Etna. Convogliamento controllato della lava verso lo Stretto: Unirebbe Sicilia e Calabria in tempi più brevi del Ponte.

CATANIA – L’Etna torna a fare i capricci e, dopo aver fatto scattare le misure di sicurezza per la presenza di cenere vulcanica, costringendo alla chiusura degli aeroporti di Catania e Comiso, avrebbe involontariamente aperto una nuova prospettiva sul futuro dei collegamenti tra Sicilia e Calabria.

Il problema, questa volta, non sarebbe soltanto quello di far ripartire gli aerei.

Secondo una proposta assolutamente immaginaria, ma che sta già facendo discutere, alcuni tecnici avrebbero infatti iniziato a studiare una soluzione alternativa al tanto atteso Ponte sullo Stretto: convogliare in modo controllato e sicuro la lava dell’Etna verso lo Stretto, fino a creare un collegamento naturale tra Sicilia e Calabria.

Un’idea talmente semplice da far sorgere spontanea una domanda: perché costruire un ponte quando abbiamo già un vulcano?

Secondo i primi, rigorosamente inventati, calcoli degli esperti, il nuovo sistema avrebbe soprattutto un enorme vantaggio: i costi.

Niente giganteschi cantieri, niente piloni, niente strutture sospese e soprattutto niente miliardi di euro da spendere per costruire l’opera.

In pratica, una buona parte del lavoro la farebbe direttamente l’Etna.

E non finisce qui.

Il nuovo progetto avrebbe anche un altro vantaggio decisamente interessante: i tempi di realizzazione.

Secondo gli esperti, una volta avviato il convogliamento controllato della lava verso lo Stretto, il collegamento tra Sicilia e Calabria potrebbe essere completato nel giro di un paio di ere geologiche, pari a circa duemila anni.

Un tempo, tutto sommato, ritenuto piuttosto ristretto, soprattutto se confrontato con quello necessario per la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Insomma, invece di aspettare chissà quanti altri millenni tra progetti, autorizzazioni, modifiche, discussioni e lavori, basterebbe avere un po’ di pazienza e lasciare che sia l’Etna a fare il lavoro.

E così, con una spesa praticamente ridotta al minimo e tempi di realizzazione sorprendentemente brevi, Sicilia e Calabria potrebbero finalmente essere unite in modo completamente naturale.

Certo, duemila anni non sono proprio pochi.

Ma vuoi mettere con i tempi del Ponte?

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Aspetta 4 ore la stella cadente per esprimere il desiderio della sua vita, ma gli viene il torcicollo: desidera che passi e la stella gli esaudisce proprio quello!

Clamoroso episodio sulle vette di San Foglia la Stretta, dove il cielo stellato ha tradito le aspettative di un giovane innamorato.
SAN FOGLIA LA STRETTA — Era salito fin lassù insieme alla fidanzata con un obiettivo preciso: aspettare una stella cadente e affidarle il desiderio della sua vita.
Un desiderio importante, di quelli che si preparano con cura. Forse il sogno di sposare la propria compagna, forse un lavoro prestigioso, forse una casa, una vincita milionaria o semplicemente una vita felice insieme. Insomma, qualcosa per cui valeva la pena aspettare.
E sulle vette di San Foglia la Stretta, dove l’inquinamento luminoso è praticamente inesistente, le condizioni erano perfette: cielo limpido, stelle a migliaia e visibilità da osservatorio astronomico.
Il problema è che, dopo circa quattro ore con la testa perennemente rivolta verso l’alto, il giovane ha cominciato ad accusare un tremendo torcicollo.
E con quel dolore al collo non vedeva l’ora che gli passasse.
Ed è proprio in quel preciso istante che, dopo quattro ore di attesa, una stella cadente ha attraversato il cielo.
Il giovane non ha fatto in tempo a formulare il desiderio che aveva custodito per tutta la serata.
La stella, infatti, evidentemente ha interpretato i suoi pensieri in quel preciso momento come il desiderio da esaudire.
E così, mentre il ragazzo desiderava disperatamente che quel dolore al collo passasse, la stella ha deciso di intervenire.
Il dolore è sparito all’istante.
Torcicollo completamente passato.
Il giovane è rimasto incredulo. La fidanzata, invece, probabilmente ancora di più.
Perché dopo quattro ore trascorse ad aspettare quella benedetta stella, il desiderio della vita era ancora lì, pronto per essere espresso.
Peccato che la stella avesse già esaudito un altro desiderio.
Quello del torcicollo.
A quel punto è partita la disperata ricerca di una seconda stella cadente.
Ma dopo quattro ore con il collo piegato verso il cielo, la fidanzata avrebbe fatto notare che forse era il caso di considerare il desiderio già esaudito come un segnale del destino.
Resta comunque un interrogativo: la stella ha davvero letto nel pensiero del giovane oppure ha semplicemente deciso di intervenire davanti a quella che ormai sembrava una situazione di emergenza?
Gli astronomi non si sbilanciano.
Gli ortopedici, invece, lanciano un appello:
“Il prossimo San Lorenzo, per sicurezza, portatevi un cuscino.”
E soprattutto, se avete un desiderio importante da esprimere, cercate di non avere contemporaneamente un torcicollo. Potreste ritrovarvi con il collo perfettamente funzionante e il desiderio della vostra vita ancora da esaudire.

