Troppo tranquilli nel bosco: Stato preleva i figli per eccesso di benessere.

Troppa tranquillità tutta insieme, in un unico punto della mappa, ha fatto scattare l’allarme automatico del Ministero della Normalità.
Secondo quanto ricostruito, una famiglia residente nel bosco viveva da tempo in una condizione considerata “altamente sospetta”: aria pulita, ritmi lenti, niente confusione, nessuna fila al supermercato e una percentuale di stress inferiore allo 0,1%.

Le autorità, chiamate ad accertare l’origine di tale anomalia, hanno scoperto che i membri della famiglia trascorrevano le giornate senza litigate condominiali, senza clacson, senza orari impossibili, e soprattutto senza dover spiegare ogni due minuti perché sono stanchi.

Una situazione ritenuta “incompatibile con la vita moderna”, mettendo potenzialmente a rischio i minori, che – secondo alcuni funzionari – “avrebbero potuto crescere credendo che la serenità sia una cosa normale”.

L’unità speciale anti-benessere ha quindi proceduto al recupero immediato dei bambini, riportandoli in un ambiente più conforme agli standard nazionali: traffico, rumori, zaini da 14 chili e almeno tre gruppi WhatsApp di classe.

Gli esperti ricordano infatti che troppa tranquillità in giovane età può generare individui adulti capaci di addormentarsi senza scroll compulsivo, fare passeggiate per piacere e, in casi estremi, salutare i vicini di casa.

L’intervento è stato definito “un successo” dal Ministero, che ha promesso ulteriori verifiche in tutte le zone dove ancora si segnalano famiglie con una qualità della vita superiore al 2%.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Campania. Fico promette di restituire metà dei privilegi. Iniziando dalla barca.

Roberto Fico ha ufficializzato la sua candidatura alla Regione Campania con una promessa che molti hanno definito “un tuffo nel passato”. L’ex presidente della Camera ha infatti dichiarato di voler “restituire metà dei privilegi”, richiamando lo spirito delle celebri restituzioni del Movimento 5 Stelle. Solo che stavolta, invece dello stipendio, il punto di partenza sembra essere… la barca.«Bisogna dare il buon esempio» ha spiegato Fico, indicando con fierezza l’imbarcazione acquistata in tempi non sospetti. Il gesto è stato accolto dai cittadini con un misto di entusiasmo, scetticismo e curiosità:«Ma metà in che senso? Longitudinale o trasversale?», si sono chiesti in molti, temendo che alla fine agli italiani possa toccare solo un remo.Fonti vicine alla campagna elettorale riferiscono che l’idea della “mezza barca” non sarebbe l’unico gesto simbolico allo studio: si valuterebbe anche la possibilità di restituire metà delle promesse fatte negli anni, metà dei buoni propositi e metà dei due mandati.Gli oppositori hanno criticato la proposta definendola “confusa”, ma i sostenitori la difendono:«Almeno la barca ce l’ha. A qualcuno non è rimasta nemmeno la metà del rimborso che avevano promesso».Una frecciatina che riporta alla memoria i tempi gloriosi in cui i parlamentari 5 Stelle annunciavano restituzioni mensili più frequenti delle maree.A chi gli chiedeva se non fosse più opportuno iniziare restituendo metà dello stipendio, Fico ha risposto con un sorriso serafico:«Ogni epoca ha le sue priorità».Resta da capire se l’elettorato campano apprezzerà il gesto simbolico o se preferirà una promessa meno nautica e più concreta. Nel frattempo, la barca resta parcheggiata, pronta — si suppone — a diventare una delle prime imbarcazioni pubbliche “al 50%” della storia politica italiana.

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Piogge intense a Roma. Automobilista scambia buca grande e piena d’acqua per un sottopasso allagato.

Caos questa mattina a Roma, dove un automobilista ha imboccato con decisione quella che credeva fosse l’entrata di un sottopasso allagato. Solo dopo qualche secondo ha scoperto che non era un sottopasso, ma una semplice — si fa per dire — buca. Una delle tante, anzi, una delle “classiche”, come ormai vengono chiamate dai residenti: profonde, piene d’acqua e soprattutto perfettamente mimetizzate con il paesaggio urbano, come trappole per turisti distratti.Secondo i testimoni, l’automobile avrebbe “affondato lentamente, con stile”, come ha raccontato un passante, abituato a vedere più crateri che marciapiedi:«Ormai a Roma è normale, abbiamo più buche che semafori. Quando piove diventano laghi. Quando non piove diventano archeologia».Il Comune ha dichiarato che si tratta di “un episodio isolato”, anche se fonti non ufficiali segnalano che la città sta valutando di introdurre la patente nautica obbligatoria nei mesi autunnali.L’ufficio del sindaco ha precisato: «È colpa delle piogge improvvise». Gli stessi cittadini, però, ricordano che negli ultimi anni era colpa della Raggi, adesso è colpa di Gualtieri, domani sarà colpa di qualcun altro, ma le buche restano, immobili, fedeli, eterne, come un monumento di cui nessuno ha mai ufficializzato l’inaugurazione.Intanto il povero automobilista, recuperato sano e salvo, ha commentato:«Per me era un sottopasso. C’era l’acqua, c’era la profondità… mancava solo il cartello. A Roma non sai più cosa è strada e cosa è infrastruttura»Una frase che riassume perfettamente il disagio quotidiano dei cittadini, abituati a evitare crateri più grandi di un monolocale in affitto.L’episodio si è chiuso senza feriti, ma con una certezza: a Roma le buche non si riparano, si tramandano. Una tradizione che neanche la pioggia riesce a cancellare; al massimo, la riempie fino all’orlo.

