Il candidato del cambiamento svela la prima novità: sostituire la targa “Dott. Del Prete Sindaco” con una identica.

FRATTAMAGGIORE — Prime indiscrezioni sul programma del candidato del cambiamento e già emerge quella che potrebbe essere la prima grande opera del prossimo mandato.
Intervistato sulla prima cosa che intende cambiare una volta eletto sindaco, il candidato avrebbe infatti indicato senza esitazioni la targhetta fuori dal proprio ufficio.
Attualmente sulla targa è riportata la scritta:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Dopo l’intervento annunciato, la nuova targa riporterà invece:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Una novità che, secondo gli esperti, potrebbe sfuggire anche agli osservatori più attenti.
La sostituzione sarebbe stata accolta con entusiasmo da molti cittadini.
“Finalmente il cambiamento che aspettavamo”, avrebbe commentato qualcuno cercando inutilmente di individuare le differenze tra la vecchia e la nuova versione.
Altri residenti si sarebbero invece mostrati più prudenti.
“Cominciamo bene”, avrebbe osservato un cittadino. “Ancora non si è insediato e già vuole spendere soldi pubblici per sostituire una targa perfettamente funzionante con una identica.”
Secondo indiscrezioni, il Comune starebbe valutando di organizzare una cerimonia ufficiale per la rimozione della vecchia targa e l’installazione della nuova.
Per evitare contestazioni, le due targhe verranno esposte una accanto all’altra così che i cittadini possano apprezzare l’entità del cambiamento.
L’operazione dovrebbe durare pochi minuti, gran parte del tempo sarà infatti dedicata a spiegare quale delle due sia quella nuova.
Nel frattempo a Frattamaggiore continua il dibattito politico.
Da una parte chi sostiene che la città abbia bisogno di una svolta dopo anni di cantieri, cemento e nuove costruzioni.
Dall’altra chi invita alla prudenza, ricordando che il cambiamento va fatto un passo alla volta.
E quale passo migliore, sostengono i più ottimisti, di una targa completamente nuova che riporta esattamente la stessa scritta della precedente.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Roberto Fico arriva a Fratta: gli organizzatori gli scrivono sul palmo della mano quale Del Prete deve nominare.

FRATTAMAGGIORE — Cresce l’attesa per l’arrivo di Roberto Fico, previsto per il 1° giugno a Frattamaggiore per sostenere Luigi Del Prete, detto Gino Casabella, candidato al ballottaggio.
L’organizzazione dell’evento, tuttavia, starebbe lavorando soprattutto su un aspetto fondamentale: evitare che Fico, durante il comizio, sostenga accidentalmente l’altro Del Prete.
Come noto, infatti, al ballottaggio si sfidano Luigi Del Prete e Pasquale Del Prete, circostanza che avrebbe fatto scattare immediatamente il protocollo di sicurezza.
Secondo indiscrezioni, gli organizzatori avrebbero già provveduto a scrivere sul palmo della mano di Fico il nome del candidato da sostenere.
La scritta, realizzata con pennarello indelebile, sarebbe accompagnata anche da una freccia e dalla nota: “QUESTO. NON L’ALTRO.”
Ma le precauzioni non finiscono qui.
Durante il comizio saranno infatti presenti diversi volontari muniti di cartelloni con la scritta:
“LUIGI DEL PRETE (CASABELLA)”
in caratteri talmente grandi da poter essere letti anche dalla stazione spaziale internazionale.
I cartelloni verranno sollevati ogni volta che Fico dovrà pronunciare il nome del candidato.
Secondo il programma ufficiale, al primo “Luigi Del…” scatterà immediatamente l’alzata dei cartelli.
Al secondo “Luigi Del…” entrerà in funzione anche il piano di emergenza.
Al terzo verrà acceso un display luminoso con la scritta:
“CASABELLA! CASABELLA! CASABELLA!”
visibile da tutta l’area nord di Napoli.
Non è escluso che alcuni collaboratori vengano posizionati direttamente sotto il palco con il compito di ripetere il nome del candidato ogni trenta secondi.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche quella di sostituire temporaneamente il cognome del candidato con una versione più facilmente riconoscibile, come:
Luigi Del Prete (quello che devi sostenere).
Nel frattempo, fonti vicine all’organizzazione rassicurano tutti:
“Abbiamo previsto ogni possibile scenario. Se sentiamo pronunciare il nome dell’altro Del Prete, parte immediatamente una sirena.”
L’evento si concluderà con la tradizionale verifica finale del palmo della mano.

