Troppe borseggiatrici incinte per sfuggire al carcere: la metro inaugura carrozze rosa per farle operare in tutta sicurezza.

A Roma la situazione ha raggiunto livelli senza precedenti: il numero di borseggiatrici incinte è esploso negli ultimi mesi. Secondo fonti interne, molte di loro avrebbero scelto la maternità come strategia per sfuggire al carcere e alle sanzioni, approfittando delle leggi a tutela delle lavoratrici in dolce attesa.
Per far fronte al fenomeno, la metro capitolina ha inaugurato le carrozze rosa, dedicate esclusivamente alle borseggiatrici incinte. All’interno di questi vagoni, le future mamme possono continuare a lavorare senza rischiare nulla: sedili ergonomici, corrimano rinforzati e percorsi a rischio ridotto permettono loro di operare in piena tranquillità.
“Abbiamo pensato a tutto”, dichiara un portavoce della metro, “dalla pausa caffè certificata ai cartellini maternità, fino alla playlist rilassante obbligatoria: così le borseggiatrici incinte possono svolgere le loro attività senza alcun pericolo.”
Fonti interne confermano l’effetto immediato: le borseggiatrici sorridono, la metro è più organizzata e i passeggeri… beh, i passeggeri stanno ancora cercando di capire se stanno vivendo un telegiornale o un sogno surreale.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Atleta azzurra vince l’oro nonostante l’anno scorso non abbia subito nessuna frattura: miracolo olimpico.

È successo l’impensabile: un’atleta italiana ha conquistato l’oro alle Olimpiadi Invernali senza aver subito alcuna frattura nell’ultimo anno. Un evento così eccezionale da far tremare fisioterapisti, allenatori e statistici, abituati a considerare i traumi pre-competizione come quasi un requisito olimpico.
“È incredibile… è sana, non ha avuto gessi, stampelle o convalescenze da raccontare”, ha dichiarato il direttore tecnico, visibilmente confuso. “Non sappiamo se sia un miracolo o se dobbiamo ricontrollare tutti i calendari delle fratture italiane.”
Storici dello sport e medici confermano: mai prima d’ora una vittoria azzurra era stata ottenuta senza traumi preparatori. “Solitamente, il percorso per salire sul podio include almeno un piccolo incidente, qualche settimana di riposo forzato e una buona dose di fisioterapia fashion”, spiega un ex medagliato, scuotendo il capo.
La federazione italiana ha già aperto un comitato straordinario per analizzare il fenomeno, definito “miracolo olimpico” e “evento unico nel mondo dello sport italiano”. Nel frattempo, i fan sui social commentano increduli: “Non ci posso credere… ha vinto senza nemmeno un gesso!”
Intanto, allenatori e fisioterapisti iniziano a chiedersi se ci sia un nuovo manuale olimpico da aggiornare: forse, senza fratture, non si è davvero pronti a vincere.
Ma una cosa è certa: questo oro resterà nella storia… e forse anche nelle teorie scientifiche su come si diventa atleti italiani vincenti.

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Breve video di 3 giorni e 14 ore chiarisce in parole semplici le ragioni del si e del no al referendum.

C’è chi ci prova, e chi ci riesce… più o meno.
Un misterioso utente, definito dagli addetti ai lavori “quello che più o meno ha capito cosa cambia con il referendum sulla separazione delle carriere”, ha deciso di mettersi a disposizione degli italiani confusi. Come? Con un breve video di soli 3 giorni e 14 ore, pubblicato in rete per chi ancora non ha la minima idea di cosa significhi votare sì o no.
Secondo alcune fonti vicine al protagonista, il video spiegherebbe le differenze in “parole semplici”. Gli esperti dubitano fortemente, considerando la durata del filmato e il fatto che in più punti lo spettatore rischia di perdere il filo mentre tenta di distinguere tra sì e no. “Ho provato a guardarlo tutto, ma dopo 27 ore ho iniziato a discutere con il divano”, ha confessato un utente anonimo.
Il contenuto, stando alle prime testimonianze, alterna grafici improbabili, schemi contorti e metafore surreali, con picchi di ironia involontaria degni di un manuale di caos applicato alla politica. Alcuni spettatori hanno segnalato che, dopo circa 2 giorni, il video inizia a produrre effetti collaterali: leggere vertigini cognitive e confusione cronica.
Nonostante questo, il video ha già riscosso un certo seguito tra gli elettori più disperati: si stima che chi lo guarda dall’inizio alla fine sviluppi un raffinato senso del dubbio esistenziale, e in alcuni casi, una nuova abilità: capire che più si cerca di capire, più le idee diventano confuse.
Intanto, il misterioso autore del video ha annunciato: “Sto preparando la versione estesa, da 5 giorni e 8 ore, con spiegazioni per chi ha ancora meno chiaro cosa votare”. Gli analisti politici italiani tremano all’idea.