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Gemelle Kessler, prevista doppia autopsia sincronizzata.

Fonti vicine agli eventi raccontano che i medici hanno studiato ogni dettaglio per non sbagliare un colpo: due tavoli, due camici, due strumenti identici, e soprattutto due cronometri. “Non vogliamo che nessuna delle due si senta trascurata”, ha spiegato uno degli specialisti, visibilmente emozionato. Intanto, gli assistenti già discutono se cantare due volte l’inno nazionale o limitarsi a uno, in modo da rimanere fedeli alla tradizione di ogni cosa fatta in coppia.

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“Descrivi cosa vedi da casa tua”. Maestra incredula: tutti i 30 bambini parlano di gru… e pensa che abbiano copiato.

Frattamaggiore – La maestra della classe quarta della scuola elementare locale non riusciva a crederci: 30 temi consegnati, 30 bambini diversi… e tutti hanno scritto la stessa cosa. “Cosa vedi dalla finestra di casa tua?” era il compito assegnato lunedì mattina, e la risposta di ogni alunno è stata… una gru.

Sì, avete capito bene: tutte e trenta le finestre, da nord a sud, da centro a periferia, mostrano le gru di Frattamaggiore. Ogni bambino ha descritto quella davanti alla propria casa, ma il risultato è sembrato così sospettosamente simile che la maestra ha iniziato a ipotizzare un plagio di massa.

“Non capisco… saranno mica andati tutti a scuola con lo stesso quaderno?” ha dichiarato incredula. “Ma poi ho visto le foto del quartiere: la città è invasa dai cantieri. E allora ho capito: non hanno copiato, è Frattamaggiore che li ha ispirati”.

I genitori, interpellati, confermano: “Io abito in via Torino e mio figlio ha disegnato tre gru davanti casa nostra. Ma il vicino di casa, in via Roma, ha disegnato due gru diverse… e la maestra pensava che fossero identiche!”.

Inutile dire che la classe ha stabilito un nuovo record: 30 bambini, 30 visioni personali… e tutti hanno fatto parlare di sé una gru. Nel frattempo, i cantieri continuano a Frattamaggiore, garantendo materiale illimitato per i prossimi temi scolastici.

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Call center raggiunge mille vaffanculo in un’ora: premiato con bonus economico per resistenza al lavoro.

Giornata da record nel reparto telefonico della TeleFiducia S.p.A., dove un team di operatori ha raggiunto un traguardo considerato impossibile persino nei manuali di addestramento: mille vaffanculo in appena sessanta minuti.

Il risultato è arrivato grazie a una combinazione perfetta di chiamate a orari improbabili, squilli ripetuti e silenzi strategici, tecnica ormai riconosciuta come “approccio passivo-aggressivo professionale”.

Secondo il responsabile dell’azienda, “è un primato che testimonia l’impegno, la dedizione e soprattutto la capacità di non prendere nulla sul personale, neanche quando ti mandano a quel paese con accenti regionali che non sapevi esistessero”.

Per celebrare l’impresa, la direzione ha assegnato al team un bonus economico “per resistenza al lavoro”, definito come incentivo destinato a chi, pur di non riattaccare, è disposto a farsi insultare con costanza, eleganza e ritmo.

Gli operatori, intervistati a fine turno, hanno dichiarato: “Il segreto è l’allenamento. Ogni mattina ci insultiamo tra noi per scaldarci. Poi andiamo in campo e facciamo il nostro.”

L’obiettivo del mese? Superare il muro dei duemila. Per farlo, l’azienda sta valutando di introdurre la nuova modalità “triplo squillo + pausa drammatica”, già considerata dagli esperti il futuro del settore.

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Fico si candida in Campania: promette la stessa serietà mostrata quando ascolta l’Inno con le mani in tasca.

