
Venezia entra ufficialmente in una nuova era della storia dei trasporti pubblici: quella in cui gli orari non sono più un “consiglio creativo”, ma una linea guida da rispettare.
Secondo numerose testimonianze raccolte tra turisti ancora increduli e pendolari leggermente disorientati, i vaporetti starebbero iniziando ad arrivare con una puntualità quasi sospetta. Alcuni parlano addirittura di imbarcazioni che compaiono alla fermata “due minuti prima”, come se avessero sviluppato un senso del dovere autonomo.
“Stavo ancora cercando il biglietto quando è arrivato,” racconta un turista tedesco, visibilmente scosso. “Non ho avuto nemmeno il tempo di lamentarmi con qualcuno.”
In città si parla di un “nuovo clima generale di efficienza”, con alcuni che lo attribuiscono a un’improvvisa svolta organizzativa post-elettorale, senza però che nessuno riesca a spiegare esattamente cosa sia cambiato nei motori dei vaporetti.
Gli esperti locali, invece, restano cauti. Qualcuno ipotizza un raro allineamento tra marea, traffico acqueo e buona volontà collettiva. Altri parlano semplicemente di un caso isolato destinato a rientrare nella normalità veneziana nel giro di pochi giorni.
Nel frattempo, alle fermate del Canal Grande si registra un fenomeno nuovo: persone che arrivano in anticipo “per sicurezza”, convinte che qualcosa, prima o poi, debba pur andare storto.
Le autorità non confermano né smentiscono. Un portavoce si limita a dichiarare: “Stiamo monitorando la situazione.”
A Venezia, intanto, si vive il dubbio più inquietante di tutti: se i vaporetti arrivano in orario… chi siamo noi per giudicare?
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









