Volto della Schlein raffigurato su un manifesto elettorale del PD, è polemica.

Non si placano le polemiche dopo la comparsa del volto di Elly Schlein su un manifesto elettorale del Partito Democratico. L’immagine, comparsa nelle scorse ore, ha immediatamente attirato l’attenzione di passanti e utenti sui social, che hanno iniziato a chiedersi il motivo di una scelta definita da molti “inaspettata”.
Secondo alcune fonti interne, il manifesto sarebbe stato affisso “per errore”, mentre altri parlano di una decisione presa “senza pensarci troppo”. Nel giro di poche ore sono arrivate le prime critiche: c’è chi parla di provocazione, chi di comunicazione forzata e chi si dice “confuso ma non sorpreso”.
Il PD non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, limitandosi a far sapere che “si tratta di un’immagine coerente con il progetto politico”. Intanto il manifesto resta al suo posto, osservato con sospetto da elettori e simpatizzanti, mentre sui social c’è chi chiede spiegazioni e chi si chiede semplicemente se fosse davvero necessario.
La vicenda riaccende il dibattito sulla comunicazione politica e sull’uso delle immagini, confermando ancora una volta come anche un semplice manifesto possa diventare motivo di discussione.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Napoli, bimbo senza casco fatto salire sul motorino insieme ad altri quattro per accompagnarlo a scuola.

A Napoli certe regole sono più… flessibili, ma la sicurezza non viene dimenticata del tutto. Il protagonista della giornata è un piccolo studente e un motorino già affollato: sul mezzo erano già in quattro, ma non c’è stato dubbio: per arrivare a scuola in orario, il bimbo senza casco è stato fatto salire anche lui, completando così l’equipaggio a cinque. Un’azione che agli occhi dei puristi della sicurezza potrebbe sembrare un’infrazione, ma qui è stata considerata una vera misura di cuore, con il giusto equilibrio tra rischi e… adrenalina.Da nord, invece, arriva un’altra filosofia: un piccolo studente dimentica il biglietto sull’autobus e… niente salvataggio creativo. L’autista, preciso e rigoroso, lascia il bimbo a terra, costringendolo a tornare a casa sei chilometri sotto la neve. Regole rispettate, sicurezza teoricamente garantita, ma zero calore umano.A Napoli, la priorità è diversa: l’ordine può essere flessibile, ma la scuola va raggiunta, e se servono cinque persone su un motorino per accompagnare un bambino, si fa—con il cuore e un occhio sempre alla strada. D’altronde, la sicurezza “napoletana” ha un codice tutto suo: un mix di prudenza creativa e spirito d’avventura.

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Trump chiama gli autisti di Belluno chiedendo di far salire tutti anche senza biglietto perché fa freddo e c’è la neve.

BELLUNO – Dopo aver raccontato di aver telefonato a Putin per chiedergli di fermare i bombardamenti su Kiev a causa del freddo, Donald Trump avrebbe deciso di intervenire anche su una vicenda italiana. L’ex presidente degli Stati Uniti ha infatti chiamato gli autisti dei pullman di Belluno, chiedendo loro di far salire tutti i bambini, anche senza biglietto, perché fuori fa freddo e c’è la neve.La telefonata sarebbe arrivata dopo il caso di un bambino di Belluno lasciato a terra dal bus e costretto a tornare a casa a piedi in pieno inverno, un episodio che ha fatto discutere in tutta Italia.Secondo quanto riferito, anche in questo caso la chiamata di Trump avrebbe ottenuto il risultato sperato: così come Putin avrebbe accolto l’invito a fermare i bombardamenti per via delle basse temperature, anche gli autisti di Belluno avrebbero preso atto della situazione climatica, riconoscendo che freddo, gelo e neve sono elementi da tenere in considerazione.

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Trump, dopo Putin, chiama il Papa: “Gli ho chiesto di non affacciarsi domenica per l’Angelus per la pioggia. Ha accettato!”