Roberto Fico ha deciso: si candida in Campania. Una notizia che ha scosso l’intera regione, soprattutto perché molti ricordano ancora la sua storica dimostrazione di solennità istituzionale: l’Inno nazionale ascoltato con le mani affondate nelle tasche, come si fa quando si aspetta il pullman e non quando si onora la Repubblica.

La scena era al porto di Palermo, durante la commemorazione della strage di Capaci. Tutti composti, attenti, rispettosi.
Tranne lui: il presidente della Camera, immobile, mani ben coperte e zero imbarazzo. L’unico in Italia a rendere l’Inno… casual.

Le polemiche ovviamente esplosero. E Fico rispose, con il suo classico tono istituzionale a metà tra il serio e “non vedo il problema”, spiegando che non c’era nulla di irrispettoso nel suo gesto. Insomma: questione chiusa, mani in tasca e avanti.

Ora però arriva la candidatura in Campania. E i cittadini non possono non chiedersi:
se quello era il suo modo di affrontare un momento ufficiale, come affronterà i problemi della regione? Con la stessa tranquillità? Con le mani ancora lì, nel loro habitat naturale?

Se userà la stessa energia mostrata durante l’Inno, la Campania è pronta a un governo… comodo. Forse troppo comodo.

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Oggi, giornata della gentilezza: il Comune installa parklet temporanei davanti ai cantieri per gli anziani.

In occasione della Giornata della gentilezza, Frattamaggiore ha deciso di regalare ai suoi cittadini più anziani un’occasione unica: il Comune ha installato parklet temporanei davanti ai cantieri edili, permettendo così ai cittadini di osservare i lavori comodamente seduti. I parklet, già presenti lungo il corso principale, in altre vie della città e davanti alla stazione, vengono replicati oggi solo per la gentilezza, trasformando i cantieri in attrazioni temporanee. Vasi con piante spesso dimenticate e appassite completano l’installazione, aggiungendo un tocco grottesco all’insieme.

“Io vengo tutti i giorni a guardare i cantieri, ma oggi è tutta un’altra cosa: posso sedermi e ammirare il cemento con calma”, commenta un signore, mentre altri residenti approfittano delle panchine per fare una pausa, osservando i lavori in corso come se fossero opere d’arte. Il Comune ha precisato che i parklet saranno rimossi già domani, così da non intralciare la normale vita cittadina. Per una giornata, Frattamaggiore dimostra così che, anche tra cemento e ruspe, la gentilezza può trovare spazio… almeno per oggi.

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Giornata della gentilezza. Ladro bussa e si fa aprire invece di forzare la serratura.

Oggi, in occasione della Giornata della gentilezza, un insolito episodio ha fatto sorridere il quartiere di San Foglia la Stretta. Un ladro d’appartamento, invece di procedere con la solita forzatura, ha deciso di bussare educatamente alla porta di un condominio, come se stesse invitato a cena.

La proprietaria di casa, sorpresa dall’insolita cortesia, ha aperto la porta senza esitazioni, permettendo all’uomo di entrare senza scassinare nulla. Testimoni raccontano che il ladro si sia presentato con un sorriso e un “buongiorno”, e abbia persino chiesto se poteva accomodarsi per cinque minuti.

“È stata la cosa più gentile che mi sia mai capitata… e anche la più inquietante”, racconta la signora, ancora incredula. “Non so se complimentarmi o chiamare la polizia”.

Le autorità locali invitano comunque alla prudenza, ma non hanno potuto fare a meno di notare l’impatto positivo dell’evento sul morale del quartiere. In effetti, mai come oggi si era parlato di gentilezza tra vicini… anche se con un pizzico di incredulità.

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Diffuso l’identikit di un cinese: 5.000 sospetti in tutta Italia.

Da quando è stato diffuso l’identikit, la polizia è stata travolta da un vero e proprio tsunami di segnalazioni: oltre 5.000 italiani hanno chiamato convinti di aver riconosciuto il “sospetto”.

“È incredibile”, racconta un agente. “Ogni giorno il telefono squilla senza sosta: ‘Signor agente, credo di conoscere questo cinese… sì, quello lì proprio!’”. Il problema? Spesso quel ‘quello lì’ non ha nulla a che fare con l’identikit: secondo molti cittadini, tutti i cinesi si assomigliano.

Baristi, tabaccai, vicini di casa: chiunque con occhi a mandorla rischia di finire nei 5.000 sospetti. In alcuni casi, persino il panda del parco è stato proposto come possibile colpevole.

La polizia invita alla calma e alla verifica: prima di chiamare, meglio controllare due volte che la persona sospetta non stia solo andando al supermercato o facendo jogging. Intanto, l’identikit viaggia di città in città, trasformando ogni conoscente asiatico in un potenziale “colpevole”, almeno nella fervida fantasia degli italiani.

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