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Corteo di Carnevale degenera: colpito con un martelletto il bambino vestito da poliziotto.

SAN FOGLIA LA STRETTA (TO) – Doveva essere un allegro corteo di principesse, supereroi e dinosauri fluorescenti. È finito con un comunicato ufficiale del Comitato Genitori Preoccupati e un bambino travestito da poliziotto medicato con un cerotto a tema Peppa Pig.
Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo agente – completo di cappellino blu e fischietto incorporato – avrebbe tentato di “regolare il traffico” dei monopattini all’ingresso dell’oratorio. Un gesto considerato “provocatorio” da alcuni bambini travestiti da manifestanti professionisti, i quali avrebbero reagito gridando slogan tipo:
“Giù le mani dai coriandoli!”
“Libertà per i peluche!”
La situazione è precipitata quando uno dei partecipanti, armato di martelletto di plastica (modello “Gioca e Distruggi”), ha colpito il piccolo poliziotto alla spalla sinistra, provocandogli un danno stimato in due secondi di pianto e tre di indignazione.
Testimoni riferiscono che alcuni bambini avrebbero giustificato il gesto dichiarando:
“Stiamo solo emulando i grandi, lo fanno pure loro ai cortei veri.”
Gli organizzatori hanno immediatamente sospeso la sfilata e istituito un tavolo di confronto tra il bambino vestito da drago, quello da astronauta e il leader del gruppo “Anarchici del Triciclo”.
Intanto il piccolo poliziotto, visibilmente scosso, ha dichiarato:
“Stavo solo cercando di far rispettare il senso unico dell’altalena.”
Gli esperti di dinamiche carnevalesche parlano di un fenomeno sempre più diffuso: bambini che, osservando il mondo degli adulti, decidono di riproporlo fedelmente… ma in formato miniatura e con accessori color pastello.
Forse i bambini non inventano nulla. Ci guardano, copiano… e poi trasformano tutto in una versione più piccola, ma incredibilmente somigliante alla nostra.
E se a Carnevale finiscono a martellate con un giocattolo, forse il problema non è il martelletto.

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A Carnevale travestono il figlio da Putin e lui pretende che i bambini del parco gli diano i loro giochi.

Oggi al parco giochi, durante la festa di Carnevale, un piccolo di cinque anni ha dimostrato come anche i più giovani possano avere ambizioni… geopolitiche. Vestito da Vladimir Putin, completo militare in miniatura e sguardo da statista, il bambino ha deciso di esercitare la sua autorità su tutti gli altri presenti.Secondo i testimoni, appena messo piede nel parco, il piccolo Putin ha iniziato a pretendere che tutti gli altri bambini gli consegnassero i loro giochi: dalle macchinine ai pupazzi, fino alle palette e secchielli. Nessuna trattativa è stata accettata, e chi provava a discutere veniva guardato con uno sguardo glaciale degno di un vero leader internazionale.“Io pensavo fosse solo un travestimento carino per Carnevale”, raccontano i genitori tra risate e preoccupazione, “ma appena ha visto i giochi degli altri ha cominciato a trattare come se fosse un summit mondiale”. Alcuni bambini hanno tentato di resistere, organizzando improvvisati “alleati” per difendere le proprie proprietà, ma il piccolo Putin è riuscito a ottenere tutto ciò che voleva, lasciando dietro di sé un cortile pieno di coriandoli e di pupazzi… conquistati.Tra risate, coriandoli e stelle filanti, il Carnevale al parco si è trasformato in una vera e propria simulazione geopolitica, con un bimbo leader pronto a impadronirsi di ogni gioco disponibile, dimostrando che a volte la politica internazionale si può capire anche… in miniatura.

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Lucchetti dell’amore eterno troppo pesanti sul ponte: il Comune li rimuove con la tronchese. 20.000 coppie si separano.

