
SANREMO – Non per la musica. Non per il testo. Non per il ritornello.
Ma per l’orologio.
Secondo indiscrezioni interne, durante la fase di selezione dei brani, Carlo Conti avrebbe eliminato una canzone in gara dopo aver letto il numero degli autori: 27.
Il problema non era artistico. Il problema era logistico.
Come noto, durante la presentazione di ogni brano al Festival, il conduttore legge uno per uno i nomi degli autori di testo e musica. Una prassi normale. Ma nel caso specifico, l’elenco occupava più spazio del regolamento.
“Solo per dire tutti i nomi in apertura rischiamo di andare oltre l’una”, avrebbe fatto notare Conti guardando l’orologio.
E l’orologio, per lui, non è un dettaglio.
Fin dalle prime serate di questo Festival, il conduttore sta dimostrando una gestione quasi chirurgica dei tempi: interventi rapidi, monologhi asciutti, scaletta serrata. L’obiettivo dichiarato è chiudere in un orario umano, intorno all’una, massimo poco oltre. Senza derive notturne.
Una linea nettamente diversa rispetto alle edizioni condotte da Amadeus, dove la finale spesso salutava il pubblico tra le 4:30 e le 5 del mattino, quando anche i coristi iniziavano a fare colazione.
Nel brano escluso, invece, il rischio era concreto: 27 autori significavano 27 nomi, 27 cognomi, eventuali doppi cognomi, possibili nomi d’arte e almeno due pause per respirare.
“Non possiamo permetterci un elenco che dura più della canzone”, sarebbe trapelato dall’entourage.
Il pezzo, assicurano, era valido. Ma il tempo è tempo.
E a Sanremo, quest’anno, il tempo si rispetta.
Anche a costo di sacrificare una virgola. O ventisette firme.
https://www.facebook.com/giginogaudino/
P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









