Critiche ai parklet, Frattamaggiore corre ai ripari: installato il primo modello con divano in finta pelle bianca.

FRATTAMAGGIORE – Dopo settimane di discussioni, commenti, sospiri e analisi approfondite da balcone, arriva finalmente la risposta alle critiche sui parklet del corso: il nuovo modello sperimentale con divano in finta pelle bianca.L’innovativa seduta urbana è comparsa nelle ultime ore in via Monte Grappa, strategicamente posizionata sul marciapiede e circondata da una suggestiva area verde spontanea, composta da erba cresciuta con grande determinazione lungo i bordi del marciapiede. Un dettaglio che, secondo alcuni residenti, “dà finalmente un tocco naturalistico al progetto”.Il nuovo parklet, versione salotto urbano a due posti, promette un’esperienza più confortevole rispetto ai modelli installati sul corso durante, che negli ultimi mesi avevano suscitato numerose perplessità tra i cittadini.Tra le osservazioni più diffuse, infatti, c’era quella relativa allo spazio: secondo molti frattesi i parklet avevano ridotto sensibilmente la carreggiata, trasformando alcuni tratti del corso in una sorta di percorso tecnico tra auto, sedute e passanti.In un caso, durante una gara podistica, un corridore avrebbe anche sperimentato in modo diretto la solidità della struttura, entrando in contatto ravvicinato con uno dei parklet durante la corsa. Un test involontario che però ha dimostrato la resistenza del progetto.Non sono mancate poi osservazioni sulla disposizione delle sedute: alcuni parklet risultavano orientati verso il marciapiede, creando, secondo diverse testimonianze, una sorta di platea urbana da cui osservare il passaggio dei pedoni. Una soluzione architettonica che, a detta di qualcuno, ricordava più una passerella improvvisata che un semplice punto di sosta.Il nuovo modello in finta pelle bianca, tuttavia, sembra voler inaugurare una fase diversa: più accogliente, più morbida e soprattutto più da salotto. L’idea sarebbe quella di trasformare la pausa urbana in un vero momento di relax, con seduta ampia e atmosfera domestica.Secondo alcune indiscrezioni, il divano potrebbe rappresentare anche una sorta di sintesi finale del mandato amministrativo, un invito simbolico ai cittadini a sedersi con calma e osservare gli ultimi sviluppi della vita cittadina.Nel frattempo, i residenti della zona si dividono: c’è chi lo considera un semplice rifiuto abbandonato e chi invece lo vede già come il parklet del futuro.Più comodo, più morbido e soprattutto già pronto per eventuali aggiornamenti, come cuscini coordinati e tavolino da caffè.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Grazie alla dritta di Cazzullo, polizia sgomina summit di camorristi: stavano cantando la canzone di Sal da Vinci.

In una clamorosa svolta che ribalta ogni manuale d’indagine, le forze dell’ordine italiane hanno annunciato ieri lo sgombero di un presunto summit di camorristi semplicemente perché i presenti cantavano a squarciagola il brano vincitore di Sanremo, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. La ragione? Una dritta decisiva giunta… dal giornalista Aldo Cazzullo.Sì, proprio lui: quello che aveva definito il pezzo di Sal Da Vinci — trionfatore al Festival — «adatto a un matrimonio della camorra». Una frase che sui social ha fatto più rumore del brano stesso, e che evidentemente è stata presa alla lettera dalle autorità.Le immagini del blitz mostrano agenti sbucare da dietro i tavoli, mentre i sospetti — colpevoli di intonare le note più melodiche del Festival — venivano prontamente fermati. La scena ha subito fatto il giro del web, trasformando il brano di Sal Da Vinci in un vero e proprio “allarme sicurezza”.Cazzullo, intanto, non ha commentato direttamente l’operazione, ma ieri aveva ribadito la sua idea che la canzone di Sal Da Vinci sia “la più brutta della storia del Festival” e che potrebbe “essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra”.Dopo lo sgombero, sui social è già partita la gara di ironia, con migliaia di utenti che si chiedono se il prossimo passo della polizia sarà arrestartare chi mette la canzone alla radio o nei ristoranti.E in effetti, mentre Sal Da Vinci si prepara a portare il suo brano anche all’Eurovision, qualcuno si chiede — tra una risata e un commento sarcastico — se la vera indagine sulla musica italiana non sia già tutta qui.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Mostra i denti all’AI e chiede come sbiancarli: finisce in ospedale dopo averli lavati con la candeggina.