San Foglia La Stretta (FI) – Da un film romantico è nata la moda dei lucchetti sui ponti: grandi, piccoli, colorati, lasciati dalle coppie come simbolo del loro amore eterno. A San Foglia La Stretta, però, qualcuno ha preso l’idea troppo sul serio.
Il ponte del paese, meta romantica di centinaia di innamorati, è stato letteralmente sommerso di lucchetti. Il peso era talmente eccessivo che il Comune non ha potuto fare altro che intervenire: una squadra di tecnici armati di tronchese ha cominciato a spezzare ogni singolo lucchetto.
Il risultato? Nella serata stessa, proprio nel giorno di San Valentino, si è verificato l’inaspettato: 20.000 coppie si sono separate, sconvolte dal trancio dell’“amore eterno”. Secondo alcuni testimoni, molti giovani sono stati visti piangere davanti ai resti metallici dei loro simboli sentimentali, mentre altri hanno tentato di rimettere insieme i pezzi con nastro adesivo, senza successo.
“Pensavamo fosse per sempre”, ha raccontato un anonimo ex-innamorato, “poi è arrivata la tronchese e tutto è finito”. Il sindaco ha rassicurato i cittadini: «Il ponte è salvo, le coppie… beh, quelle dovranno arrangiarsi».
A quanto pare, l’incantesimo del lucchetto tagliato ha dimostrato che, forse, l’amore eterno è un po’ più fragile di quanto si pensi.

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Agenti indagati ogni volta che sparano. Pistole vere sostituite con quelle ad acqua. Soddisfazione del sindacato.

Dopo anni di polemiche e indagini contro poliziotti e carabinieri costretti a reagire a malintenzionati armati, il Governo ha finalmente trovato la soluzione definitiva: le armi da fuoco saranno sostituite con pistole ad acqua.Secondo quanto previsto dal nuovo Decreto Sicurezza, gli agenti potranno “sparare” senza rischiare indagini per reato di omicidio, anche quando si trovano davanti a criminali armati. Ovviamente, l’uso di queste nuove pistole ad acqua richiede attenzione e precisione: l’acqua contenuta deve essere batteriologicamente pura, povera di sodio, ricca di sali minerali e soprattutto alla temperatura ideale, né troppo fredda né troppo bollente, per evitare danni o traumi a chi riceve lo schizzo.Le nuove dotazioni hanno già ricevuto l’approvazione del sindacato di polizia, che si dice finalmente soddisfatto: “Dopo anni di richieste ignorate, con questo Decreto i nostri agenti sono protetti e possono fare il loro lavoro senza rischiare guai legali”, ha dichiarato un rappresentante.Il Ministero della Sicurezza assicura che ogni pistola ad acqua sarà testata singolarmente, così da garantire una spruzzata efficace ma sicura, capace di fermare un malintenzionato senza provocare danni permanenti. Secondo fonti interne, le prime consegne sono previste entro il prossimo mese, in attesa di vedere se anche i rapinatori si adegueranno alla nuova “armamentaria”.

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Ladro si arrampica sul pluviale e cade: condominio costretto a risarcirlo perché il tubo non era a norma.

FRATTAMAGGIORE – Succede nei parchi di via Siepe Nuova, dove ormai i furti in appartamento sono diventati più puntuali della raccolta differenziata. Quasi ogni sera un balcone viene preso di mira da ladri specializzati nell’arrampicata libera su tubo pluviale, disciplina che – a quanto pare – permette di raggiungere senza problemi anche il quarto e il quinto piano.
Secondo i residenti, “salgono come scimmie”. Anzi, con più sicurezza.
L’ultimo episodio ha però ribaltato la situazione: uno dei ladri, durante la scalata, è precipitato a causa di un pluviale “non a norma”. Dopo le cure del caso, è arrivata anche la sorpresa per il condominio: risarcimento danni per mancata manutenzione del tubo.
Ma non è finita qui.
Negli ultimi mesi i proprietari si sono attrezzati. Telecamere ovunque. Peccato che riprendano in alta definizione i voli degli uccelli, il passaggio delle nuvole e perfino una foglia sospetta… ma quando parte l’arrampicata notturna, improvviso “errore di sistema”.
Altri hanno installato antifurti con sirene talmente potenti da sembrare il decollo di un aereo. In un caso, il ladro che stava scavalcando il balcone ha riportato seri problemi all’udito. Risultato? Anche lì richiesta danni per trauma acustico.
“Decibel eccessivi”, avrebbe stabilito la perizia.
C’è poi la strategia delle luci sempre accese per scoraggiare i malintenzionati. Peccato che, secondo alcuni residenti, l’illuminazione costante abbia migliorato la visibilità dei punti deboli di porte e finestre, facilitando l’operazione.
“Almeno vedono bene dove forzare”, commenta un condomino con filosofia.
Intanto in via Siepe Nuova cresce la preoccupazione. Non tanto per le arrampicate, ormai quasi uno sport serale, ma per il timore che presto venga chiesto il certificato di agibilità anche ai balconi.
Nel frattempo i residenti valutano nuove soluzioni: pluviali scivolosi, balconi retrattili o corsi di formazione per installare tubi “a prova di ladro, ma a norma per eventuali cadute”.
A Frattamaggiore, ormai, il problema non è se il ladro entra.
È se, uscendo, può chiedere il rimborso.

