Armani debutta in Paradiso con la collezione primavera-estate 2026: tessuti esclusivi in foglia di fico.

Il Paradiso apre le porte all’alta moda. Giorgio Armani, accolto tra squilli di tromba celestiali e applausi di cherubini, ha presentato la sua prima sfilata ultraterrena, collezione primavera-estate 2026, interamente realizzata in tessuto foglia di fico.

“Un ritorno alle origini del look umano”, ha spiegato lo stilista, mentre Adamo ed Eva sfilavano sul cloud-walk con passo sicuro e leggermente imbarazzato. Gli angeli in prima fila hanno applaudito con le ali, mentre San Pietro ha ricordato che per accedere allo show era necessario prenotarsi tramite confessione.

La collezione prevede varianti in foglia large, slim e limited edition con goccia di rugiada incorporata. La critica è divisa: c’è chi parla di minimalismo divino, chi invece accusa la linea di “correre il rischio di spifferi inaspettati”.

Armani ha comunque rassicurato: “La foglia di fico non passa mai di moda. E soprattutto… copre quel che deve coprire”.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Flotilla circonda e attacca la nave militare Fasan. Portavoce: «Dobbiamo pur esercitarci in qualche modo».

Clamoroso al largo del Mediterraneo: la Flotilla che porta aiuti a Gaza ha improvvisamente invertito i ruoli, accerchiando e simulando un attacco alla nave militare italiana Fasan, arrivata in missione per proteggerla dai droni israeliani.

Un portavoce della Flotilla ha giustificato così l’azione: «Dobbiamo pur esercitarci in qualche modo».
Secondo testimoni, l’assalto è stato condotto con secchi, cucchiai e due remi legati con lo scotch.

La Marina, colta di sorpresa, ha replicato con l’arma più temibile a disposizione: il silenzio stampa.

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Sarkozy condannato: chiede i domiciliari a Disneyland Paris.

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo la condanna definitiva per corruzione, avrebbe fatto una richiesta insolita al tribunale: scontare la pena ai domiciliari… ma dentro Disneyland Paris. «Ho bisogno di un ambiente sereno per riflettere sui miei errori» avrebbe dichiarato, indicando come possibile cella la casa di Topolino.Secondo indiscrezioni, Sarkozy avrebbe già scelto Paperino come compagno di briscola e Dumbo come mezzo ufficiale per le uscite concesse. La direzione del parco, sorpresa dalla proposta, avrebbe risposto: «Accettiamo, ma solo se indossa le orecchie di Minnie per tutta la durata della condanna»

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Bambini africani alla flottilla: anche da noi c’è la fame e nessuno drone vi rompe le scatole.

La Global Sumud Flottilla è partita di nuovo, con il solito coraggio infinito e tre scatole di cibo a bordo. L’obiettivo? Portare aiuti a Gaza sfidando droni e blocchi navali come se fosse una partita a Risiko. Lungo la rotta, qualche granata stordente qua e là, musica assordante dai droni israeliani e un po’ di polvere irritante per ricordare agli attivisti che “eroi” non sempre significa sicuri.

Secondo fonti ufficiose, la missione avrebbe dovuto sfamare… beh, diciamo che qualche famiglia, se tutto va bene. Ma niente paura: l’importante è il coraggio e l’orgoglio infinito immortalato in selfie e dirette Instagram.

Nel frattempo, i bambini africani, quelli dove la fame è davvero una minaccia quotidiana e i droni non fanno capolino, hanno deciso di dare un piccolo consiglio ai nostri eroi:

“Se volete fare miracoli, venite qui: rischio zero e qualche bambino potreste davvero sfamare!”

Insomma, una missione che dimostra due verità: da una parte l’eroismo simbolico dei partecipanti, dall’altra il fatto che con un minimo di strategia avrebbero salvato più vite senza rischiare droni, granate e tonnellate di polvere irritante.

Ma non preoccupatevi: i social sono soddisfatti, i selfie sono perfetti e la flottiglia può sempre vantarsi di aver sfidato… il nulla armato di biscotti.

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App per controllare il peso: migliaia di telefoni rotti perché usati come bilancia.

Boom di download per l’app “Controlla il tuo peso”. Il problema? Migliaia di utenti hanno pensato che bastasse salire sullo smartphone per conoscere il proprio peso.