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Elezioni comunali, 3000 schede annullate tra Cardito e Casandrino: avevano votato Sossio Farina.

CARDITO / CASANDRINO — Clamoroso durante lo scrutinio delle elezioni comunali nei comuni di Cardito e Casandrino, dove migliaia di schede sarebbero state annullate perché gli elettori hanno scritto sulla scheda “Sossio Farina”.
La situazione ha creato inizialmente confusione tra scrutatori e presidenti di seggio, convinti che si trattasse di un candidato locale o di una lista non ufficiale.
Solo dopo alcuni controlli è emerso che il nome appartiene a un candidato di Frattamaggiore.
Secondo molti, il motivo di questa diffusione è semplice: Sossio Farina è una persona conosciuta e soprattutto disponibile con tutti.
A Frattamaggiore viene votato da tutti.
Ma ciò che viene sottolineato da molti è un aspetto preciso: Sossio aiuta chiunque, anche persone che, per motivi politici o personali, è praticamente certo che non lo voteranno mai.
Eppure, quando qualcuno ha bisogno, lui interviene comunque, senza guardare appartenenze politiche o ritorni elettorali.
Ed è proprio questo atteggiamento, secondo molti, che spiegherebbe perché il suo nome compare ovunque.
A Cardito e Casandrino, infatti, numerose schede riportavano “Sossio Farina”, altre solo “Sossio”, tutte poi annullate perché il candidato non era presente nei comuni interessati.
In diversi casi è comparsa anche la dicitura “il cugino”, che ha reso comunque nullo il voto per mancanza di identificazione precisa.
Secondo alcune segnalazioni, episodi simili sarebbero stati registrati anche a Salerno durante le elezioni che hanno portato alla vittoria al primo turno di De Luca.
La Prefettura ha confermato che tutte le schede non potevano essere conteggiate, come voti validi in quanto Farina non appartiene a nessuna lista dei comuni di Cardito e Casandrino.
Nel frattempo, sui social, resta una battuta che sintetizza la vicenda:
“Non cerca voti, ma si ritrova scritto ovunque lo stesso.”

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“Non sono un fantoccio”: Gino Casabella costretto a dimostrarlo muovendo le braccia da solo.

Continuano le polemiche attorno al candidato Gino Casabella, finito negli ultimi giorni al centro di accuse sempre più surreali da parte degli avversari politici, che lo descrivono come un semplice “prestanome”, uno che leggerebbe discorsi scritti da altri e incapace di muoversi senza suggerimenti.
Le voci sono diventate talmente insistenti che, durante un recente incontro pubblico, alcuni cittadini avrebbero ironicamente chiesto al candidato di “fare un movimento spontaneo” per dimostrare di non essere realmente telecomandato.
Secondo chi era presente, Gino avrebbe inizialmente estratto lentamente le mani dalle tasche — gesto che molti non vedevano dall’inizio della campagna elettorale — per poi alzare entrambe le braccia e salutare la folla tra applausi e risate.
In effetti, come mostrano praticamente tutti i video diffusi nelle ultime settimane, il candidato è apparso quasi sempre con le mani in tasca e con un leggero movimento oscillatorio avanti e indietro durante i discorsi. Una postura che, secondo alcuni cittadini più fantasiosi, avrebbe alimentato il sospetto che qualcuno potesse davvero “manovrarlo coi fili”.
Dal pubblico sarebbero partite urla come: “Si è mosso da solo!” “Controllate dietro il palco!” e perfino: “Hanno staccato i cavi!”.
Non mancano nemmeno le polemiche sui confronti pubblici. Gli avversari sostengono che Gino Casabella non ami partecipare ai dibattiti politici, mentre persone vicine al candidato precisano: “Gino si confronta con tutti, ma preferisce parlare coi cittadini invece di fare gare di urla tra candidati. Al massimo il confronto lo farà da sindaco”.
Nelle ultime ore sarebbe circolata anche la voce secondo cui, prima dei comizi, alcuni collaboratori gli farebbero ripetere frasi semplici per verificare l’audio, tipo: “Buonasera cittadini” oppure “La città merita rispetto”.
Dal comitato, però, respingono tutto con ironia: “Certo che legge i discorsi. Pure i presentatori del telegiornale leggono, ma nessuno li chiama fantocci”.
Per chiudere definitivamente la questione, sarebbe intanto in preparazione un evento pubblico dal titolo: “Gino senza fili”, durante il quale il candidato parlerà davanti ai cittadini senza suggerimenti, pizzini o presunti telecomandi nascosti.
L’evento dovrebbe essere supervisionato da due tecnici audio e da una signora del pubblico scelta a caso “per controllare che Gino pensi davvero con la propria testa”.

