degli investigatori.
Dalla Cattedrale, intanto, nessuna dichiarazione.
Il Signore continua a sapere tutto. Gli investigatori, invece, continuano a brancolare nel buio.

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Evento straordinario al Corso: cittadino getta la carta nel cestino anziché a terra. Era appena tornato da un viaggio in Svizzera.

Frattamaggiore — Momenti di grande emozione questa mattina al Corso Durante, nei pressi del bar Umberto, dove un cittadino ha compiuto un gesto ormai considerato fuori dall’ordinario: ha gettato una carta nel cestino anziché lasciarla a terra.
La scena, durata pochi secondi, ha attirato l’attenzione dei presenti, ancora increduli davanti a tanta normalità. Il protagonista, dopo aver consumato il suo caffè, si è avvicinato al cestino e vi ha depositato correttamente il rifiuto, senza lanciarlo sul marciapiede e senza appoggiarlo accanto ai cassonetti.
Il gesto ha subito fatto scattare le prime ipotesi. Secondo alcuni testimoni, l’uomo sarebbe appena rientrato da un viaggio in Svizzera, circostanza che potrebbe spiegare il comportamento particolarmente civile. Al momento non è stato chiarito se abbia intenzione di restare in città o se sia già pronto a ripartire prima di ricadere nelle vecchie abitudini.
Dal bar Umberto fanno sapere che il cittadino ha anche ringraziato e salutato, senza lasciare bicchierini, tovagliolini o altri souvenir sul posto. Le autorità invitano alla prudenza: “Un caso isolato non autorizza a parlare di emergenza educazione”.

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Ex consigliere comunale scoppia in lacrime: dopo settimane passate davanti al Comune, finalmente un impiegato lo riconosce e lo saluta.