Marco, 28 anni, voleva solo denti più bianchi e ha pensato di rivolgersi all’ultima AI di tendenza. Con una foto dei suoi denti in mano (o meglio, sullo schermo), ha digitato la domanda che tutti si fanno: “Come posso sbiancare i denti velocemente?”La risposta dell’AI è stata… letale per il buon senso: “Per un risultato extra-luminoso, puoi usare della candeggina diluita.”Convinto di seguire un consiglio high-tech, Marco ha preso la candeggina dalla cucina e ha iniziato a spazzolare i denti come se fosse dentifricio. Il risultato? Una corsa urgente al pronto soccorso, con medici e infermieri increduli davanti a tanta determinazione tecnologica e… fiducia cieca nell’AI.“Pensavamo fosse uno scherzo, ma no, era tutto vero”, racconta l’infermiera che lo ha soccorso. “L’AI gli ha suggerito di usare la candeggina… e lui ha preso tutto alla lettera.”Marco ora sta bene, ma la morale è chiara: l’intelligenza artificiale può sembrare utilissima, ma i suoi consigli vanno interpretati con cautela, altrimenti finiscono in disastri letterali.Legisti, occhio alle AI: possono darvi suggerimenti per ogni cosa, persino pericolosi, come usare candeggina al posto del dentifricio. A volte, la tecnologia non sa distinguere tra “brillante sorriso” e “ospedale”.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Sal Da Vinci ormai dedica il trofeo a chiunque incroci: ieri assegnato anche a un passante che chiedeva un’informazione.

Dopo la vittoria al Festival di Sanremo, Sal Da Vinci non si separa più dal trofeo. Letteralmente.
Secondo alcune testimonianze, il cantante uscirebbe di casa solo con il premio in mano, pronto a dedicarlo alla prima persona che incontra. “All’inizio lo dedicava alla famiglia. Poi al popolo di Napoli. Poi agli amici. Poi a chi gli ha fatto i complimenti. Ora siamo alla dedica preventiva”, racconta un vicino.
Ieri l’episodio che ha fatto discutere: un uomo si sarebbe avvicinato solo per chiedere un’informazione stradale. Pochi secondi dopo si è ritrovato il trofeo praticamente assegnato. “Mi ha guardato negli occhi e ha detto: ‘Questo è anche tuo’. Io volevo solo sapere dov’era la farmacia”, avrebbe dichiarato ancora sotto shock.
Fonti vicine al cantante parlano di una situazione ormai fuori controllo: pare che Sal tenga il premio già pronto, con dedica generica, per velocizzare le consegne. “Non si può più uscire con lui – confida un amico – se incrociamo qualcuno, parte la cerimonia.”
Intanto si valuta l’ipotesi di incidere sul trofeo la scritta: “A chiunque stia leggendo”.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Stira quattordicimila camicie perché l’intelligenza artificiale gli aveva consigliato di prendere il ferro per curare l’anemia.

Un cittadino ha chiesto all’intelligenza artificiale come curare la sua anemia. La risposta? “Prendi il ferro.” Semplice, chiaro… e totalmente fuorviante. Convinto di seguire il consiglio alla lettera, l’utente ha preso il ferro… da stiro.Il risultato è stato impressionante: quattordicimila camicie stirate, ore e ore di lavoro, fatica immane… e il ferro nel sangue sempre basso. L’anemia, come un ospite indesiderato, era rimasta invariata.I vicini hanno raccontato di vapori metallici e scintille provenire dall’appartamento, mentre l’uomo continuava imperterrito a seguire le istruzioni dell’IA, senza rendersi conto della totale assurdità della situazione. Medici e amici hanno cercato di spiegargli che il “ferro” consigliato era quello alimentare, ma ormai era troppo tardi: l’utente era diventato un vero professionista dello stiraggio… senza alcun beneficio per la salute.Morale: l’intelligenza artificiale può sembrare intelligente, ma spesso è incredibilmente stupida. E quando gli utenti la seguono alla lettera, i guai non tardano ad arrivare, anche se il risultato è, almeno, perfettamente stirato.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Rita De Crescenzo non smentisce e non conferma la co-conduzione di Sanremo accanto a Stefano De Martino.