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Magnate milanese compra la Ferrari elettrica: alla prima ricarica manda in blackout la città.

MILANO – Doveva essere il simbolo del futuro: silenziosa, elettrica e tecnologica, appena uscita dalla nuova generazione di Ferrari completamente elettrica. Peccato che, secondo i residenti di Milano, il futuro sia durato circa sette minuti prima di spegnere mezza città.Il protagonista della vicenda è un magnate milanese del settore fintech che avrebbe pagato oltre 550 mila euro per assicurarsi una delle prime consegne del nuovo modello elettrico del Cavallino. L’auto, dotata di oltre 1000 cavalli e batteria ad alta capacità, sarebbe stata collegata alla colonnina privata installata nella sua villa in zona CityLife.Secondo le testimonianze, appena iniziata la ricarica le luci del quartiere hanno iniziato a tremolare fino allo spegnimento progressivo di diverse zone della città, mentre i sistemi elettrici locali andavano in sovraccarico.“Pensavo fosse un temporale, poi ho visto dal balcone una Ferrari attaccata alla presa come un’astronave”, racconta un residente.I tecnici intervenuti sul posto avrebbero inizialmente ipotizzato un guasto alla rete nazionale, salvo poi accorgersi che il picco di consumo proveniva da un singolo garage privato. Un operatore avrebbe commentato: “Sembrava che qualcuno stesse ricaricando una centrale elettrica intera.”La situazione sarebbe peggiorata quando il proprietario, non vedendo aumentare la percentuale di carica, avrebbe provato ad attivare modalità di ricarica “ultra performance”, convinto di velocizzare il processo.Per circa 40 minuti Milano è rimasta al buio: semafori spenti, ascensori bloccati e cittadini costretti a improvvisare conversazioni senza connessione internet.La situazione si è risolta solo dopo l’intervento dei tecnici che hanno limitato l’erogazione di potenza alla colonnina privata.Raggiunto dai giornalisti, il magnate ha commentato: “Mi avevano detto che era il futuro. Non mi avevano detto che serviva una centrale elettrica dedicata.”

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Durante lo spoglio i voti di Farina Sossio scambiati per il totale dei votanti.

FRATTAMAGGIORE — A Frattamaggiore ci sono candidati che passano mesi sui social a spiegare come si vota, come si scrive il nome sulla scheda e come non sbagliare simbolo.
E poi c’è Farina Sossio, che per tutta la campagna elettorale non si è praticamente visto né sentito.
Zero video. Zero post. Zero istruzioni su come votarlo.
Eppure prende circa 1800 voti.
Già questo, da solo, ha creato qualche dubbio a più di uno.
Il dettaglio ancora più “frattese” arriva dalle schede: molte sono state annullate perché alcuni hanno scritto “Farina Sossio detto il cugino”, altri semplicemente “Sossio”.
Il problema è che a Frattamaggiore di Sossio ce ne sono talmente tanti che, anche quando il voto era chiaramente per lui, non sempre è stato possibile attribuirlo.
Risultato: numeri che, secondo qualcuno, senza queste schede nulle sarebbero stati praticamente doppi.
Ma il momento più assurdo arriva dopo lo spoglio.
Quando i dati vengono trasmessi, il numero dei voti di Farina Sossio viene inizialmente scambiato per il totale dei votanti.
Per qualche minuto qualcuno pensa che sia l’affluenza dell’intera città.
Poi arriva la correzione: no, è solo un candidato.
Uno.
Scomparso per tutta la campagna.
E per questo ancora più difficile da spiegare.
Alla fine la battuta che gira è una sola:
“Non si è fatto vedere nemmeno una volta… ma appena contano i voti sembra che abbia votato tutta Frattamaggiore.”