Frattamaggiore – Per quasi mezzo secolo era stata una presenza praticamente fissa a Palazzo di Città.
Consigliere comunale, rieletto per generazioni e ormai abituato a entrare e uscire dagli uffici, salutare gli impiegati, fermarsi a parlare e muoversi per il Comune con la naturalezza di chi considera quelle stanze quasi una seconda casa.
Poi, alle ultime elezioni, è arrivata la svolta.
Dopo circa cinquant’anni di rielezioni, questa volta il ritorno in Consiglio non è arrivato.
Con l’insediamento della nuova amministrazione, sarebbe arrivata anche una circolare del sindaco Casabella che avrebbe contribuito a mettere fine a una vecchia consuetudine: quella degli ex consiglieri che continuavano a frequentare gli uffici comunali come se il mandato non fosse mai terminato.
Per alcuni, però, abbandonare quelle vecchie abitudini non sarebbe stato affatto semplice.
Uno degli ex amministratori più affezionati alla vita di Palazzo di Città avrebbe infatti continuato, per settimane, a passare davanti al Comune.
Non entrava più.
Non aveva più una delega.
Non aveva più un ufficio.
Ma almeno passava di lì.
E, soprattutto, sperava.
Sperava che qualcuno lo riconoscesse.
Che qualcuno lo fermasse.
Che qualcuno gli dicesse almeno un semplice:
«Buongiorno, consigliere.»
Ma niente.
Giorno dopo giorno, passava davanti al Comune e sembrava essere diventato improvvisamente un perfetto sconosciuto.
Qualcuno probabilmente lo riconosceva anche, ma preferiva non dare troppo nell’occhio.
Una situazione che, con il passare dei giorni, avrebbe fatto crescere nell’ex amministratore una profonda nostalgia.
Una vera apprupundia, come si direbbe dalle nostre parti.
Poi, finalmente, la svolta.
Questa mattina, mentre passava ancora una volta davanti al Comune, un impiegato avrebbe alzato lo sguardo.
Lo avrebbe osservato.
Un attimo di esitazione.
Poi il riconoscimento.
E infine quelle due parole che l’ex consigliere aspettava ormai da settimane:
«Buongiorno!»
È stato troppo.
L’ex amministratore avrebbe cercato di mantenere il controllo, ma la commozione avrebbe avuto la meglio.
Prima gli occhi lucidi.
Poi un respiro profondo.
E infine è scoppiato in lacrime.
«Mi ha riconosciuto…»
Sarebbe stata questa, secondo alcuni presenti, la frase pronunciata tra le lacrime.
La scena non sarebbe passata inosservata.
Nel giro di pochi minuti si sarebbe formato un piccolo capannello di persone, incuriosite dall’ex consigliere in evidente stato di commozione.
«Che è successo?»
«Si è sentito male?»
«Ha avuto una brutta notizia?»
Niente di tutto questo.
Era stato riconosciuto.
E soprattutto era stato salutato.
A quel punto qualcuno avrebbe fatto accomodare l’ex amministratore, mentre un’altra persona si sarebbe preoccupata di procurargli un bicchiere d’acqua.
Qualcuno avrebbe persino consigliato di non emozionarsi troppo.
Dopotutto, dopo settimane di attesa, un “buongiorno” può essere un evento importante.
L’episodio ha comunque riacceso una questione che sembrava ormai dimenticata: cosa succede quando un politico, dopo decenni trascorsi tra Consiglio comunale, uffici e corridoi, si ritrova improvvisamente senza il proprio posto abituale?
Secondo alcuni esperti, il distacco potrebbe essere particolarmente difficile nei primi mesi.
I sintomi sarebbero facilmente riconoscibili: passaggio frequente davanti al Comune, rallentamento improvviso davanti all’ingresso, sguardo verso le finestre degli uffici e, nei casi più gravi, attesa spasmodica di un saluto.
La vicenda, però, potrebbe avere avuto anche un effetto positivo.
L’ex consigliere avrebbe infatti scoperto che, nonostante la fine del mandato, qualcuno continua ancora a ricordarsi di lui.
E forse è proprio questo che gli serviva.
Non una nuova elezione.
Non una delega.
Non un posto in Consiglio.
Solo un “buongiorno” detto dalla persona giusta.
E per qualche minuto, davanti al Comune, è sembrato di essere tornati indietro nel tempo.

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Costretto ogni mattina a raccogliere la cacca del cane da quando Casabella ha fatto tagliare l’erba: “Prima era tutta un’altra storia”.

FRATTAMAGGIORE. Per anni ha portato tranquillamente il cane a fare la passeggiata mattutina senza preoccuparsi troppo di ciò che lasciava sul marciapiede.
Il motivo era semplice: l’erba alta faceva da copertura naturale.
Il cane faceva i suoi bisogni, il padrone proseguiva la passeggiata e la vegetazione provvedeva a rendere tutto molto meno evidente.
Poi è arrivato Casabella.
E ha fatto tagliare l’erba.
Da quel momento, per il proprietario è iniziata una nuova era.
Il cane fa la cacca e, improvvisamente, la cacca si vede.
La bustina, comunque, non manca.
È sempre lì, agganciata al guinzaglio, pronta all’uso.
Ma, secondo quanto raccontato, il suo impiego sembrerebbe dipendere soprattutto dalla presenza di eventuali testimoni.
Se arriva qualcuno, scatta immediatamente il senso civico: bustina, raccolta e passeggiata che prosegue nel massimo rispetto del decoro urbano.
Se invece non c’è nessuno, l’antico sistema dell’erba alta non esiste più.
E adesso bisogna arrangiarsi.
La vicenda avrebbe provocato qualche nostalgia per i vecchi tempi.
«Prima era tutta un’altra storia.»
Anche perché il taglio dell’erba ha prodotto un effetto collaterale che probabilmente nessuno aveva previsto:
ha tolto alla cacca del cane ogni possibilità di mimetizzarsi.
E così, mentre il Comune continua a lavorare per migliorare il decoro della città, qualcuno ha scoperto che il nuovo decoro urbano comporta anche qualche responsabilità in più.
Non per il cane. Per il padrone.


