
Rientro a ostacoliGli attivisti della Flottilla, dopo essere stati gentilmente rimandati indietro da Israele (senza nemmeno un caffè di arrivederci), sono finalmente riusciti a tornare in Italia.Ma l’accoglienza non è stata meno movimentata: i treni erano fermi, bloccati dai manifestanti che protestavano… proprio per loro. Sembra incredibile, ma la solidarietà può essere più ostacolante di qualsiasi blocco portuale: chi voleva sostenere la causa ha trasformato il viaggio di ritorno in una vera e propria maratona tra binari chiusi, stazioni presidiate e ritardi da record.“Pensavamo che il peggio fosse Gaza”, ha raccontato uno degli attivisti, “ma qui abbiamo scoperto che la solidarietà italiana è molto più organizzata: blocchi perfettamente sincronizzati, nessuno escluso”.Dopo ore di treni fermi, annunci incomprensibili e qualche litigio con il controllore, gli attivisti sono finalmente arrivati… con un ritardo che farebbe impallidire qualsiasi compagnia aerea.Insomma, tra Israele e i manifestanti italiani, sembra proprio che la Flottilla abbia vissuto il viaggio più solido… e più lento… della sua carriera.
P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









