Volo cancellato all’ultimo minuto, ma per prassi le valigie vengono comunque restituite ai viaggiatori distrutte.

Nessuna partenza questa mattina per il volo AZ452, cancellato all’ultimo minuto per motivi tecnici.
Nessun problema però per il servizio bagagli, che — come da regolamento aeroportuale — ha provveduto regolarmente alla restituzione delle valigie ai passeggeri, rigorosamente distrutte.

Secondo quanto riferito dall’ufficio smarrimenti, si tratta di una “procedura standard prevista in caso di cancellazione improvvisa, per non alterare l’esperienza di viaggio del cliente”.
Molti viaggiatori hanno confermato di aver ricevuto i propri effetti personali in condizioni conformi alla norma: “Io ho ritirato solo le quattro ruote, ma erano le mie, le ho riconosciute dal nastro adesivo”, racconta un passeggero soddisfatto.

C’è anche chi è stato più fortunato: una coppia di Napoli avrebbe recuperato addirittura il manico della valigia, “ancora integro e con tracce evidenti di volo”.
L’episodio, fanno sapere da fonti aeroportuali, “rientra pienamente nei parametri di efficienza europea”.

Secondo l’ENAV, infatti, un bagaglio che arriva intatto al ritiro “potrebbe generare confusione e aspettative irrealistiche nei confronti del servizio”.
Per questo motivo, ogni valigia destinata alla stiva deve subire almeno un trauma strutturale prima della restituzione.

Un portavoce della compagnia ha chiarito infine:

“Distruggere i bagagli non è un errore, è parte dell’esperienza. Senza una ruota mancante, un viaggio non può considerarsi tale.”

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Controesodo degli Apecar: tornano ad Arzano dopo il trasferimento di Chiariello a Caserta.

Dopo anni di silenzio e parcheggi ordinati, Arzano si risveglia al rombo inconfondibile dei tre ruote: gli Apecar stanno tornando.Secondo le prime stime, centinaia di mezzi — alcuni con ancora l’adesivo “Frattamaggiore 2018: io c’ero” — starebbero rientrando in città dopo la notizia del trasferimento del comandante Biagio Chiariello alla polizia provinciale di Caserta.Gli esperti parlano di un vero e proprio controesodo motorizzato: molti Apecar, che nel 2021 erano fuggiti verso destinazioni segrete appena appreso dell’arrivo di Chiariello ad Arzano, avrebbero ora deciso di tornare “a testa alta e assicurazione scaduta”.Un anziano conducente, intervistato ai confini del comune, avrebbe dichiarato:> “Quando Chiariello arrivò, mi nascosi tre anni in un garage di Melito. Ora è tempo di uscire alla luce del sole.”Le autorità locali si dicono pronte a gestire l’afflusso: “Ci aspettavamo turisti, non mezzi agricoli in festa — ma va bene così, è comunque movimento economico”.Fonti non confermate riferiscono che alcuni Apecar avrebbero organizzato una parata simbolica con clacson sincronizzati in tonalità di Mi bemolle, “in onore del grande nemico finalmente promosso altrove”.Intanto a Caserta, la voce dell’arrivo di Chiariello alla polizia provinciale avrebbe già generato preoccupazione tra i carretti storici, alcuni dei quali avrebbero chiesto protezione alla Reggia “per motivi artistici”.A Frattamaggiore, luogo dove tutto ebbe inizio, c’è chi ancora ricorda i tempi in cui Chiariello veniva soprannominato “il terrore dei tre ruote”: anni di inseguimenti, sequestri e controlli a vista.Un commerciante commenta:> “Lui arrivava e gli Apecar sparivano. Ora va a Caserta, e pure lì non dormiranno tranquilli.”Gli Apecar, invece, dormono benissimo. A motore acceso.

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Sommelier annusa il vino novello e dichiara: ‘sa di giovedì’.

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Rimozione tralicci: abbattute tre gru edili scambiate per tralicci.

Finalmente a Frattamaggiore si è arrivati alla rimozione dei tralicci tanto attesa. Un momento storico, applauditissimo dai residenti, che da anni osservavano quelle torri di ferro con un misto di timore e fastidio.

Peccato che, durante l’operazione, qualcuno abbia confuso la realtà con la fantasia. Gli operai addetti alla rimozione, infatti, si sono trovati in mezzo a un’infinità di gru edili, tutte molto simili ai poveri tralicci da abbattere. E così, tra un cavo e un’asta di ferro, il destino ha voluto che tre gru edili finissero a terra. Per sbaglio, ovviamente.

I residenti raccontano di aver visto la scena con occhi spalancati: “Sembrava un cartone animato”, dice un testimone, “prima cadeva il traliccio, poi la gru, e nessuno capiva più nulla”. Nessun ferito, solo qualche operatore leggermente imbarazzato e una quantità spropositata di foto già finite sui social.