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Casabella pubblica lo statino e i cittadini scoprono che per tutti quei grattacapi prende troppo poco: pronti alla colletta pur di non farlo scappare.


Frattamaggiore – È bastato un semplice statino paga per scatenare a Frattamaggiore una delle più grandi mobilitazioni popolari degli ultimi anni.
Non per protestare. Non per chiedere le dimissioni del sindaco. Non per lamentarsi dell’amministrazione.
Questa volta, incredibilmente, per impedirgli di andarsene.
Tutto nasce dalla pubblicazione sui social di un fantomatico documento dal quale sarebbe risultato che il sindaco Casabella percepisse circa 6.000 euro al mese. Una cifra che, nelle intenzioni di chi l’ha pubblicata, avrebbe dovuto probabilmente alimentare la solita indignazione social.
Il problema è che Casabella, invece di limitarsi a leggere i commenti, ha fatto una cosa decisamente poco spettacolare per i tempi moderni: ha pubblicato lo statino vero.
E lì è arrivata la sorpresa.
I 6.000 euro sono rimasti nel mondo della fantasia. Quello reale era molto più basso: circa 4.000 euro.
Apriti cielo.
Ma non nel senso immaginato da chi aveva diffuso il primo documento.
Perché una parte dei cittadini, questa volta, invece di indignarsi ha iniziato a fare un ragionamento completamente diverso.
«Per tutto quello che deve sopportare?»
«Per tutti i problemi della città?»
«Per tutti quelli che gli scrivono per qualsiasi cosa?»
«Ma davvero prende così poco?»
E così, quasi senza accorgersene, Frattamaggiore è passata dalla polemica sullo stipendio del sindaco alla preoccupazione per la sua sopravvivenza amministrativa.
Perché, a guardare quello che accade ogni giorno, Casabella non sarebbe soltanto il sindaco.
Sarebbe diventato anche il responsabile universale di tutto ciò che accade entro i confini comunali.
Piove?
Colpa del sindaco.
La strada si allaga?
Colpa del sindaco.
Fa caldo e migliaia di condizionatori vengono accesi contemporaneamente provocando un’impennata dei consumi e possibili blackout?
Qualcuno potrebbe tranquillamente chiedere al sindaco perché non ha provveduto personalmente a mantenere accese le luci.
L’erba viene tagliata?
Bene.
Dopo qualche settimana ricresce?
Casabella deve immediatamente intervenire.
Del resto, se è stato eletto sindaco, qualcuno potrebbe aver pensato che tra le deleghe ci siano anche meteorologia, distribuzione dell’energia elettrica, fotosintesi clorofilliana e controllo della vegetazione spontanea.
E non finisce qui.
Ogni problema cittadino sembra ormai avere una soluzione semplicissima: trovare Casabella e chiedergli di risolverlo.
Traffico?
Sindaco.
Buche?
Sindaco.
Caldo?
Sindaco.
Pioggia?
Sindaco.
Blackout?
Sindaco.
Erba che ricresce?
Sempre sindaco.
A questo punto, se domani un frattese dovesse perdere il telecomando del televisore, non è escluso che prima di cercarlo sotto il divano provi a mandare un messaggio al Comune.
E proprio qui sarebbe nata la preoccupazione dei cittadini più saggi.