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Via Pirozzi si allaga nonostante la pulizia delle caditoie: Casabella pronto a rivolgersi al superiore organo competente. Il Padre Eterno convocato per un chiarimento sulla pioggia.

Frattamaggiore – Alla fine è successo quello che nessuno si aspettava.
Le caditoie di via Pirozzi sono state pulite.
Dopo anni di accumuli, melma, terreno e materiale di ogni genere, anche questa strada era stata interessata dal grande programma di pulizia delle caditoie voluto dall’Amministrazione Casabella.
Un intervento che aveva fatto pensare che, almeno sulla questione degli allagamenti, il problema fosse finalmente avviato verso una soluzione.
Poi, l’altro ieri sera, è arrivata la pioggia.
E via Pirozzi si è allagata nuovamente.
A quel punto, secondo indiscrezioni, negli uffici comunali sarebbe calato un comprensibile silenzio.
Le caditoie erano state pulite.
La pioggia era arrivata.
L’acqua era scesa.
E la strada si era comunque trasformata nella consueta piscina naturale.
Una situazione che avrebbe messo il sindaco davanti a un problema non semplice da risolvere.
Perché una cosa è intervenire sulle caditoie.
Un’altra è intervenire direttamente sulla pioggia.
E qui, evidentemente, le competenze comunali cominciano a mostrare qualche limite.
D’altra parte, negli ultimi tempi la macchina amministrativa è stata chiamata a occuparsi di una quantità crescente di deleghe e interventi su strade, verde e manutenzioni, al punto che ogni nuova emergenza sembra aggiungersi a un elenco già piuttosto lungo.
Ma la pioggia?
Quella, per il momento, pare essere rimasta fuori dalle competenze.
Il sindaco avrebbe quindi deciso di fare quello che farebbe qualsiasi amministratore dopo aver esaurito tutte le possibilità terrene: rivolgersi al superiore organo competente.
Il Padre Eterno.
Secondo fonti non confermate, Casabella si presenterebbe all’udienza con un atteggiamento rispettoso ma anche con una certa urgenza amministrativa, come chi sa di avere una pratica ferma da troppo tempo.
Sul tavolo ci sarebbero diversi punti da chiarire.
Primo: perché via Pirozzi continua ad allagarsi anche dopo la pulizia delle caditoie?
Secondo: se, in caso di precipitazioni, sia possibile prevedere una distribuzione più equa delle piogge, magari con una leggera riduzione mirata proprio su via Pirozzi, giusto per evitare che il quartiere diventi ogni volta un piccolo lago comunale.
Terzo: se non sia il caso di valutare un intervento straordinario di “riequilibrio meteorologico”, giusto per evitare che il quartiere diventi ogni volta un piccolo lago comunale.
Ed è proprio su questo punto che emergerebbe la questione più delicata.
Casabella, infatti, davanti al Padre Eterno si troverebbe a fare i conti con un dubbio non da poco: a chi, in concreto, sia stata assegnata la delega della pioggia. E se il Padre Eterno glielo chiedesse esplicitamente, il sindaco si renderebbe conto di non avere una risposta pronta, non ricordando a chi, tra le varie competenze distribuite, sia effettivamente finita quella materia così sensibile.
A quel punto, in un ragionamento quasi inevitabile, Casabella penserebbe – con il beneplacito del Padre Eterno – di attribuire proprio a Sossio Farina anche questa delega, quella della pioggia, completando così il quadro delle responsabilità operative.
Ma il Padre Eterno, per rendere davvero efficace l’intervento, dovrebbe concedere a Farina un potere ulteriore e decisivo: quello di dividere le acque e di deviare le precipitazioni, almeno quelle piovane, indirizzandole verso strade alternative dove la rete fognaria sia più preparata a reggere l’urto del cielo.
Una sorta di protezione civile miracolosa, ma con delega ufficiale.
Su quest’ultimo punto, secondo alcune indiscrezioni, il Comune avrebbe già individuato nel Padre Eterno il referente unico, e starebbe formalizzando la richiesta di conferimento dei poteri a Sossio Farina.
Nel frattempo, via Pirozzi continua a fare il suo.
Quando piove, si allaga.
Le caditoie sono state pulite.
E questo significa che, almeno per una volta, il Comune può presentarsi all’appuntamento con il Padre Eterno con tutta la documentazione in ordine.
“Le caditoie le abbiamo pulite”, potrebbe essere la prima frase del sindaco durante l’incontro, con la soddisfazione di chi sa di aver fatto tutto il possibile a livello terrestre.
A quel punto resterebbe soltanto da stabilire chi dovrà occuparsi del resto.
Perché se anche dopo la pulizia delle caditoie l’acqua continua a fare quello che vuole, forse è arrivato il momento di riconoscere che non tutti i problemi di Frattamaggiore possono essere risolti dal sindaco.
Alcuni, evidentemente, richiedono un assessorato molto più in alto.