Il sindaco ha commentato con filosofia: “L’importante è che i tralicci siano stati rimossi. Le gru… beh, avranno imparato a stare più attente”.

Insomma, a Frattamaggiore si festeggia: i tralicci non ci sono più, le gru hanno vissuto un’esperienza traumatica da film comico, e gli operai hanno imparato che distinguere un traliccio da una gru non è sempre così semplice.

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La Pro Loco inserisce negli eventi e sagre del weekend anche gli scioperi di Landini.

Dopo mesi di segnalazioni, la Pro Loco ha deciso di aggiornare il calendario ufficiale delle manifestazioni del fine settimana, includendo anche gli ormai tradizionali scioperi indetti da Maurizio Landini.

«È diventata una presenza fissa come la sagra della salsiccia o il torneo di briscola», spiegano gli organizzatori. «Tanto vale metterlo nel programma, così la gente si organizza per tempo».

L’idea è nata dopo che molti cittadini avevano segnalato difficoltà nel capire se un determinato venerdì fosse dedicato al lavoro o al riposo “in segno di protesta”. Ora, accanto a eventi come PizzaFest e Festival del Vino Novello, comparirà anche la voce:
“Sciopero nazionale – dalle 9 alle 13, con eventuale replica pomeridiana”.

Landini, contattato per un commento, avrebbe risposto: «Non è che li faccio sempre di venerdì… è il venerdì che mi cerca».

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Età elevata e sicurezza nei cantieri: multato gruppo di umarell senza casco, scambiati per operai.

In un incredibile episodio di sicurezza sul lavoro, un gruppo di ummarell – gli anziani che normalmente si limitano a osservare i cantieri con mani dietro la schiena – è stato multato perché scambiato per veri operai.
Secondo le prime ricostruzioni, il fatto è avvenuto in un cantiere urbano dove l’età media dei lavoratori supera ormai i 65 anni, rendendo praticamente indistinguibili gli operai dai pensionati curiosi.

“Li abbiamo visti con elmetti, giubbotti catarifrangenti e atteggiamento professionale… e li abbiamo multati.”
racconta un ispettore della sicurezza, ancora incredulo.
“Non avevamo idea che fossero umarell. A quell’età, la linea di confine tra lavoro e osservazione è davvero sottile.”

Gli anziani multati, tutti tra i 67 e i 72 anni, hanno protestato con toni garbati ma decisi:
“Stavamo solo guardando come si lavora, mica mettendoci le mani sopra!”

Il cantiere ha intanto approfittato dell’episodio per aggiornare il regolamento interno: da oggi, umarell e operai dovranno indossare cartellini identificativi, così da evitare confusioni pericolose tra chi costruisce e chi commenta.

Un portavoce del Comune ha aggiunto:
“È un momento storico: finalmente la sicurezza sul lavoro riguarda anche chi osserva i lavori. Siamo sempre attenti a proteggere tutti… soprattutto chi ha l’età per fare entrambe le cose.”

Gli esperti avvertono: con l’età pensionabile sempre più alta, la distinzione tra chi lavora e chi controlla rischia di diventare sempre più sottile, con gravi rischi di confusione e… multe assurde.

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Sensazionale scoperta botanica: sotto le panche crescerebbe un’erba velenosissima, letale soprattutto per le capre.

La notizia arriva direttamente dall’Istituto Erbaceo di Ricerca Pastorale, dove un gruppo di studiosi avrebbe finalmente dato una base scientifica a quello che, fino a ieri, era considerato solo un detto popolare.Secondo gli esperti, infatti, sotto le panche cresce un’erba altamente tossica.Una pianta inodore, invisibile ai più, ma capace di colpire un bersaglio preciso: la capra distratta.> “Lo sospettavamo da anni” — spiega il professor Gennaro Foglia — “e questa scoperta lo conferma: ‘sotto la panca la capra crepa’ non è un modo di dire, ma un dato biologico. E sorprendentemente, anche ‘sopra la panca la capra campa’ trova pieno riscontro sperimentale.”I ricercatori raccontano di aver condotto diversi test: capre posizionate sotto le panche avrebbero mostrato segni di malessere, mentre quelle posizionate sopra si sarebbero limitate a guardare dall’alto, serenamente, come a dire “te l’avevamo detto”.L’obiettivo ora è individuare l’origine della pianta. Alcuni ipotizzano un adattamento evolutivo: l’erba potrebbe essersi specializzata nel colpire solo gli animali che decidono di infilarsi in posti scomodi “senza motivo apparente”.Nel frattempo, i ricercatori invitano alla prudenza:> “Fino a nuove indicazioni” — conclude il professor Foglia — “si consiglia di non far pascolare capre sotto le panche. Se proprio devono stare vicino alle panche, farle stare sopra: la letteratura scientifica lo conferma.”Gli allevatori della zona hanno già iniziato a prendere provvedimenti.C’è chi ha sollevato tutte le panche con dei mattoni, chi ha spostato le capre sui tavoli “giusto per sicurezza”, e chi ha scelto la soluzione più semplice: vietato alle capre avvicinarsi ai mobili da seduta fino a nuovo ordine.

