
Quest’anno l’azienda SmileCorp ha deciso di stupire tutti: niente cena di Natale. Una scelta clamorosa, giustificata con la motivazione ufficiale che farebbe arrossire qualunque ufficio di burocrazia, morale aziendale e buonismo da protocollo: “Per il bene del clima aziendale”. Tradotto in parole semplici: i colleghi non dovranno più fingere entusiasmo, partecipare a brindisi obbligatori né scambiarsi sorrisi di circostanza, tutti gesti che negli anni passati avevano trasformato le cene natalizie in vere e proprie prove di sopravvivenza sociale.
“Finalmente qualcuno ha capito che queste scene non servono a nulla, se non a far sembrare tutto più armonioso di quanto sia realmente”, racconta un impiegato sotto anonimato, mentre si gode il raro lusso di non dover assistere al rituale del buonismo forzato.
Secondo fonti interne, le cene aziendali hanno storicamente tre grandi obiettivi: creare spirito di squadra, fornire un’immagine positiva dell’azienda e… dare l’illusione di calore umano. Nella pratica, però, l’unico risultato ottenuto era quello di trasformare tre ore di convivialità in una lunga sequenza di sorrisi obbligatori, brindisi recitati a memoria e conversazioni impacciate, con colleghi che passavano più tempo a studiare vie di fuga che a chiacchierare.
Quest’anno, la direzione ha deciso di rivoluzionare tutto: niente menù da tre portate, niente panettone condiviso, niente tavoli disposti in ordine alfabetico per evitare contatti indesiderati. I dipendenti potranno finalmente godersi la vera atmosfera natalizia senza sentirsi costretti a recitare cordialità: chi preferisce restare a casa, chi in ufficio a lavorare in pace, chi al bar con amici veri. Insomma, tutti vincitori, anche chi non avrebbe mai sopportato di stare tre ore seduto a parlare con colleghi che conosce solo per nome.
Nonostante la decisione possa sembrare stravagante, gli esperti di clima aziendale sembrano approvare: “In fondo, l’obiettivo di ogni cena aziendale dovrebbe essere far star bene le persone. Qui hanno trovato il modo più efficace per farlo: non farla proprio”. E così, per la prima volta nella storia delle cene aziendali di Natale, il vero spirito della festa sembra essere finalmente rispettato: quello di evitare sorrisi finti e brindisi obbligatori, e permettere a tutti di godersi la propria serata… senza recitare.
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









