Cerimonia d’apertura, Pausini canta l’inno: il pubblico lo riconosce solo grazie allo speaker che invita ad alzarsi.

Ieri sera, alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali, milioni di italiani erano pronti a cantare l’inno di Mameli con mano sul cuore. Peccato che Laura Pausini avesse deciso di reinterpretarlo in versione… Sanremo. Ritornello incluso? Non proprio, ma l’effetto era simile: tonalità pop, vibrato a effetto e qualche nota che sembrava sospesa nel vuoto spazio-temporale.
A salvare il patriottismo nazionale ci ha pensato lo speaker, eroe invisibile dell’evento, che ha chiesto al pubblico di alzarsi in piedi. Senza di lui, è probabile che molti avrebbero applaudito pensando di assistere a un nuovo singolo della cantante, mentre l’inno nazionale scivolava via inosservato.
Il pubblico a casa ha quindi imparato una nuova lezione: il patriottismo può sopravvivere a qualsiasi reinterpretazione, purché qualcuno abbia il coraggio di dirti di alzarti. I social, come prevedibile, si sono divisi tra chi ha apprezzato la performance “leggera” e chi ha implorato Mina di materializzarsi per restituire lustro all’inno.
Intanto, fonti non ufficiali parlano di un piccolo crollo del patriottismo in percentuale non dichiarata, direttamente proporzionale alla distanza tra il vibrato di Pausini e quello di Mameli.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Cerimonia d’apertura, telespettatori si aspettavano l’inno: Pausini propone il singolo per Sanremo.

Ieri sera, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali, milioni di telespettatori italiani si sono ritrovati davanti allo schermo pronti a cantare l’inno nazionale con mano sul cuore. Peccato che Laura Pausini avesse altri piani.
Al posto di un’esecuzione solenne e patriottica, l’artista ha deciso di presentare quella che molti spettatori hanno subito definito “una canzone inedita, pronta per Sanremo”. Ritornello incluso, tonalità pop modulata per le hit radiofoniche, e coreografia immaginaria per il televoto che, naturalmente, non è mai arrivato.
Il pubblico a casa, come prevedibile, è rimasto spiazzato: alcuni hanno cercato il numero da digitare sul telecomando per votare la nuova hit, altri hanno afferrato il loro smartphone per cercare il testo su Google. Qualcuno, forse troppo emotivo, ha cercato di battere le mani a tempo, come se stesse applaudendo a un talent show.
I commenti sul web non si sono fatti attendere. Tra chi invoca Mina per “restituire lustro e gloria all’inno” e chi si limita a scrivere “mai sentito un inno così”, la rete si è trasformata in una vera e propria sala prove di Sanremo.
Intanto, negli studi della Rai, nessuno ha confermato se la Pausini abbia in programma di mandare il brano direttamente in gara il prossimo anno. I telespettatori, invece, hanno già preparato il televoto immaginario, convinti che la prossima volta anche l’inno dovrà passare dalle selezioni dei giudici.

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Atleta coreano manda video ai follower mostrando la ‘piscina olimpica’ in camera: era il bidet.

CORTINA‑MILANO – Tra discesa libera, slalom e staffette di pattinaggio, c’è un evento che ha catturato l’attenzione dei social più delle gare: il bidet del villaggio olimpico.A scoprirlo è stato un atleta coreano, che, non capendo l’oggetto misterioso presente in ogni bagno, ha deciso di documentare la cosa per i follower a casa. Nel video, il campione indica con entusiasmo quello che definisce “la piscina olimpica in miniatura”, facendo zoom sul getto dell’acqua e dimostrando grande ammirazione per la “tecnica italiana”.Peccato che la “piscina olimpica” non fosse altro che il bidet, da sempre ignoto a molti atleti stranieri. Il video ha rapidamente fatto il giro dei social, con commenti tra il divertito e lo sbalordito:“Wow, qui hanno davvero tutto… persino una fontana privata!”“È la spa privata del villaggio?”“Ma come si fa a entrare?”Secondo alcune fonti interne al villaggio, l’atleta avrebbe poi chiesto al suo allenatore di mostrare la “piscina” a tutti i compagni di squadra, scatenando una vera e propria esplorazione dei bagni tra i corridoi dell’albergo.Gli addetti ai lavori del villaggio olimpico, ormai abituati a fraintendimenti di ogni tipo, hanno commentato:“È la prima volta che vediamo un bidet diventare protagonista olimpico, ma ormai ci stiamo abituando.”Nel frattempo, il video continua a circolare, trasformando quello che sarebbe dovuto essere un momento di privacy in un cult virale tra gli appassionati di sport invernali. E chissà, forse il bidet diventerà la vera medaglia d’oro di Milano‑Cortina 2026.

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Olimpiadi invernali, campione di curling perfeziona la tecnica guardando il personale dell’hotel lucidare il parquet.