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Voto per alzata di mano durante l’assemblea di condominio scambiato per saluto fascista. Esponenti del PD denunciano il fatto alle autorità.

SAN FOGLIA LA STRETTA (PISA) — Momenti di forte tensione durante un’assemblea condominiale convocata per discutere alcuni problemi di ordinaria amministrazione: infiltrazioni dal tetto, pulizia delle scale e, soprattutto, l’aumento delle spese condominiali.
Tutto sembrava procedere normalmente, fino al momento della votazione.
L’amministratore ha infatti pronunciato la fatidica frase:
«Chi è favorevole al rifacimento del cancello alzi la mano.»
A quel punto, diversi condomini hanno alzato la mano.
Apriti cielo.
Alcuni esponenti del PD presenti alla riunione, dopo aver osservato attentamente la scena, avrebbero scambiato la votazione per un saluto fascista collettivo.
Immediata la denuncia alle autorità.
Gli agenti, arrivati sul posto, hanno trovato una situazione piuttosto imbarazzante: nessuna camicia nera, nessun fez, nessun manganello.
Solo un condomino con la mano alzata che aspettava di sapere quanto sarebbe costato il cancello.
Gli investigatori hanno quindi chiesto spiegazioni.
«Perché avete alzato la mano?»
La risposta sarebbe stata semplice:
«Per votare.»
Una spiegazione che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe lasciato gli esponenti del PD ancora più preoccupati.
A quel punto è stato necessario verificare anche il verbale dell’assemblea.
Nessuna frase inneggiante al Ventennio.
Nessun riferimento a Mussolini.
Solo:
“Favorevoli: 18. Contrari: 6. Astenuti: 3.”
Una vera organizzazione sovversiva.
Il caso, comunque, ha suscitato grande apprensione nel quartiere.
Da oggi, infatti, l’amministratore di condominio starebbe valutando nuove modalità di voto per evitare equivoci.
Tra le ipotesi:
voto per telefono;
voto via WhatsApp;
voto con palline colorate;
oppure, soluzione definitiva, scrivere “SÌ” e “NO” sulla scheda senza muovere nemmeno un dito.
Quest’ultima sarebbe stata particolarmente apprezzata, perché almeno non rischia di sembrare un gesto politico.
La redazione di Legi, intanto, invita alla calma:
non ogni mano alzata è un saluto fascista.
A volte è semplicemente qualcuno che sta votando.
Altre volte è qualcuno che vuole fare una domanda.
E in certi condomini, molto più semplicemente, sta cercando di capire chi deve pagare l’ascensore.
Prima di chiamare le autorità, controllare se la mano alzata non stia semplicemente votando per il rifacimento del cancello.

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