Landini: “Nessun accordo di pace ci fermerà, i motivi per protestare li inventiamo”

Gaza e Israele hanno firmato un trattato di pace storico, ma a quanto pare c’è qualcuno che non ci sta: Landini. Il leader sindacale più temuto dai conflitti minori del mondo ha annunciato che la firma del trattato non fermerà la sua attività. “I motivi per protestare li inventiamo, e se non ci sono, li creiamo”, ha dichiarato durante una conferenza stampa tenuta all’interno di un ufficio sindacale ancora traboccante di striscioni per ogni piccola controversia palestinese immaginabile.

Fonti vicine al sindacato raccontano di brainstorming serrati: motivi nuovi includono la temperatura sbagliata del caffè, scioperi contro la luce del sole troppo forte e manifestazioni di protesta contro la noia. “La pace non ci spaventa, anzi, stimola la fantasia”, ha aggiunto Landini, mentre gli assistenti già compilavano un calendario provvisorio di 427 nuove cause da affrontare entro la fine della settimana.

Gli esperti internazionali sono rimasti sbalorditi: mai prima d’ora un trattato di pace aveva avuto l’effetto di far scattare una così intensa creatività sindacale. “Se la situazione rimane stabile, forse inventeremo anche conflitti storici da rivivere in sciopero, giusto per mantenere la tradizione”, ha concluso Landini con un sorriso malizioso.

La comunità mondiale osserva, mentre Landini prepara il primo sciopero post-pace: potrebbe trattarsi di protesta contro la tranquillità globale, oppure contro chi respira troppo forte. Nessuno lo sa ancora, ma tutti sanno che sarà spettacolare.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Barconi di migranti tengono corso alla Flottilla: “Vi insegniamo come si arriva davvero”

Mediterraneo – Mentre la Flottilla per Gaza continua a essere respinta da Israele, arrivano notizie di una soluzione innovativa dal mare: i barconi di migranti, con anni di esperienza nel raggiungere le coste, hanno deciso di offrire consulenza gratuita agli attivisti della Flottilla.

“Guardate, ragazzi, il trucco è tutto nella coordinazione”, spiega un portavoce anonimo di uno dei barconi. “Serve solo sapere dove non ti vogliono vedere… e avere coraggio”.

Secondo fonti non confermate, la Flottilla avrebbe già partecipato a un primo webinar marittimo, durante il quale sono state mostrate tecniche avanzate di approccio alla costa, percorsi alternativi e persino l’arte di ignorare i divieti.

“È incredibile, pensavamo che arrivare fosse complicato, ma basta chiedere aiuto a chi lo fa tutti i giorni”, ha commentato un membro della Flottilla.

Al momento, né Israele né i governi europei hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sul nuovo corso di formazione, ma si ipotizza che la collaborazione tra barconi e Flottilla possa diventare un modello educativo internazionale.

Nel frattempo, i migranti hanno lanciato una newsletter mensile: “Come arrivare alla costa senza farsi notare: trucchi e segreti”. Gli attivisti della Flottilla sarebbero già in lista d’attesa.

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Flotilla e pianti di Elisa: i social tutti d’accordo… non per la Palestina, ma per farla visitare da un bravo specialista.

Elisa ha recentemente fatto discutere il web con un video in cui si mostra in lacrime per la Flotilla bloccata diretta a Gaza. Secondo lei, gli aiuti a bordo — che erano, a detta degli esperti, più simili a “spiccioli da sacchetto” che a provviste sostanziose — rischiavano di non arrivare ai bisognosi.

Nel video, la cantante lancia un appello diretto alla premier, chiedendo che vengano inviati più aiuti a Gaza. Peccato che, a quanto pare, il governo già provvede regolarmente con tonnellate di rifornimenti inviati via aereo, garantendo così che gli aiuti arrivino davvero sul posto.

Il web, tuttavia, non si è lasciato impietosire dalle lacrime di Elisa, che molti hanno subito percepito come una messinscena. Tra commenti ironici e battute pungenti, i social hanno espresso tutta la loro preoccupazione… ma non per la Palestina. “Elisa, invece di fare il video, fatti vedere da un bravo specialista”, recitano i commenti più condivisi, sintetizzando la posizione dei follower: dalle tue prosciugate lacrime si capisce che hai assolutamente bisogno di un check medico.