Perché davanti a una città con problemi accumulati negli anni, a un sindaco insediato da poco, alle continue richieste e alla pressione quotidiana, qualcuno avrebbe cominciato a chiedersi:
«Ma con tutti questi grattacapi e per poco più di 4.000 euro al mese, quanto durerà?»
La paura è concreta.
Casabella potrebbe un giorno svegliarsi, guardare il telefono, trovare 247 notifiche, 36 messaggi sul traffico, 18 segnalazioni sulle erbacce, 12 fotografie di una strada allagata, 7 richieste per un blackout e una lamentela perché il vento ha spostato un cassonetto e pronunciare una frase terribile:
«Basta. Io me ne vado.»
Ed è qui che sarebbe scattata la mobilitazione.
Non una raccolta firme per mandarlo via.
Una raccolta fondi per farlo restare.
I cittadini più preoccupati avrebbero già cominciato a organizzarsi.
«Sindaco, non ci lasciare!»
«Con quello che prendi e tutto quello che devi sopportare, almeno facciamo una colletta.»
L’idea sarebbe semplicissima: arrivare alla fine del mese, mettere insieme qualche euro e consegnarlo simbolicamente al primo cittadino.
Non perché abbia bisogno di soldi.
Ma perché, dopo aver visto il suo statino, qualcuno avrebbe capito che il vero rischio per Frattamaggiore non è che Casabella guadagni troppo. È che un giorno possa chiedersi se ne valga davvero la pena.
Naturalmente la raccolta fondi sarebbe aperta a tutti.
Anche a quelli che fino a ieri sostenevano che il sindaco guadagnasse 6.000 euro.
Per loro potrebbe essere prevista una quota maggiorata.
Non per punizione.
Semplicemente perché, avendo già immaginato uno stipendio più alto, potrebbero permettersi di contribuire con qualcosa in più.
Nel frattempo, la pubblicazione dello statino avrebbe prodotto anche un altro effetto curioso.
Per la prima volta molti cittadini hanno potuto vedere concretamente quanto percepisce il sindaco e, secondo alcuni commenti, anche conoscere meglio il trattamento economico di chi ricopre incarichi amministrativi.
Una trasparenza che, a giudicare dalle reazioni, qualcuno avrebbe particolarmente apprezzato.
E così, mentre sui social continua la caccia al prossimo problema da attribuire a Casabella, una parte della città sembra aver già trovato la soluzione.
Aumentargli lo stipendio con una colletta.
Perché Frattamaggiore ha tanti problemi.
Le strade. Il traffico. Gli allagamenti. Le erbacce. I blackout. La movida. I cantieri.
E chissà quanti altri ancora.
Ma c’è un problema che nessuno vuole correre il rischio di aggiungere alla lista:
trovare un altro sindaco disposto a sopportarli tutti per poco più di 4.000 euro al mese.
Per questo la colletta potrebbe diventare il primo vero grande progetto bipartisan della città.
Non importa da quale parte politica si stia. Non importa chi abbia votato Casabella e chi no.
Questa volta tutti uniti per un unico obiettivo:
evitare che il sindaco, alla fine del mese, faccia i conti e scopra che il suo stipendio non basta nemmeno a ripagare i grattacapi che gli arrivano ogni giorno.

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Legi apre i corsi gratuiti di satira: come far ridere e riflettere senza offendere nessuno. Iscrizioni aperte, posti illimitati.

