
CATANIA – L’Etna torna a fare i capricci e, dopo aver fatto scattare le misure di sicurezza per la presenza di cenere vulcanica, costringendo alla chiusura degli aeroporti di Catania e Comiso, avrebbe involontariamente aperto una nuova prospettiva sul futuro dei collegamenti tra Sicilia e Calabria.
Il problema, questa volta, non sarebbe soltanto quello di far ripartire gli aerei.
Secondo una proposta assolutamente immaginaria, ma che sta già facendo discutere, alcuni tecnici avrebbero infatti iniziato a studiare una soluzione alternativa al tanto atteso Ponte sullo Stretto: convogliare in modo controllato e sicuro la lava dell’Etna verso lo Stretto, fino a creare un collegamento naturale tra Sicilia e Calabria.
Un’idea talmente semplice da far sorgere spontanea una domanda: perché costruire un ponte quando abbiamo già un vulcano?
Secondo i primi, rigorosamente inventati, calcoli degli esperti, il nuovo sistema avrebbe soprattutto un enorme vantaggio: i costi.
Niente giganteschi cantieri, niente piloni, niente strutture sospese e soprattutto niente miliardi di euro da spendere per costruire l’opera.
In pratica, una buona parte del lavoro la farebbe direttamente l’Etna.
E non finisce qui.
Il nuovo progetto avrebbe anche un altro vantaggio decisamente interessante: i tempi di realizzazione.
Secondo gli esperti, una volta avviato il convogliamento controllato della lava verso lo Stretto, il collegamento tra Sicilia e Calabria potrebbe essere completato nel giro di un paio di ere geologiche, pari a circa duemila anni.
Un tempo, tutto sommato, ritenuto piuttosto ristretto, soprattutto se confrontato con quello necessario per la costruzione del Ponte sullo Stretto.
Insomma, invece di aspettare chissà quanti altri millenni tra progetti, autorizzazioni, modifiche, discussioni e lavori, basterebbe avere un po’ di pazienza e lasciare che sia l’Etna a fare il lavoro.
E così, con una spesa praticamente ridotta al minimo e tempi di realizzazione sorprendentemente brevi, Sicilia e Calabria potrebbero finalmente essere unite in modo completamente naturale.
Certo, duemila anni non sono proprio pochi.
Ma vuoi mettere con i tempi del Ponte?
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