Insomma, il video che doveva generare clamore e dimostrare la sua sensibilità umanitaria si è trasformato in un vero e proprio flop social, con il pubblico più interessato a salvaguardare la salute di Elisa che a discutere di provviste e geopolitica.

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Bruxelles salva Salis: scongiurata in Italia la rottura solidale delle vetrine.

Dopo giorni di attesa, il Parlamento Europeo ha confermato l’immunità di Ilaria Salis, evitando così che in Italia si scatenasse l’ennesima ondata di manifestazioni a tema libero, con vetrine, cestini e cartelli “solidali” pronti a farne le spese.

Secondo alcune fonti, diversi gruppi di manifestanti avevano già lucidato i bastoni “per non farsi trovare impreparati davanti alla giustizia europea”.
«Non è per lei, è per il principio» avrebbe dichiarato un giovane attivista mentre sceglieva la pietra più aerodinamica.

Le associazioni dei commercianti hanno espresso sollievo: «Ogni volta che succede qualcosa all’estero, qui tocca rifare le vetrine. Ora finalmente possiamo tirare giù la serranda solo per ferie».

Nel frattempo, le autorità italiane invitano alla calma e annunciano un nuovo piano di emergenza per eventuali futuri casi giudiziari di cittadini europei: un sistema di allerta chiamato Livello Vetrina 1.

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Manifestanti credono di protestare per la Flotilla, polizia fa credere che sia per l’aumento dell’età pensionabile: corteo svuotato.

In una piazza affollata e rumorosa, centinaia di italiani hanno dato sfogo alla loro passione civile per la Flotilla, la missione umanitaria che porta aiuti a Gaza. Per molti, il significato preciso della protesta rimaneva un mistero, ma l’entusiasmo era palpabile: striscioni, megafoni e cori hanno animato la città.

La sorpresa arriva quando le forze di polizia, con mossa da manuale di ingegneria sociale, hanno fatto credere ai manifestanti che il corteo fosse in realtà per l’aumento dell’età pensionabile. Reazione immediata: centinaia hanno abbandonato la piazza, lasciando cartelli e megafoni soli sul selciato.

“Non si vedeva tanta partecipazione dai tempi dell’aumento dell’età pensionabile… o almeno così ci piace ricordare”, ha commentato un anziano presente, confermando l’ironia della situazione.

Il paradosso non finisce qui. Quando si è trattato di difendere i propri diritti concreti, come l’età pensionabile o il referendum sull’ingiusta causa del licenziamento — una possibilità di votare a loro favore — la risposta degli italiani è stata sorprendentemente tiepida: pochi hanno partecipato, molti hanno preferito rimanere a casa.

In definitiva, la saga delle manifestazioni italiane conferma un fatto noto: la Flotilla e l’aumento dell’età pensionabile hanno appena scritto un nuovo, ironico capitolo di questa storia.

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Aiuti per Gaza bloccati: Flotilla riporta in Italia la confezione da 6 uova, e i manifestanti le lanciano contro la polizia.

Flottilla per Gaza bloccata, italiani trasformano la confezione da 6 uova in arma di protesta

Era partita con grandi speranze, ma la flottilla diretta a Gaza sapeva già che Israele avrebbe fatto il possibile per fermarla. A bordo, pochi aiuti umanitari: tra questi, la vera star della missione, la confezione da 6 uova, destinata alla popolazione palestinese. Missione simbolica, ma simbolicamente importante.

Come previsto, le imbarcazioni sono state bloccate e l’equipaggio rimandato in Italia, con le uova al sicuro… o quasi. Perché una volta tornati, i manifestanti italiani, in segno di “solidarietà attiva”, hanno deciso di lanciare le uova contro le forze di polizia durante la protesta.

Il risultato? Un piccolo carico umanitario trasformato in un’esplosione di ironia e violenza da mercato rionale, con la polizia a fare da bersaglio inconsapevole. Gli osservatori sottolineano il paradosso: Israele blocca l’arrivo degli aiuti a Gaza, e in Italia le uova tornano indietro… letteralmente, contro la legge.

La popolazione palestinese, dal canto suo, probabilmente apprezzerà l’intenzione… ma non le modalità di consegna. E gli italiani hanno dimostrato, ancora una volta, che quando vogliono fare danni, anche sei uova possono bastare per fare più clamore di mille leggi inutili.

