Operava senza siringhe: chirurgo estetico faceva pungere le clienti dalle zanzare.

San Foglia la Stretta (VC) – Scandalo in un noto studio di chirurgia estetica del paese. Un chirurgo estetico è stato scoperto adoperare un metodo del tutto innovativo, ma a quanto pare poco professionale: al posto delle classiche siringhe di filler, faceva pungere le clienti da zanzare accuratamente “allevate” in sala d’attesa.Secondo alcune testimonianze, il medico sosteneva che il risultato fosse “100% naturale e biodegradabile”. Una cliente avrebbe raccontato: “Mi ha detto di non grattarmi le labbra per almeno tre giorni, altrimenti perdevo l’effetto volumizzante”.Gli inquirenti hanno trovato nel retrostudio una piscina per bambini adibita ad allevamento di larve, ribattezzata dallo stesso chirurgo “vasca delle meraviglie”.Il sindaco di San Foglia la Stretta ha dichiarato: “Eravamo abituati ai trattamenti estetici alternativi, ma questa volta ci siamo spinti oltre: è ora di dare un freno alle zanzare abusive”.Il medico, intanto, si difende: “Non è truffa, è bio-chirurgia low cost”.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Gioia del Colle, Panda e Lancia sorprese in rissa clandestina: denunciati i proprietari.

Momenti di tensione a Gioia del Colle, dove due auto – una Fiat Panda e una Lancia – sono state sorprese dalla polizia mentre si affrontavano in un violento corpo a corpo.

Secondo le prime ricostruzioni, i proprietari avrebbero organizzato la rissa in un parcheggio isolato, alla presenza di alcuni spettatori che scommettevano su quale delle due auto avrebbe avuto la meglio. Testimoni parlano di “sgommate, sportellate e morsi al paraurti” che hanno reso la scena simile a un combattimento clandestino tra cani.

Le autorità sono intervenute ponendo fine allo scontro e denunciando i due uomini che, oltre a rischiare gravi sanzioni, dovranno spiegare perché nei loro cellulari siano stati trovati video di altre risse tra utilitarie.

“Un fenomeno in crescita – ha dichiarato un agente –: prima i pitbull, ora le Panda. Non sappiamo cosa aspettarci domani”.

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Bara a forma di L per il piede 64 di Baudo, poi scelta una normale.

Allarme nel settore funerario: un falegname di Catania ha confessato di aver progettato una bara a forma di L per contenere il piede 64 di Pippo Baudo.
“Le misure erano chiare: con un piede così, la cassa rischiava di non chiudersi mai. L’unica soluzione era piegarla come un divano letto”, racconta l’artigiano, ancora incredulo.

La notizia ha scatenato sconcerto tra i colleghi del settore, che parlano di “una delle sfide più complesse della falegnameria italiana”. Dopo ore di discussioni con la famiglia, però, la scelta è ricaduta su una bara classica, con qualche piccolo adattamento.
“Abbiamo solo dovuto allungarla di due metri in più, niente di che”, ha precisato l’impresario funebre.

Il diretto interessato non ha commentato, limitandosi a sollevare il piede destro in segno di saluto.

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Muore Baudo: tutti i vip postano foto, tranne Papa e Schumacher.

Il mondo dei social è in lutto: Pippo Baudo ci ha lasciati e, come da copione, tutti i grandi nomi dello spettacolo si sono fiondati online per postare la classica foto insieme al leggendario presentatore. Selfie, cuori, lacrime finte… insomma, il rituale del “grande amico di Baudo” è completo.

Eppure due figure di spicco hanno deciso di non unirsi alla sfilata: il Papa, che forse aveva troppa dignità per correre dietro ai like, e Michael Schumacher, il celebre pilota di Formula 1 ancora alle prese con il suo “pit stop” più lungo di sempre. Mentre i vip postano e commentano, Schumacher resta il silenzioso outsider del mondo social, una leggenda che non ha bisogno di selfie per ricordare chi è il vero campione.

Così, tra cuori digitali e storie Instagram, rimane solo il mistero: cosa penserà Schumacher di tutta questa festa virtuale? Forse sorride, forse sta solo dormendo… come sempre, alla sua maniera da campione.

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Sagra della carbonara finisce in rissa: gruppo di romani scopre che ad uno stand hanno messo la pancetta al posto del guanciale.