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Venezia. Ora anche i vaporetti arrivano in perfetto orario.

Venezia entra ufficialmente in una nuova era della storia dei trasporti pubblici: quella in cui gli orari non sono più un “consiglio creativo”, ma una linea guida da rispettare.
Secondo numerose testimonianze raccolte tra turisti ancora increduli e pendolari leggermente disorientati, i vaporetti starebbero iniziando ad arrivare con una puntualità quasi sospetta. Alcuni parlano addirittura di imbarcazioni che compaiono alla fermata “due minuti prima”, come se avessero sviluppato un senso del dovere autonomo.
“Stavo ancora cercando il biglietto quando è arrivato,” racconta un turista tedesco, visibilmente scosso. “Non ho avuto nemmeno il tempo di lamentarmi con qualcuno.”
In città si parla di un “nuovo clima generale di efficienza”, con alcuni che lo attribuiscono a un’improvvisa svolta organizzativa post-elettorale, senza però che nessuno riesca a spiegare esattamente cosa sia cambiato nei motori dei vaporetti.
Gli esperti locali, invece, restano cauti. Qualcuno ipotizza un raro allineamento tra marea, traffico acqueo e buona volontà collettiva. Altri parlano semplicemente di un caso isolato destinato a rientrare nella normalità veneziana nel giro di pochi giorni.
Nel frattempo, alle fermate del Canal Grande si registra un fenomeno nuovo: persone che arrivano in anticipo “per sicurezza”, convinte che qualcosa, prima o poi, debba pur andare storto.
Le autorità non confermano né smentiscono. Un portavoce si limita a dichiarare: “Stiamo monitorando la situazione.”
A Venezia, intanto, si vive il dubbio più inquietante di tutti: se i vaporetti arrivano in orario… chi siamo noi per giudicare?

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Candidato riceve solo due voti e ringrazia con un post su Facebook: “2 volte grazie, uno a mamma e uno a papà”.

FRATTAMAGGIORE — A Frattamaggiore esiste ormai una delle poche certezze post-elettorali: il post di ringraziamento.
Dopo lo spoglio, ogni candidato pubblica su Facebook lo stesso identico schema di messaggio: cambia il nome, cambiano le facce nelle foto, cambia la lunghezza del testo… ma la regola è sempre quella.
Il numero dei “grazie” corrisponde esattamente al numero dei voti ricevuti.
Non un di più, non un di meno.
Chi prende 342 voti scrive “342 volte grazie”.
Chi ne prende 87 scrive “87 volte grazie”.
Chi ne prende 15 si adegua.
È diventata una sorta di tradizione non scritta, un’unità di misura social del consenso elettorale.
In questo scenario perfettamente matematico si inserisce il caso più essenziale della tornata.
Un candidato, risultato con soli due voti, ha pubblicato il suo consueto post:
“2 volte grazie, uno a mamma e uno a papà.”
Secondo alcuni, il messaggio sarebbe stato scritto con la stessa identica procedura degli altri candidati, senza alcuna modifica al formato standard: prima si guarda il risultato, poi si inserisce il numero di “grazie”, poi si pubblica.
Tutto automatico. Tutto coerente.
Resta solo un dettaglio curioso: il candidato avrebbe dichiarato di essersi accorto della candidatura solo a spoglio quasi terminato, e soprattutto di non essersi votato neanche da solo.
Una dimenticanza che, in un sistema così preciso, ha fatto perdere anche quell’unico “grazie” che di solito si assegna a sé stessi.
Morale della giornata: a Frattamaggiore cambia il numero dei voti, ma il post resta sempre lo stesso. E qualcuno, almeno stavolta, ha avuto il coraggio della versione “ridotta all’osso”.

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Coppia Capasso Sossio e Del Prete Maria registra il figlio con il cognome della madre per farlo diventare sindaco da grande.