Secondo le prime stime, in una sola settimana sono stati distrutti più cellulari che durante il Black Friday. “Ho provato a salirci con cautela, ma al 95esimo chilo ha ceduto lo schermo”, racconta un utente con i piedi ancora pieni di schegge.

Altri giurano di aver ottenuto comunque un numero: “Diceva 0,15 kg, ma forse era il peso della suola”.

Le associazioni dei consumatori chiedono chiarimenti, mentre i negozi di telefonia festeggiano il boom di vendite: “Finalmente un’app che fa dimagrire… almeno il portafoglio”.

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Ilaria Salis chiede il processo in Italia: tribunale valuta cambio serrature.

Ilaria Salis, nota per le sue “residenze temporanee” in immobili milanesi, ha deciso di farsi processare in Italia. La notizia ha immediatamente messo in allarme il tribunale, che starebbe valutando un cambio serrature preventivo per evitare sorprese durante le udienze.“Non è che voglia esagerare, ma quando entra… beh, si sa come si comporta”, commenta un giudice anonimo, mentre il banco degli imputati valuta se trasformarsi in mini-appartamento multifunzionale. Alcuni pm hanno proposto di aggiungere un regolamento speciale: “vietato dimorare… tranne per l’imputata”.La Salis, dal canto suo, promette moderazione: “Tranquilli, l’unica cosa che potrei occupare sono le sedie”, scherza l’ex attivista, che in passato è stata coinvolta in occupazioni di case popolari a Milano. Fonti ufficiose suggeriscono che l’aula potrebbe presto diventare un vero e proprio residence, con divani, cuscini e avvisi di “soggiorno consentito”.Cittadini curiosi già si chiedono se il prossimo processo non diventerà una sorta di guida immobiliare: chi pensava di assistere a un’udienza rischia di ritrovarsi a fare il check-in in un tribunale leggermente… arredato.Insomma, se volete partecipare al processo, ricordate: chi arriva prima sceglie il divano.

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Palestinesi in piazza: solidarietà ai poliziotti e ai commercianti italiani massacrati dai cortei per la pace.

Clamoroso dall’altra parte del Mediterraneo: i palestinesi hanno deciso di organizzare una manifestazione… ma non per chiedere diritti o tregue. Stavolta i cori erano tutti per i poliziotti italiani finiti in ospedale e per i commercianti che hanno visto le loro vetrine andare in frantumi durante i cortei “per la pace”.«Non volevamo mica la guerra civile a Milano», ha dichiarato un manifestante, «volevamo solo un po’ di solidarietà, non la demolizione dei centri storici».L’iniziativa ha spiazzato la politica italiana: il governo si è affrettato a incassare la scena come un gol a porta vuota, mentre dall’altra parte c’è chi ha subito gridato al “complotto mediatico”, convinto che la destra stia trasformando pure le vetrine rotte in propaganda elettorale. Insomma, anche davanti a palestinesi che sfilano per i poliziotti italiani, la polemica resta la stessa: ognuno vede solo quello che gli conviene.

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Manifestazione per la pace: Netanyahu indignato, “Così si esagera”.

Oggi in Italia c’è stata una manifestazione per la pace a Gaza, ma qualcuno deve aver frainteso il concetto. Migliaia di persone in piazza hanno deciso di chiedere il cessate il fuoco… con lo stile di un film d’azione hollywoodiano: vetri volanti, fumogeni sparati, poliziotti malconci, stazioni trasformate in scenografie apocalittiche e saracinesche che salutavano l’aria con frantumi eleganti. La pace? Sì, quella è rimasta chiusa in un angolo, spaventata dal trambusto.

Dalla vicina Tel Aviv, Netanyahu ha visto le immagini e ha fatto una smorfia che avrebbe fatto impallidire un generale in piena battaglia. L’uomo che ha fatto carriera tra bombardamenti e raid militari ha capito, all’improvviso, di non essere il più cattivo del mondo: “Io violento? Questi mi battono”, pare abbia detto tra sé e sé. Secondo fonti ufficiose, ha valutato seriamente di fermare tutto subito, non per compassione verso Gaza, ma perché temeva di essere picchiato dai pacifisti italiani.