Frattamaggiore – La redazione di Legi, dopo anni di attività nel difficile settore dell’ironia cittadina, ha deciso di compiere un importante gesto di solidarietà nei confronti della comunità frattese.
Nasce infatti la prima scuola gratuita di satira di Frattamaggiore.
L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al meraviglioso mondo della satira e imparare l’antica arte di trasformare ciò che accade in città in una risata, possibilmente accompagnata da qualche secondo di riflessione.
Il corso, completamente gratuito, sarà tenuto direttamente dalla redazione di Legi, che ha deciso di mettere a disposizione di tutti la propria esperienza maturata sul campo.
Nessuna quota di iscrizione.
Nessuna retta mensile.
Nessun contributo per il materiale didattico.
E soprattutto nessun limite al numero degli iscritti.
La scuola nasce con un obiettivo ambizioso: contribuire alla diffusione di una satira sempre più raffinata, intelligente e capace di far sorridere senza necessariamente lasciare qualcuno con il desiderio di telefonare al proprio avvocato.
Il percorso formativo sarà aperto a principianti, autodidatti e aspiranti professionisti dell’ironia.
Saranno ammessi anche coloro che ritengono di essere già perfettamente preparati.
Per loro, naturalmente, è previsto un programma personalizzato.
La redazione di Legi ha infatti deciso di non badare a spese pur di favorire la crescita culturale della città.
«Abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di condividere con tutti i frattesi i segreti del nostro successo», fanno sapere ironicamente dalla redazione.
«Del resto, se possiamo far ridere migliaia di persone senza bisogno di spiegare loro che era una battuta, sarebbe egoistico tenere tutto questo sapere per noi».
Il corso prevede inoltre un particolare riconoscimento finale.
Non ci saranno diplomi, attestati o certificazioni.
Il titolo verrà infatti consegnato direttamente dal pubblico.
Se ridono, si è promossi.
Se ridono e poi riflettono, si consegue la laurea.
Se invece ridono anche quelli che erano il bersaglio della battuta, la redazione valuterà direttamente l’accesso al master in satira avanzata.
Le iscrizioni sono già aperte.
La partecipazione è gratuita.
I posti, come detto, sono illimitati.
Perché Legi è convinta che la satira sia una cosa troppo seria per essere lasciata soltanto a chi pensa di saperla fare.
E a Frattamaggiore, vista la richiesta, potrebbe servire anche il turno serale.

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Apre la finestra per far entrare un po’ d’aria fresca: uomo muore carbonizzato.

San Foglia la Stretta (PA) – Tragedia nel primo pomeriggio di ieri, quando un anziano di 72 anni ha perso la vita nel tentativo di trovare sollievo dal caldo.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, esasperato dalle temperature, avrebbe aperto la finestra del soggiorno per far entrare un po’ d’aria.

Pochi istanti dopo avrebbe iniziato a chiedere aiuto.

La richiesta di soccorso ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei Vigili del Fuoco. Le operazioni, tuttavia, si sono rivelate particolarmente difficili a causa delle temperature proibitive.

Per raggiungere l’abitazione, un vigile del fuoco ha dovuto cospargersi il corpo di cubetti di ghiaccio e indossare la tuta ignifuga, prima di affrontare la drammatica traversata dal mezzo di soccorso alla porta di casa.

Nonostante il gesto estremo e il disperato tentativo di salvataggio, per l’anziano non c’era ormai più nulla da fare.

Secondo quanto riferito dai soccorritori, la temperatura raggiunta all’interno dell’abitazione era ormai incompatibile con qualsiasi forma di vita.

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Casabella presenta i successi dei primi 50 giorni: meglio fermarsi prima dei 100, altrimenti nel bilancio finisce pure la Tari aumentata.