Olimpiadi invernali – Sorpresa a cinque stelle nel mondo del curling: il campione italiano Luca Ghiaccioli è stato avvistato nell’hotel olimpico mentre prendeva appunti e osservava attentamente il personale di servizio alle prese con il parquet appena lucidato.
Secondo fonti non confermate, l’atleta avrebbe dichiarato:
“Stavo cercando un modo per migliorare lo scivolamento della pietra. Ho visto i ragazzi del personale usare movimenti circolari perfetti… e ho pensato: perché non provare anche io?”
Testimoni raccontano scene quasi surreali: il campione in completo tecnico, scopa in mano, cercava di imitare i gesti di lucidatura dei dipendenti, mentre questi ultimi, ignari, continuavano il loro lavoro come se nulla fosse.
La federazione di curling ha già aperto un’inchiesta interna, tra il serio e il divertito:
“Se questa tecnica porterà medaglie o solo parquet lucidi… ancora non lo sappiamo”
Intanto, i social esplodono di meme, e si parla già di inserire nel manuale ufficiale della nazionale la sezione: “Osservare addetti alle pulizie: la nuova frontiera del curling”.
Al momento, l’hotel ha chiesto ai giornalisti di prestare attenzione: alcune camere stanno ancora asciugando, e il personale minaccia di far pagare la tassa sul parquet lucido.

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Turista risparmia il biglietto da 2€ alla Fontana di Trevi: li lancia direttamente nella fontana… e il desiderio si avvera lo stesso.

Roma – È entrata in vigore la novità dell’anno: per avvicinarsi alla Fontana di Trevi e fare la classica foto con lancio della monetina, i turisti devono pagare 2€. Un gesto che, secondo gli ideatori, “aiuterà a gestire la folla e a finanziare la manutenzione”. Peccato che, a quanto pare, gli introiti erano già abbastanza consistenti, considerando le tonnellate di monetine che i visitatori continuano a buttare dentro la fontana ogni giorno.
Ma un turista astuto ha deciso di mettere alla prova la magia della Trevi: invece di pagare il biglietto, ha preso direttamente i 2€ che avrebbe speso per entrare e li ha lanciati da lontano. Miracolo! Il desiderio si è avverato lo stesso. “È incredibile,” ha commentato, “non serve spendere 2€ per avvicinarsi: la fontana funziona anche a distanza.”
Il gesto ha già fatto il giro dei social, suscitando reazioni tra il riso e l’incredulità: alcuni lodano l’astuzia, altri si chiedono perché in Italia bisogna inventarsi biglietti per tutto, anche quando il business era già florido. Intanto, altre opere culturali del Paese cadono a pezzi, lasciate al loro destino senza manutenzione, ma la Fontana di Trevi, sempre spettacolare, continuerà a far guadagnare centesimi e sogni a volontà.
In fondo, una lezione c’è: in Italia, certe priorità sembrano sempre un po’… all’incontrario. Ma almeno i desideri dei turisti continuano a realizzarsi, anche a distanza di sicurezza.

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Troppi fedeli a San Lorenzo in Lucina: volto della Meloni rimosso per eccesso di devozione.

Roma – Il piccolo affresco che raffigurava un angelo con il volto della Meloni è stato rimosso dai muri di San Lorenzo in Lucina dopo che la folla di fedeli ha superato ogni previsione. Fonti interne alla chiesa parlano di veri e propri ingorghi spirituali: “Non riuscivamo più a far passare le processioni, la gente si fermava solo per fare selfie davanti all’angelo”, racconta un prete visibilmente stanco.
Il parroco ha così deciso di intervenire drasticamente: cancellare il volto dell’angelo. “È stato un atto di misericordia”, spiegano, “perché la devozione era diventata… ingestibile”. Alcuni fedeli hanno provato a protestare, lamentando che ora manca il loro “punto di riferimento celestiale”, ma la chiesa assicura che l’angelo tornerà, magari con un volto neutro o, si ipotizza, con quello di un santo di fantasia.
Nel frattempo, i turisti continuano a fare la fila per vedere ciò che resta dell’affresco, scoprendo che l’arte sacra può essere tanto impegnativa quanto il traffico romano.

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Multato per pass falso: prova a dimostrare ai vigili che è disabile scappando in sedia a rotelle.