In poche ore, la manifestazione ha ribaltato ogni logica: protestare contro la violenza è diventato un’esercitazione di demolizione urbana, chiedere pace ha significato mettere la città a ferro e fuoco, e Netanyahu, il re dei conflitti, si è trovato a prendere appunti su “come farsi paura da soli”. Alla fine della giornata, tra vetrine rotte e sirene spiegate, l’unica certezza è che in Italia oggi qualcuno ha dimostrato che la vera forza pacifista… può spaventare persino chi sa fare la guerra.

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Lite in condominio a Roma Trastevere, Europa invia cerotti e l’ America invia 12 portaerei per ristabilire la pace.

Roma Trastevere – Una violenta lite tra condomini è scoppiata ieri pomeriggio in un elegante palazzo del quartiere, scatenando il panico tra i residenti. Mentre la tensione saliva, l’Europa ha prontamente inviato un pacco di cerotti, dimostrando tutta la propria generosità… simbolica.

Dall’altra parte dell’oceano, invece, l’America non ha perso tempo: in pieno stile “non si scherza con la pace”, ha schierato 12 portaerei, un intero battaglione di elicotteri e perfino una squadra di subacquei armati di palette e giubbetti salvagente, giusto per sottolineare che quando si tratta di intervenire seriamente, non si bada a spese.

La situazione del condominio, inizialmente limitata a qualche urlo e alla rottura di un vaso di gerani, è quindi diventata una vera e propria operazione militare internazionale, con gli inquilini ancora increduli davanti all’arrivo imponente della flotta americana.

Come spesso accade nel mondo reale, quando scoppiano guerre in vari angoli del globo, l’Europa invia aiuti… ehm, diciamo concettuali: manifestazioni, cortei, esposizioni di bandiere, interviste di VIP in tv che difendono i diritti dei paesi martoriati. Tutto molto commovente, per carità, ma decisamente meno concreto dei veri aiuti: cibo, medicine, armi, trasporti logistici che l’America invia in quantità industriale.

Gli osservatori internazionali hanno notato che, negli ultimi tempi, anche gli Stati Uniti sembrano cominciare a stancarsi di questo “carico simbolico” che spesso accompagna le crisi: inviano portaerei gigantesche per salvare il mondo, mentre dall’altra parte qualcuno continua a distribuire cerotti e pacche sulle spalle.

Il condominio di Trastevere, nel frattempo, ha visto ristabilita la pace: i cerotti europei hanno coperto qualche graffio, le portaerei americane hanno… beh, praticamente rimesso a posto tutto il palazzo. E gli inquilini hanno promesso che alla prossima lite, almeno, organizzeranno un corteo di bandiere prima di chiamare la marina statunitense.

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Caccia russi in Estonia: per il Cremlino è stato il cielo che si è spostato verso la Russia.

La Russia continua a collezionare sconfinamenti come fossero punti della raccolta del supermercato. Dopo i droni finiti in Polonia qualche giorno fa e altri sconfinamenti sparsi tra confini baltici e cieli europei, adesso tocca all’Estonia. Tre caccia russi beccati sopra i suoi cieli e subito la scusa ufficiale: “Non siamo entrati noi, è stato il cielo che si è spostato verso la Russia”. Una difesa talmente geniale che presto potrebbe sostituire i manuali di diritto internazionale con il “Manuale delle Giustificazioni Creative”: se invadi la Polonia, è perché i droni volevano fare turismo low-cost; se violi lo spazio aereo estone, è il cielo che ti viene incontro; se domani arrivi a Berlino, sarà stata la capitale tedesca a fare un passo di troppo.E l’Europa? Reagisce con la solita calma zen: “Esprimiamo seria preoccupazione”, “convocato l’ambasciatore”, “condanniamo fermamente”. Insomma, un mix tra una lezione di yoga e una riunione di condominio. L’Estonia protesta, la Polonia alza un sopracciglio, la NATO fa finta di tossire, ma alla fine resta sempre questa infinita pazienza europea che sembra voler dare alla Russia ancora una possibilità. E così Mosca, ogni volta che può, ne inventa una nuova. La prossima giustificazione? Probabile: “Non abbiamo sconfinato, è stata l’Europa a spostare i confini mentre noi eravamo distratti”.

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