San Foglia la Stretta (FR) – Sagra della carbonara finisce in rissa: gruppo di romani scopre che ad uno stand hanno messo la pancetta al posto del guanciale.Momenti di pura tensione culinaria ieri sera a San Foglia la Stretta (FR), dove la tradizionale sagra della carbonara si è trasformata in un vero e proprio campo di battaglia gastronomico. Tutto è iniziato quando un gruppo di romani, in visita per assaporare la “vera carbonara”, ha scoperto con sgomento che uno stand locale aveva utilizzato la pancetta al posto del guanciale.“Ma come si può tradire la carbonara così?”, avrebbe esclamato uno dei romani, mentre brandiva un cucchiaio come se fosse una spada. La notizia si è rapidamente diffusa tra i partecipanti, causando una reazione a catena: urla, accuse, e persino un tentativo di convincere lo chef a sostituire la pancetta con il guanciale sul momento.Secondo testimoni, il caos è durato circa venti minuti, con tavoli rovesciati, piatti che volavano e un improvvisato “tribunale dei romani” che giudicava le singole forchettate. Alcuni locali hanno cercato di calmare gli animi offrendo assaggi gratuiti di cacio e pepe, ma senza grande successo: la fedeltà al guanciale è sembrata superiore a ogni tentativo di mediazione.Alla fine, la sagra è stata sospesa temporaneamente, mentre lo stand incriminato è stato “messo sotto sorveglianza gastronomica” dai romani più agguerriti. Gli organizzatori promettono che il prossimo anno ci sarà un’area speciale per i puristi della carbonara, con controlli rigorosi sulla provenienza di ogni singolo ingrediente.Intanto, la cittadina di San Foglia la Stretta (FR) può vantarsi di aver ospitato la rissa più gustosa dell’estate.

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Anche nei lidi arriva il self service: 50 cent in meno se l’ombrellone te lo apri da solo, prezzo pieno se lo apre il bagnino.

La crisi colpisce pure il mare. Dopo il caro benzina, tocca al caro ombrellone. Nei lidi italiani debutta il servizio “self service”: il bagnante che decide di aprirsi l’ombrellone da solo avrà diritto a uno sconto immediato di 50 centesimi.Chi invece preferisce il “servito” dovrà pagare il prezzo pieno e assistere al bagnino che, con gesto esperto e sindacale, apre l’ombrellone come fosse una pompa di benzina.“È un modo per responsabilizzare il cliente – spiega un gestore – e farlo sentire partecipe della fatica di montare l’ombrellone con 40 gradi all’ombra”. Alcuni stabilimenti stanno già pensando di introdurre anche il “fai da te” per lettini, sdraio e docce: “Più fai, meno spendi”.Le associazioni dei bagnanti protestano: “Così la prossima estate ci toccherà anche gonfiare i canotti da soli per avere lo sconto”.

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Albania più cara dell’Italia: famiglia italiana scopre che a Rimini era low cost.

Albania più cara dell’Italia: famiglia italiana scopre che a Rimini era low cost

Era partita con l’idea di risparmiare, ma la vacanza in Albania della famiglia Esposito si è trasformata in una lezione di economia internazionale. “Andiamo lì che costa tutto la metà”, avevano detto caricando in macchina valigie, ombrellone e la classica borsa frigo. Peccato che al primo pranzo fuori, la metà si sia trasformata in “un conto da matrimonio”.

Gli italiani, infatti, convinti di fuggire ai prezzi delle nostre spiagge, hanno preso d’assalto l’Albania. Ma gli albanesi, che non sono nati ieri, hanno fatto due conti e hanno deciso di adeguarsi: oggi una pizza costa come un anello di fidanzamento, l’ombrellone quanto una rata della macchina, e il parcheggio… quello non esiste proprio.

“Abbiamo girato tre ore per lasciare la macchina, alla fine ci hanno chiesto 20 euro solo per dirci che non c’erano posti”, racconta il capofamiglia. Risultato: il sogno della vacanza low cost si è trasformato in un incubo ad alto rendimento (per i ristoratori).

Così la famiglia è tornata in Italia con una nuova consapevolezza: a Rimini, in confronto, sembra tutto un outlet.

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Baudo in Paradiso racconta ai santi di quando ha scoperto San Pietro.

Oggi il Paradiso ha registrato un evento storico: l’arrivo di Pippo Baudo. Non si tratta di un semplice ingresso tra le nuvole, ma di un vero e proprio debutto televisivo nell’aldilà. Appena varcata la porta celeste, Baudo ha convocato tutti i santi per una riunione straordinaria, durante la quale ha orgogliosamente annunciato: “San Pietro? L’ho scoperto io!”.

Secondo fonti angeliche, la reazione dei presenti è stata un mix di applausi, lacrime e qualche angelo che ha provato a lanciare coriandoli di nuvola, ma la quantità era limitata perché, si sa, qui non c’è il televoto.