Frattamaggiore – È successo quello che in pochi si sarebbero aspettati: un cittadino, nel tentativo di evitare il pagamento del grattino, ha parcheggiato utilizzando un contrassegno dei disabili… falso.
I vigili urbani, attenti come falchi, hanno subito notato l’illecito e, con precisione chirurgica, hanno multato e denunciato il furbetto. Ma la vicenda ha preso una piega ancora più grottesca: per convincere gli agenti della sua “vera disabilità”, il protagonista ha cercato di allontanarsi in sedia a rotelle, dimostrando un entusiasmo atletico degno di una maratona olimpica.
“La scena era surreale”, raccontano i testimoni. “Un momento cercava di spiegare ai vigili che il contrassegno era autentico, e l’attimo dopo sfrecciava in sedia a rotelle come se partecipasse a una gara di velocità.”
Alla fine, la legge ha avuto la meglio, il contrassegno falso è stato sequestrato e il cittadino denunciato. I vigili, invece, sono tornati alle loro postazioni, probabilmente ancora ridendo per l’insolito tentativo di fuga.
Un episodio che resterà negli annali di Frattamaggiore: falso contrassegno, fuga improbabile e morale della storia chiara per tutti: se vuoi parcheggiare gratis, meglio correre… ma con le gambe giuste.

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Polonia, boom di targhe italiane tra i milionari: pagano assicurazioni altissime per ostentare ricchezza.

In Polonia sta prendendo piede una nuova forma di ostentazione del lusso che sta facendo discutere sociologi, commercialisti e persone con il conto in rosso: circolare con targhe italiane.
Secondo alcune fonti locali, sempre più milionari polacchi starebbero intestando le proprie auto a società italiane pur di pagare assicurazioni altissime, considerate ormai uno status symbol.
“Pagare poco è da poveri, pagare tanto è da vincenti”, avrebbe dichiarato un imprenditore mentre firmava una polizza che supera il valore dell’auto.
Il fenomeno rappresenta l’esatto opposto di quanto avviene a Napoli, dove per anni le targhe straniere sono state utilizzate come escamotage dai ceti meno abbienti per risparmiare sull’assicurazione e rendersi praticamente introvabili in caso di multa.
Là si cercava di pagare meno possibile, qui si fa a gara a pagare di più.
In Polonia, invece, la targa italiana è diventata un simbolo di successo: più l’assicurazione è cara, più il proprietario viene percepito come ricco, potente e leggermente irresponsabile.
Alcuni parcheggi di lusso espongono ormai solo auto con targhe italiane, “per non mischiarci con chi paga il giusto”, spiegano.
C’è chi parla già di nuove tendenze estreme: assicurazioni rinnovate due volte l’anno, massimali inutilmente alti e sinistri immaginari “solo per aumentare il premio”.
“Quando vedo l’addebito dell’assicurazione mi sento vivo”, racconta un magnate visibilmente commosso.
Intanto a Napoli c’è chi osserva incredulo: per anni si è cercato di scappare dai costi, ora c’è chi li rincorre.
Due mondi opposti, un’unica certezza: l’assicurazione resta il vero indicatore di classe sociale.

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Sanremo, tra i co-conduttori anche l’autista del pullman di Belluno: a rischio lo share che potrebbe “scendere”.

Sanremo – Conti sorprende tutti: accanto a Can Yaman, sul palco ci sarà anche l’autista del pullman di Belluno, celebre per aver fatto scendere un bambino al momento giusto.“Il suo tempismo è leggendario”, ha spiegato Conti. “Ma con lui alla co-conduzione, lo share potrebbe… scendere”.Il palco sarà adattato con rampe e gradini simbolici, così ogni passo dell’autista ricorda al pubblico che a volte scendere dal pullman è più importante di salire sul podio.Gli spettatori online già commentano: “Chi guiderà lo share, Can Yaman o l’autista? Non ci resta che guardare”.

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Il Governo corre ai ripari: manifestazioni autorizzate solo se fatte nelle arene.

Dopo l’ennesimo weekend di proteste con feriti e caos urbano, il Governo ha deciso di correre ai ripari. Da oggi, le manifestazioni saranno autorizzate solo se svolte nelle arene, con tanto di recinzioni, tribune e, per chi osa scontrarsi, elmi e scudi protettivi.
“È l’unico modo per garantire sicurezza… e un minimo di spettacolo”, spiegano fonti di Palazzo Chigi. Ogni manifestazione dovrà prevedere ingressi regolamentati, percorsi obbligati e, secondo indiscrezioni, persino un giudice di gara che valuterà la correttezza dei cori e degli striscioni.
I primi eventi “arenali” sono già in programma: dai cortei contro le tasse alle proteste per il caldo, tutti dovranno prenotare il proprio posto e indossare la divisa fornita dal Comune. Non è chiaro come si gestiranno i fischi o gli applausi, ma il Ministero assicura che “saranno assegnati punti extra per il tifo rispettoso”.
Critici e opposizione si interrogano su come manifestare contro la legge stessa: anche i cortei di protesta contro la stretta dovranno essere spostati nelle arene. Intanto, le prenotazioni per le prime manifestazioni stanno già esaurendo i posti: sembra che la nostalgia dei tempi dei gladiatori abbia colpito duro.

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