Frattamaggiore – La nuova amministrazione Casabella avrebbe deciso di introdurre una piccola ma significativa innovazione nel campo della comunicazione politica: invece dei tradizionali primi 100 giorni di governo, meglio concentrarsi sui primi 50.
Una scelta apparentemente curiosa, ma che potrebbe avere una spiegazione molto semplice.
Arrivati a 100 giorni, infatti, nel bilancio dei risultati rischierebbe di comparire anche un argomento decisamente meno celebrabile: la Tari aumentata.
E davanti a una tassa più alta, si sa, l’entusiasmo dei cittadini tende improvvisamente a diminuire.
Meglio quindi concentrarsi sui primi 50 giorni, quelli ancora sufficientemente vicini all’insediamento da poter essere raccontati come una lunga serie di novità, iniziative e primi risultati.
Per i successivi 50, invece, si potrebbe tranquillamente rimandare.
Anche perché proprio lì potrebbe comparire quella fastidiosa voce che nessun elenco di successi amministrativi vorrebbe trovarsi davanti: Tari aumentata.
A quel punto, però, scatterebbe inevitabilmente la domanda più antica della politica: di chi è la colpa?
E qui la situazione diventa decisamente più semplice.
La nuova amministrazione Casabella, infatti, si è insediata soltanto da poche settimane. L’aumento della Tari, invece, è una decisione che arriva dalla precedente amministrazione, quella che oggi siede tra i banchi dell’opposizione.
Una circostanza che potrebbe produrre una situazione politicamente curiosa: l’opposizione che protesta per una Tari aumentata durante il mandato della nuova amministrazione, mentre qualcuno potrebbe ricordarle che, quando quella decisione fu presa, la maggioranza era proprio lei.
Insomma, il nuovo corso amministrativo potrebbe presto scoprire una regola fondamentale della politica locale: quando arriva una cosa positiva, tutti vogliono essere presenti nella fotografia.
Quando arriva una cosa negativa, invece, improvvisamente parte il gioco del “chi è stato?”.
E nel caso della Tari la risposta potrebbe essere già scritta nella composizione dei banchi consiliari.
Perché se una tassa aumenta, il cittadino guarda la bolletta.
La politica, invece, guarda indietro.
E quando guarda abbastanza indietro, potrebbe ritrovarsi davanti proprio quelli che oggi chiedono spiegazioni.
Per questo motivo, forse, fermarsi a 50 giorni potrebbe essere una scelta di prudenza.
Nei primi 50 giorni ci sono i successi.
Nei secondi 50, invece, potrebbe materializzarsi una presenza decisamente meno gradita: la Tari aumentata.
E a quel punto la nuova amministrazione potrebbe trovarsi davanti a un curioso dilemma: inserirla nel bilancio dei primi 100 giorni oppure lasciarla fuori insieme alle cose che è meglio non ricordare?
Una cosa, però, sembra già certa.
Se la Tari aumentata sarà una brutta notizia per i cittadini, la paternità non dovrebbe essere difficile da individuare.
Basterà guardare indietro.
Molto indietro.
Fino a quando quelli che oggi siedono all’opposizione sedevano invece tra i banchi della maggioranza.
Insomma, i primi 50 giorni si possono celebrare. Per gli altri 50, invece, meglio aspettare che arrivi la Tari: almeno sapremo a chi presentare il conto.

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Conte incalza duramente in Parlamento denunciando la scomparsa del Sole. Poi gli spiegano che è semplicemente calata la sera.

Roma – Momenti di grande preoccupazione in Parlamento dopo la clamorosa denuncia di Giuseppe Conte, che ha portato all’attenzione dell’Aula un caso destinato, secondo lui, a scuotere il Paese: la misteriosa scomparsa del Sole.
Con tono deciso e da autentica emergenza nazionale, Conte avrebbe chiesto spiegazioni immediate, lasciando intendere che dietro quell’inquietante assenza potesse nascondersi qualcosa di poco chiaro.
L’allarme ha però avuto vita breve. Dalla Presidenza della Camera è arrivato il richiamo alla realtà: nessun mistero, nessun complotto, nessuna crisi istituzionale. Era semplicemente arrivata la sera, evento che, a quanto pare, si ripete con una certa puntualità da qualche miliardo di anni.
Dopo il chiarimento, l’Aula avrebbe tirato un sospiro di sollievo. Il Sole, infatti, non era sparito: aveva solo terminato il suo turno di lavoro quotidiano ed era andato momentaneamente a riposarsi.
Per evitare nuovi casi simili, nei prossimi giorni potrebbero essere messi a disposizione dei parlamentari alcuni strumenti fondamentali: un orologio, un calendario e, soprattutto, un manuale delle cose che succedono normalmente.

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Nuovo record per la diretta streaming su Facebook del Consiglio comunale: gli spettatori salgono a 4.