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Conte ammette: ‘Allenare è difficile, ma trovare una scusa originale ogni volta che la squadra va male lo è di più.

In conferenza stampa dopo l’ennesima sconfitta, Antonio Conte ha voluto chiarire quale sia la vera difficoltà del suo lavoro. “Allenare? È impegnativo, certo”, ha detto l’allenatore, “ma trovare una scusa originale ogni volta che la squadra va male… quello sì che è complicato”.

I cronisti, inizialmente confusi, hanno cercato di capire se Conte stesse parlando di tattiche, formazione o motivazione dei giocatori. Ma l’allenatore ha subito precisato: “No, no, parlo proprio delle scuse. Ogni partita ha la sua. A volte è il campo, a volte il pallone, qualche volta perfino il vento.”

Secondo fonti interne al club, Conte starebbe già preparando un calendario delle scuse per la stagione: “Il 2 novembre useremo l’altezza media degli avversari, il 9 novembre la gravità terrestre… e così via”, ha confidato un assistente che ha preferito rimanere anonimo.

I tifosi, dal canto loro, hanno reagito con una serie di meme e commenti ironici, celebrando la creatività infinita del tecnico. Un Legista ha scritto: “Se Conte fosse in un talent show di scuse, vincerebbe senza nemmeno provarci”.

In attesa della prossima partita, resta dunque chiaro: il vero allenamento di Conte non è in campo, ma nella continua ricerca di scuse sempre più ingegnose.

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Inaugurato il cantiere N° 1000: al taglio del nastro presente il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Frattamaggiore (NA) – Sta per essere inaugurato il cantiere numero 1000, un evento destinato a segnare un capitolo storico nella vita della città… e soprattutto nella storia del cemento. L’inaugurazione vedrà la partecipazione del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, chiamato a tagliare il nastro e a celebrare quello che sarà il culmine di anni di costruzioni senza sosta.

Frattamaggiore, ormai quasi interamente ricoperta dal cemento, non lascia praticamente più spazio libero. E proprio l’ultimo lembo di terra rimasto, il campo sportivo, sarà protagonista del prossimo grande intervento edilizio: nuovi edifici, palazzi e condomini sorgeranno lì, completando la trasformazione della città. Non solo: le aiuole spartitraffico all’uscita dell’Asse Mediano saranno oggetto di nuovi cantieri, mentre al centro della piazza, dove oggi c’è la statua della canapina, è previsto un nuovo condominio. Ogni spazio, ogni centimetro di Frattamaggiore, sembra destinato a diventare cemento.

Negli ultimi dieci anni la città ha vissuto una trasformazione radicale: gli alberi sono stati tagliati e ogni angolo libero sembra destinato a finire sotto ruspe e impalcature. Il cantiere numero 1000 diventa così il simbolo della città che costruisce senza sosta, dove il cemento domina ovunque e nulla sembra fermare la corsa al progresso… almeno secondo la definizione ufficiale.

E mentre il ministro Salvini taglierà il nastro per il cantiere numero 1000, Frattamaggiore si preparerà a vivere un nuovo capitolo della sua storia: cantieri ovunque, edifici in ogni spazio libero, e una città che non smette mai di sorprendere.

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Napoletano dimentica di postare la livella di Totò il 2 novembre e Zuckerberg gli blocca il profilo.

Il 2 novembre, giorno sacro per i napoletani social, un cittadino ha dimenticato di pubblicare la tradizionale livella di Totò su Facebook. Il risultato? Il profilo è stato immediatamente bloccato da Zuckerberg in persona, secondo fonti non ufficiali.

“Non capisco cosa sia successo”, ha dichiarato il malcapitato, “Ho controllato tre volte la foto, poi ho pensato di aggiungere una citazione, e puff… profilo sparito”. Secondo gli esperti, l’algoritmo avrebbe interpretato l’assenza del post come un atto di dissacrazione culturale, con conseguenze drammatiche per il karma digitale del soggetto.

Intanto, sui social, la comunità napoletana ha reagito con incredulità e ironia: c’è chi ha suggerito di creare un’assicurazione anti-dimenticanze, chi propone di nominare un “sindaco della livella” per vigilare su ogni post, e chi – più pragmatico – ha già inviato un caffè virtuale a Zuckerberg per chiedere la grazia del profilo.

Resta il messaggio morale: nel mondo digitale, la tradizione non perdona. La livella di Totò, anche se virtuale, ha più potere di quanto si creda. E chi osa dimenticarla… rischia di scontrarsi con il lato oscuro del social più famoso del pianeta.

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