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Oggi Giornata degli insegnanti: OnlyFans in tilt per gli auguri alle maestre.

Oggi, in occasione della Giornata degli insegnanti, il noto sito OnlyFans ha subito un vero e proprio sovraccarico di traffico. Migliaia di padri, incuriositi e ringraziando le maestre, hanno inviato auguri, likes e commenti, mandando la piattaforma in tilt.

“Mancavano solo fiori e applausi in classe”, commentano gli esperti, “e invece abbiamo assistito a un vero boom digitale di gratitudine”. Nel frattempo, alunni e madri continuano a festeggiare nelle aule, ignorando completamente i numeri record sul sito.

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Rientrano in Italia dopo il respingimento di Israele: i treni fermi dai manifestanti li fanno arrivare in ritardo.

Rientro a ostacoliGli attivisti della Flottilla, dopo essere stati gentilmente rimandati indietro da Israele (senza nemmeno un caffè di arrivederci), sono finalmente riusciti a tornare in Italia.Ma l’accoglienza non è stata meno movimentata: i treni erano fermi, bloccati dai manifestanti che protestavano… proprio per loro. Sembra incredibile, ma la solidarietà può essere più ostacolante di qualsiasi blocco portuale: chi voleva sostenere la causa ha trasformato il viaggio di ritorno in una vera e propria maratona tra binari chiusi, stazioni presidiate e ritardi da record.“Pensavamo che il peggio fosse Gaza”, ha raccontato uno degli attivisti, “ma qui abbiamo scoperto che la solidarietà italiana è molto più organizzata: blocchi perfettamente sincronizzati, nessuno escluso”.Dopo ore di treni fermi, annunci incomprensibili e qualche litigio con il controllore, gli attivisti sono finalmente arrivati… con un ritardo che farebbe impallidire qualsiasi compagnia aerea.Insomma, tra Israele e i manifestanti italiani, sembra proprio che la Flottilla abbia vissuto il viaggio più solido… e più lento… della sua carriera.

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Ultim’ora.Prima neve sull’Appennino e Landini proclama sciopero generale

Panico tra i fiocchi. La prima neve è caduta sull’Appennino e, come da tradizione sindacale, Maurizio Landini ha immediatamente proclamato uno sciopero generale “contro le condizioni meteorologiche”.> «Non possiamo continuare a lavorare mentre la natura fa quello che vuole. Serve un tavolo di confronto con l’inverno», ha dichiarato il segretario CGIL davanti a una stufa elettrica accesa a metà.Secondo indiscrezioni, lo sciopero riguarderà tutti i lavoratori esposti a temperature ingiuste, compresi panettieri, muratori e influencer costretti a fingere entusiasmo per la neve.Landini avrebbe chiesto anche una moratoria di 48 ore sui fiocchi “per consentire al popolo di organizzarsi”, ma il fronte freddo ha risposto con un comunicato lapidario:> «Noi non firmiamo protocolli».Nel frattempo, le regioni appenniniche si sono già adeguate alla situazione: i sindaci hanno sospeso la didattica, la viabilità e in alcuni casi anche la voglia di vivere.L’INPS fa sapere che “chi si congela durante lo sciopero ha comunque diritto alla malattia, purché il certificato sia leggibile sotto il ghiaccio”.Secondo fonti vicine al meteo, se nei prossimi giorni dovesse nevicare anche a bassa quota, Landini sarebbe pronto ad alzare il livello di mobilitazione fino al “blizzard sindacale”, con cortei di slitte e cori tipo “Chi non salta è un anticiclone!”.

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Liste d’attesa infinite in ospedale, zero proteste: esplode sciopero generale per le piste ciclabili a Berlino.

In Italia si può aspettare anche 14 mesi per una visita cardiologica senza che nessuno alzi un cartello. Ma quando in Germania annunciano di ridurre da 180 a 170 chilometri le piste ciclabili di Berlino, allora sì che scatta l’indignazione nazionale.Cortei in tutte le principali città, vetrine devastate e traffico bloccato. «Non possiamo restare indifferenti di fronte a questa ingiustizia» urlano i manifestanti, mentre indossano caschetti da ciclista e distribuiscono mappe della capitale tedesca.Il Ministro della Salute, interpellato sulle attese record per una TAC, ha commentato: «Ci dispiace, ma finché non tagliano le piste ciclabili di Amburgo non possiamo farci nulla».

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