Dopo aver annunciato di aver chiesto a Vladimir Putin di sospendere i bombardamenti su Kiev “per il freddo” — richiesta che il leader russo avrebbe accolto — Donald Trump conferma di aver inaugurato una nuova fase della diplomazia internazionale basata sulle condizioni meteorologiche.
«Quando il tempo è brutto, è buon senso fermarsi», avrebbe spiegato.
Subito dopo la telefonata a Putin, Trump ha contattato il Papa chiedendogli di non affacciarsi domenica dal Palazzo Apostolico per l’Angelus a causa della pioggia. Anche in questo caso, la risposta sarebbe stata positiva. «Meglio evitare», avrebbe fatto sapere il Vaticano.
La strategia non si sarebbe fermata qui. Trump avrebbe poi chiamato Giorgia Meloni invitandola a limitare gli impegni all’aperto: «C’è vento, non è il caso di stare fuori», con la premier che avrebbe preso atto della situazione.
Telefonata anche a Jannik Sinner, a cui l’ex presidente avrebbe consigliato di evitare sforzi eccessivi «finché c’è neve», e a Vasco Rossi, invitato a non esagerare con i concerti «per via dell’umidità».
Chiusa la giornata con una chiamata a Matteo Salvini, Trump avrebbe suggerito di sospendere temporaneamente il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. «Con queste piogge torrenziali e gli smottamenti, meglio aspettare che il terreno si assesti», avrebbe detto, consigliando di rimandare la posa dei piloni «a quando torna il bel tempo, così stanno più dritti».
Trump avrebbe infine ribadito che il metodo funziona: «Se vale per una guerra, vale per tutto. Basta guardare il meteo».

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Achille Lauro a Sanremo, ma come co-conduttore e non come cantante: il pubblico tira un sospiro di sollievo.

Annuncio shock ieri sera in diretta TV al telegiornale: Carlo Conti ha svelato il nome del co-conduttore del prossimo Sanremo. La scelta ha fatto tremare gli spettatori italiani… fino a quando non hanno sentito l’aggiunta salvifica: Achille Lauro sarà presente sul palco, ma non canterà.Il pubblico, inizialmente perplesso e leggermente terrorizzato all’idea di un’eventuale esibizione vocale, ha tirato un vero e proprio sospiro di sollievo. “Ok, è Achille Lauro… ma almeno non canta”, è stato il pensiero unanime che ha attraversato case e salotti.Carlo Conti, consapevole del rischio, ha spiegato che la decisione è stata presa per garantire intrattenimento senza trauma acustico: Achille Lauro potrà parlare, scherzare, condurre, ma il microfono resterà rigorosamente lontano dalla sua voce canora.Insomma, il pubblico accetta la presenza del co-conduttore, anche se non entusiasma del tutto, ma la vera vittoria è che non dovranno ascoltarlo cantare. Sanremo si prepara quindi a un’edizione all’insegna del rischio controllato, dove l’azzardo è solo visivo… e non vocale.

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Sarta costumista entra per un aggiusto al vestito del presentatore e diventa letterina.

Un semplice aggiusto all’abito di scena si è trasformato nel casting più veloce della TV italiana. La protagonista? Una sarta costumista entrata nel camerino di un noto presentatore per sistemare qualche piega dell’abito prima della diretta. Risultato: letterina immediata, senza provini, senza selezioni, senza nulla.
Secondo quanto ricostruito, tutto è nato da un piccolo fraintendimento. Il presentatore avrebbe interpretato l’ingresso della sarta come un segnale di disponibilità extra-professionale. Non appena ha creduto di capire le intenzioni della donna, la decisione è stata fulminea: letterina, bypassando ogni procedura.
La sarta era lì solo per il vestito. Nessuna esperienza televisiva richiesta, solo ago, filo e pazienza. In pochi minuti, l’abito da sistemare è passato in secondo piano, mentre la carriera improvvisata ha preso il sopravvento.
“La selezione è stata rapidissima, praticamente un record”, commentano dalla produzione, sottolineando l’efficienza del sistema TV quando serve. La sarta, ancora sorpresa, sta cercando di capire se continuare a cucire o iniziare a imparare i numeri musicali.
Un episodio che conferma quanto sia flessibile il mondo dello spettacolo: il talento può attendere, la disponibilità interpretata… no.

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Conte propone di rinunciare a metà stipendio per la popolazione della frana: fuga del M5S verso il gruppo Misto.

Roma – Giuseppe Conte ha proposto ai parlamentari del M5S di rinunciare a metà dello stipendio per aiutare gli sfollati della frana.
L’iniziativa, accolta inizialmente con un rispettoso silenzio, ha provocato nelle ore successive un improvviso aumento di interesse verso il gruppo Misto.
Alcuni parlamentari avrebbero chiesto chiarimenti sulla durata del contributo, altri su eventuali alternative “meno drastiche”, mentre diversi esponenti avrebbero riscoperto una vocazione politica “più indipendente”.
Fonti vicine al partito parlano di momenti di forte riflessione, soprattutto al momento di aprire l’app “conto corrente”.