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Sanremo. Conti chiede alla sinistra nomi di comici per la co-conduzione, Renzi e Schlein si fanno avanti… solo per dare i nominativi.

Dopo lo scandalo Pucci, il comico definito “di destra” che ha preferito rinunciare a Sanremo per evitare ulteriori minacce e polemiche, Carlo Conti ha deciso di prendere precauzioni extra per non ripetere la situazione.
Così, con decisione da vero diplomatico, Conti ha fatto ciò che sembrava il passo più logico: ha chiesto direttamente alla sinistra di fornire i nomi dei comici da poter eventualmente chiamare alla co-conduzione. Insomma, se qualcuno poteva garantire che nessun comico “di destra” creasse scandalo, era proprio la sinistra.
E qui scatta il colpo di scena degno di un varietà grottesco: Renzi e Schlein si fanno avanti, ma attenzione, non perché vogliano salire sul palco a far ridere il pubblico o cimentarsi in battute comiche da co-conduttori. No, loro si fanno avanti solo per suggerire i nomi dei comici, giusto per aiutare Conti a non commettere errori.
Peccato però che Carlo Conti, forse troppo abituato a gestire il caos, abbia frainteso l’intera scena. Nel suo mondo parallelo, Renzi e Schlein non stavano fornendo indicazioni, ma stavano candidandosi come i comici stessi. E così, il festival più serio d’Italia rischia per un attimo di trasformarsi in uno sketch surreale: due politici storici considerati di sinistra che, nella mente del conduttore, si improvvisano comici da co-conduzione.
Il risultato? Una situazione paradossale e perfettamente ironica, che conferma un principio apparentemente semplice ma fondamentale: se qualcosa ha anche solo un sospetto di destra, la sinistra non approva. E se chiedi loro aiuto… beh, puoi ritrovarti a pensare che Renzi e Schlein stiano preparando il loro numero comico mentre in realtà stavano solo facendo il loro lavoro di “consiglieri del buonumore”.

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Cittadina di Torino: “Ho sentito Laura Pausini cantare l’inno con la TV spenta, direttamente da Milano”.

Ieri sera, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali, Laura Pausini ha reinterpretato l’inno nazionale in un modo che ha lasciato molti telespettatori a bocca aperta… e altri decisamente con le mani nei capelli. Tra chi ha commentato sui social spicca Nicoletta Lucheroni, cittadina di Torino, che ha raccontato la sua esperienza unica: “Ho sentito Laura Pausini cantare l’inno con la TV spenta, direttamente da Milano”.
Secondo Nicoletta, non c’era bisogno di guardare lo schermo: Paulsini urlava e vibrava così tanto da farsi sentire a chilometri di distanza, trasformando l’inno di Mameli in qualcosa di più simile a un singolo pop di Sanremo in modalità “volume massimo e microfono rotto”.
Il pubblico italiano, intanto, si è diviso tra chi ha apprezzato la performance “energica” e chi ha espresso sincero sgomento. Ma Nicoletta, con il suo ironico commento, ha immortalato la vera esperienza olimpica: alcune cose sono così potenti che basta sentirle nell’aria, anche con la TV spenta, per capire che l’inno c’è… o qualcosa che gli somiglia molto.

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