Baudo ha poi presentato una slide show delle sue scoperte celesti: da San Francesco ai santi meno conosciuti, tutti passati sotto il suo attento sguardo. Fonti interne riferiscono che la Madonna, visibilmente divertita, ha chiesto a Pippo se volesse condurre anche la prossima edizione del “Sanremo Celeste”, ma Baudo avrebbe declinato, preferendo assicurarsi che San Pietro non ricevesse ancora troppe luci della ribalta.

I santi, dal canto loro, hanno dichiarato che mai avevano visto un ingresso così scenografico: effetti di luce, cori angelici e persino una piccola orchestra di cherubini pronti a suonare il tema di “Domenica In”. Pare che anche San Pietro sia rimasto lusingato, anche se ha subito puntualizzato: “Io non volevo che si sapesse…”.

Insomma, anche nell’aldilà Pippo Baudo continua a fare quello che ha fatto per decenni sulla Terra: scoprire talenti e farsi amare da tutti. Il Paradiso, a quanto pare, non sarà più lo stesso.

Italiano trovato ancora vivo nonostante nessuno gli abbia fatto gli auguri per il ferragosto.

Clamoroso a Ferragosto: un uomo di 37 anni è stato ritrovato in buone condizioni, nonostante nessuno si fosse degnato di inviargli un messaggio di auguri. La scoperta ha lasciato attoniti i soccorritori, convinti di trovarsi di fronte a un cadavere sociale.

Da secoli gli italiani si fanno gli auguri di Ferragosto, anche se ancora non è stato chiarito per cosa esattamente. C’è chi sostiene sia una festa religiosa, chi un rito pagano, chi un semplice pretesto per intasare le chat di gruppo con GIF di prosecco e frasi motivazionali trovate su Google.

Con l’avvento di WhatsApp la pratica è esplosa: bastano due pollici e un cuore rosso per sentirsi parte di una tradizione millenaria. Non mandare un “Auguri fratè 🍹🔥” il 15 agosto equivale a dissociarsi dall’umanità.

L’uomo, inspiegabilmente sopravvissuto senza ricevere neanche un cuoricino verde sul display, è stato subito trasferito all’ospedale più vicino, dove i medici gli hanno inviato un messaggio collettivo di “Auguri di pronta guarigione”.

Gli esperti parlano di un caso unico al mondo, mentre il Ministero della Salute invita a non tentare di imitare l’impresa: “Vivere senza auguri di Ferragosto è una condizione estrema che non può essere sostenuta a lungo”.

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Tutti vogliono andare al bar coraggioso, ma nessuno sa quale sia: file chilometriche davanti ad altri 43 bar.

Frattamaggiore, tutti vogliono un caffè dal commerciante coraggioso che nessuno sa chi è”

Frattamaggiore – Una leggenda urbana moderna si sta diffondendo tra le strade e i social di Frattamaggiore: il commerciante coraggioso che ha detto “basta” al pizzo è diventato una vera e propria celebrità. Peccato che nessuno sappia chi sia.

Ogni giorno gruppi di cittadini, amici e curiosi si organizzano per andare a prendere almeno un caffè dal coraggioso imprenditore. Alcuni arrivano in pullman, altri a piedi, qualcuno persino in bicicletta. File chilometriche si formano… davanti ai bar sbagliati, mentre tutti cercano di capire quale sia quello giusto.

Nonostante i tentativi di chiedere informazioni nei gruppi Facebook di Frattamaggiore, la risposta è sempre la stessa: “Basta leggere su Internet, lo dicono tutti chi è”. E così, la comunità si ritrova bloccata in un paradosso epico: tutti vogliono andare dal commerciante coraggioso, ma nessuno sa chi sia davvero.

Le voci su chi sia si moltiplicano: qualcuno giura di averlo visto al bar con la tazzina fumante, altri raccontano di averlo incrociato in corso Umberto, e c’è chi sostiene che abbia persino un’insegna invisibile. Intanto, i social continuano a ribadire che “lo sanno tutti”, ma nessuno dà mai un nome e cognome preciso.

Il risultato? File chilometriche davanti a decine di bar qualsiasi, selfie imbarazzati con baristi confusi, e gruppi di amici che pianificano strategie per “trovare finalmente il leggendario barista coraggioso”. Nel frattempo, il commerciante rimane anonimo, e la leggenda cresce, alimentata dalla curiosità e dalla follia organizzativa della città.

A Frattamaggiore, quindi, si può dire che il coraggio ha creato una nuova attrazione turistica: il bar invisibile dove tutti vogliono andare… ma nessuno sa quale sia.

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