FRATTAMAGGIORE — In una città dove anche i cognomi sembrano avere una certa continuità amministrativa, una scelta familiare ha attirato l’attenzione e fatto sorridere molti cittadini.
La coppia formata da Capasso Sossio e Del Prete Maria avrebbe deciso di registrare il proprio figlio con il cognome della madre, rinunciando quindi alla tradizionale assegnazione del cognome paterno.
Una decisione che, inizialmente, non sarebbe stata accolta con particolare entusiasmo dal nonno paterno, il quale avrebbe manifestato un certo disappunto.
“Non si è mai fatto così”, avrebbe commentato, richiamando la tradizione familiare.
Tuttavia, dopo aver ascoltato le motivazioni dei genitori, l’uomo avrebbe poi cambiato atteggiamento, accettando la scelta e facendosi una ragione della decisione.
Il motivo della scelta, secondo quanto trapelato, non sarebbe legato soltanto a una preferenza familiare, ma a una vera e propria “prospettiva futura”.
I genitori, infatti, avrebbero scelto il cognome Del Prete con l’idea che il bambino, un giorno, possa aspirare alla carica di sindaco.
Una scelta che, nella loro logica, sarebbe stata influenzata da una coincidenza notata in città: tra sindaco uscente e i principali candidati arrivati al ballottaggio, il cognome ricorrente è proprio quello di Del Prete.
Da qui l’idea, tra il serio e il surreale, che partire già con il “cognome giusto” possa rappresentare una sorta di investimento politico a lungo termine.
La vicenda ha rapidamente alimentato commenti ironici in città, dove qualcuno ha letto la storia come l’ennesima dimostrazione di come, a Frattamaggiore, anche le scelte di famiglia possano finire per intrecciarsi con le dinamiche elettorali.
E così, tra tradizione familiare, perplessità iniziale del nonno e ambizioni future, il piccolo è stato ufficialmente registrato con il cognome materno.
A Frattamaggiore, ormai, anche l’anagrafe sembra guardare più alle elezioni che alla tradizione.

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Entra in cabina col telefono scarico e non riesce a fotografare la scheda: costretto a restituire i 50 euro.

FRATTAMAGGIORE — Doveva essere una semplice operazione.
Entrare in cabina, votare, fare una rapida foto alla scheda elettorale e uscire serenamente con la “prova” del voto.
E invece tutto sarebbe saltato per colpa del 2% di batteria.
Protagonista della vicenda un cittadino frattese che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe entrato nel seggio elettorale già preoccupato per la percentuale residua del telefono.
“Mo faccio veloce”, avrebbe detto prima di entrare nella cabina.
Una volta completato il voto, l’uomo avrebbe provato ad aprire la fotocamera per immortalare la scheda da mostrare come conferma del voto espresso.
Ma proprio in quel momento il telefono si sarebbe spento.
Secondo alcuni presenti, dal separé della cabina si sarebbe sentito un disperato:
“NOOOO… proprio mo!”
A quel punto il cittadino avrebbe provato inutilmente a riaccendere il dispositivo, premendo il tasto di accensione almeno una decina di volte, nella speranza di recuperare anche soltanto qualche secondo di autonomia.
Tentativi purtroppo risultati inutili.
Uscito dalla cabina visibilmente scosso, l’uomo avrebbe poi spiegato ad alcuni amici il dramma vissuto:
“Io il voto l’avevo dato giusto… ma senza foto come faccio a dimostrarlo?”
La situazione sarebbe ulteriormente peggiorata poche ore dopo, quando — sempre secondo alcune voci — sarebbe stato costretto a restituire i 50 euro ricevuti in precedenza, non essendo riuscito a fornire la prova fotografica del voto.
Pare addirittura che l’uomo abbia tentato di salvare la situazione mostrando il telefono scarico come attenuante, ricevendo però come risposta:
“E noi come facciamo a sapere che hai votato davvero?”
L’episodio avrebbe aperto un acceso dibattito tra alcuni cittadini, con molti che avrebbero invitato gli elettori a presentarsi ai seggi con powerbank già carico e risparmio energetico attivato.
Nel frattempo, secondo indiscrezioni, qualcuno starebbe già proponendo per le prossime elezioni delle colonnine di ricarica rapide direttamente fuori ai seggi.

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