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Mediaset sta perdendo la memoria: dimentica di trasmettere “La vita è bella” il 27 gennaio.

Quest’anno Mediaset ha deciso di celebrare la Giornata della Memoria… dimenticandosi completamente di trasmettere La vita è bella sui suoi canali principali. Chi si aspettava Canale 5 o Italia 1 si è ritrovato a dover cercare Cine34, un canale quasi segreto, perché evidentemente anche la memoria ha bisogno di un po’ di sfida.
I telespettatori non hanno perso tempo: sui social sono piovuti meme, battute e commenti come “No! Non ci credo!” e “La memoria… opzionale”. Mediaset, contattata, ha replicato con un sorriso: “La memoria è importante, ma ogni tanto ci concediamo qualche momento di smemoratezza”.
Nel frattempo, i più volenterosi hanno già pianificato strategie alternative: registrare Cine34, convincere amici, o semplicemente ricordarsi da soli la bellezza del film. Perché, a volte, la memoria non ha bisogno della TV… basta un po’ di buon senso e qualche popcorn.

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Preside di Caivano intercetta i figli della famiglia del bosco e li porta in classe.

CAIVANO – Non si ferma davanti a nulla la preside di Caivano, ormai nota per andare casa per casa a recuperare gli studenti assenteisti. Dopo aver bussato a portoni, citofoni rotti e cancelli arrugginiti, nelle ultime ore avrebbe esteso la sua missione anche al bosco.
Secondo quanto trapela, la preside avrebbe individuato i figli della famosa famiglia che vive isolata tra gli alberi e che da tempo non mandava i bambini a scuola. Dopo un breve sopralluogo tra sentieri, radure e capanne, li avrebbe intercettati e accompagnati direttamente in classe.
Testimoni parlano di bambini arrivati a scuola con scarponi, zaini improvvisati e una discreta conoscenza della fauna locale, ma perfettamente in orario per la prima ora.
«Non importa dove vivi, l’importante è presentarsi in classe», avrebbe commentato la preside, mentre controllava il registro.
La famiglia, sorpresa ma collaborativa, avrebbe chiesto solo una cosa: che i figli tornino a casa prima del tramonto, “perché nel bosco si fa buio presto”.
Fonti vicine alla scuola fanno sapere che la preside starebbe già studiando nuove mappe: “Non risultano ancora studenti nascosti sottoterra o sugli alberi, ma non si esclude nulla”.

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Napoletani tifosi juventini restano chiusi in casa tutta la notte per festeggiare la vittoria della Juve.

Napoli – Mentre la Juve trionfa a Torino contro il Napoli, alcuni tifosi bianconeri locali hanno scelto un festeggiamento decisamente… singolare. Secondo testimoni, infatti, i napoletani tifosi della Juve hanno passato l’intera notte chiusi in casa, con tapparelle abbassate e luci spente, in una sorta di rito solitario per celebrare la vittoria.
“Non potevo rischiare di farmi vedere”, racconta un giovane tifoso, “qui intorno tutti tifano Napoli, sarebbe stato troppo imbarazzante”. E così, tra divani, televisori e urla soffocate nel cuscino, i bianconeri locali hanno inventato un nuovo modo di tifare: il tifo in isolamento.
Secondo fonti locali, la serata tipo prevede urla contenute, applausi sotto i cuscini e qualche esultanza mentale nei momenti decisivi della partita. “A un certo punto ho persino parlato al televisore per non farmi sentire dal vicinato”, confessa un altro tifoso, ridendo amaramente.
Gli esperti di sociologia calcistica definiscono la scena “un dramma comico”: da un lato la passione travolgente dei tifosi napoletani per il Napoli, abituati a scendere in piazza e celebrare ogni gol con cori e abbracci, dall’altro l’inadeguatezza dei napoletani tifosi della Juve, incapaci di godersi la vittoria in maniera socialmente accettabile.
Intanto, in città si è già diffusa la leggenda del “napoletano bianconero notturno”, l’unico capace di festeggiare una vittoria della Juve… chiuso in casa, da solo, e con tapparelle abbassate.

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