
NAPOLI — In un gesto che ha fatto sobbalzare perfino il caffè della mattina, una cinquantina di giudici e magistrati hanno deciso di celebrare la vittoria del No al referendum sulla giustizia come se fosse il Natale, il Capodanno e il Carnevale messi insieme: con champagne, cori contro la premier — e un coro stonato di Bella ciao a tutto volume.
Gli avvocati rimasti fuori dalla saletta dell’ANM si sono chiesti se fosse un funerale mancato o una festa di laurea ritardata. Ma no: era solo un gruppo di togati travolti dall’allegria post‑referendaria. Il tutto mentre ricordavano con voce ferma a chiunque passasse davanti: “Siamo totalmente apolitici e imparziali, garantito!” (cit. brindisi ufficiale, non confermato da nessuno.
A Milano la scena non è stata da meno: spumante in mano, applausi fragorosi e qualche lacrima di gioia — probabilmente perché ricordare che “si dovrebbe restare neutrali” è difficile quando c’è da cantare un inno dal forte valore simbolico e molto legato all’anima di parte.
E mentre gli italiani sorseggiavano il loro caffè e guardavano le immagini di un coro magistrale più vicino a un raduno da fan club politico che a un gruppo di giudici che fanno il loro mestiere, qualcuno ha pronunciato la frase più poetica della serata:
“Ehi, ma noi siamo apolitici… è solo che Bella ciao era in scaletta del karaoke.”
Che sia stata colpa dell’effetto spumante, dell’indisciplina del cuore, o del fatto che la parola imparzialità è scritta su un pezzo di carta in un cassetto da qualche parte, resta un mistero. Quello che è certo è che la festa è andata avanti come se fosse stata organizzata dal miglior comitato elettorale della città — e nessuno è stato chiamato a rendere conto della propria neutralità, ovviamente.
https://www.facebook.com/giginogaudino/
P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