Frattamaggiore – Dopo il clamoroso successo del primo Consiglio comunale, seguito da un enorme e affezionatissimo pubblico, la seconda diretta streaming su Facebook fa registrare un nuovo e storico record di ascolti.
Gli spettatori sono infatti saliti a quattro.
Un risultato che gli esperti del settore definiscono “una crescita costante”, mentre i più ottimisti parlano già di un vero e proprio cambio di passo.
Del resto, gli ingredienti per conquistare il pubblico c’erano tutti.
Un Consiglio comunale durato diverse ore, numerosi punti all’ordine del giorno, interventi, votazioni e una maratona amministrativa capace di mettere alla prova anche i più appassionati di politica locale.
Eppure, contro ogni previsione, il pubblico non è diminuito.
Anzi.
Secondo alcune indiscrezioni, il quarto spettatore sarebbe arrivato nel corso della serata, probabilmente incuriosito dalla durata della diretta o semplicemente perché, cercando un film su Facebook, avrebbe cliccato per sbaglio sul Consiglio comunale.
La crescita degli ascolti avrebbe già acceso l’entusiasmo negli ambienti istituzionali.
C’è chi sogna di raggiungere quota cinque entro la fine dell’anno e chi, più prudente, invita a non creare aspettative irrealistiche.
Nel frattempo, si starebbe valutando l’introduzione di nuove strategie per fidelizzare il pubblico.
Tra le ipotesi allo studio figurano l’intervallo con caffè virtuale, il televoto sul punto all’ordine del giorno più apprezzato e la raccolta punti per chi riesce ad assistere all’intera seduta senza addormentarsi.
Gli analisti, però, invitano alla calma.
I record, si sa, sono fatti per essere battuti.
E a Frattamaggiore ormai c’è grande attesa per il prossimo Consiglio comunale.
L’obiettivo è ambizioso, ma non impossibile.
Cinque spettatori.

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Opposizione delusa: il cipresso del cimitero è caduto per il vento e non per colpa di Casabella.

Frattamaggiore – Brutte notizie per chi, ormai da settimane, attribuisce qualsiasi evento cittadino alla nuova amministrazione.
Secondo le prime indiscrezioni, infatti, il cipresso caduto all’interno del cimitero di via Lupoli sarebbe stato abbattuto dal forte vento che ha colpito la città nelle ultime ore.
Una conclusione che avrebbe generato un certo disappunto tra i più instancabili critici del sindaco Casabella.
In molti, infatti, speravano di poter aggiungere anche il cipresso alla lunga lista delle responsabilità attribuite alla nuova amministrazione.
Dopo il caso dell’albero abbattuto nei pressi dei campi da tennis — inizialmente indicato da qualcuno come l’ennesima conseguenza della nuova gestione e poi risultato invece un intervento programmato dalla precedente amministrazione — c’era grande attesa per conoscere l’esito delle verifiche sul cimitero.
Secondo alcune voci, qualcuno avrebbe persino chiesto alla Forestale di controllare con particolare attenzione il tronco, nella speranza di trovare qualche indizio riconducibile ai primi giorni di governo Casabella.
Purtroppo, però, gli esperti avrebbero confermato una ricostruzione poco soddisfacente per gli amanti della polemica: il responsabile sarebbe stato semplicemente il maltempo.
Una versione che avrebbe lasciato l’opposizione e i commentatori più impazienti con l’amaro in bocca.
«Possibile che sia stato davvero il vento?» avrebbe domandato qualcuno.
Nel frattempo, altri starebbero già monitorando il meteo dei prossimi giorni, nella speranza che il prossimo temporale riesca finalmente a fornire qualche elemento più utile al dibattito politico.
Dal Comune nessun commento.
Il vento, invece, almeno per questa volta, si sarebbe assunto tutta la responsabilità senza chiedere conferenze stampa, post su Facebook o comunicati ufficiali.

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Allarme per un vasto rogo nelle campagne di Tropea. Era solo il rosso delle cipolle.

Tropea – Attimi di apprensione nelle campagne del Tropeano, dove numerose telefonate ai servizi di emergenza hanno segnalato un enorme incendio visibile anche da diversi chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, convinte di trovarsi davanti a un vasto rogo che stava divorando ettari di terreno.
Una volta arrivati, però, è iniziata la sorpresa. Nessuna colonna di fumo, nessun odore di bruciato e, soprattutto, nessuna fiamma.
Il motivo di quell’allarme? Una sterminata distesa di cipolle di Tropea, il cui caratteristico colore rosso, osservato da lontano e sotto il sole, avrebbe tratto in inganno più di una persona.
Accertato che l’unica cosa “in fiamme” era la fantasia di chi aveva lanciato l’allarme, i Vigili del Fuoco sono rientrati in caserma tra le risate generali.
Le celebri cipolle di Tropea, nel frattempo, si preparano a chiedere il riconoscimento come l’unico ortaggio capace di far scattare un’emergenza incendio senza aver mai preso fuoco.

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