Il mondo dello spettacolo è in subbuglio. Nessuno sa ancora se Rita De Crescenzo salirà sul palco dell’Ariston accanto a Stefano De Martino, e lei, come da copione, resta misteriosa: “Non smentisco, non confermo”, ha detto con lo stesso tono che di solito si usa per decidere se prendere un caffè o un tè.
I fan, intanto, hanno già iniziato a preparare meme, hashtag e una speciale assicurazione sulla stabilità emotiva dei divani italiani. Tra chi sogna un duo “magico” e chi teme il peggio, la tensione sale. Qualcuno ipotizza addirittura scenari apocalittici: dal festival che trasmette in playback solo per sicurezza, alla giuria costretta a usare caschi protettivi.
Rita, dal canto suo, continua a sorridere enigmaticamente, alimentando teorie di ogni tipo. Il gossip la vuole come co-conduttrice “perfetta”, De Martino sembra tranquillo, ma il pubblico… beh, quello è già con gli occhi sbarrati, pronto a reagire al primo battito d’ali della De Crescenzo.
Sanremo 2027 potrebbe essere l’anno della sorpresa più grottesca, oppure tutto rimarrà nella nebbia del “non smentisco, non confermo”. Nel dubbio, meglio tenere pronto il divano e la maschera antigas.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

L’Ariston piegato in due dalle risate… quando Carlo Conti ha definito comico Siani.

Ieri sera all’Teatro Ariston il pubblico sembrava pronto a piegarsi in due dalle risate. Il motivo? Carlo Conti, durante la serata, ha definito comico Alessandro Siani.Da quel momento, applausi scroscianti e risate fragorose… di puro sollievo. Le battute di Siani, invece, hanno avuto lo stesso effetto di un cartellone “risata” abbassato: silenzio olimpico, qualche sguardo imbarazzato e il pubblico che lentamente iniziava a controllare l’orologio.“Alle prove facevo ridere”, ha commentato Siani, ricordando con nostalgia quei tempi in cui qualcuno, da qualche parte, forse aveva sorriso.In sintesi: l’Ariston piegato in due dalle risate… ma solo quando Carlo Conti ha parlato. Siani, invece, ha dimostrato che la comicità è un’arte… che può sempre aspettare.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Laura Pausini apre la terza serata ed omaggia Pino Daniele non cantando una sua canzone.

SANREMO – Omaggio doveva essere. E omaggio è stato. Solo non nel modo che tutti immaginavano.
Ad aprire la terza serata del Festival di Sanremo è stata Laura Pausini, che ha annunciato con voce solenne un tributo a Pino Daniele.
L’orchestra si prepara. Le luci si abbassano. Il pubblico trattiene il fiato.
Parte la canzone.
Non è di Pino Daniele.
Neanche lontanamente.
I primi trenta secondi vengono vissuti come un’introduzione moderna. Dopo un minuto, qualcuno inizia a pensare a una versione riarrangiata in chiave sperimentale. Dopo due minuti, in molti capiscono che l’omaggio consiste proprio nel non cantare nulla del repertorio dell’artista omaggiato.
Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un “tributo per sottrazione”: non interpretare Pino Daniele per non rischiare di toccare qualcosa di intoccabile. Un gesto artistico talmente raffinato da risultare invisibile.
In platea applausi convinti. Metà per rispetto. Metà perché nessuno voleva chiedere al vicino: “Ma questa la cantava davvero lui?”.
Gli esperti parlano già di nuova corrente musicale: la cover immaginaria.
E c’è chi giura di aver sentito, per un attimo, un leggero profumo di blues nell’aria. O forse era solo suggestione.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Morandi e il figlio si sono dati il 5.Terremoto di magnitudo 3.5.

SANREMO – Doveva essere solo un duetto padre-figlio. È finita con un evento sismico localizzato tra palco e platea.
Nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio 2026, durante la serata delle cover al Festival di Sanremo, Gianni Morandi e il figlio Tredici Pietro hanno concluso l’esibizione nel modo più naturale possibile: un sonoro “cinque” a mano aperta.
Un gesto semplice. Forse troppo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’impatto tra i due palmi – notoriamente oggetto di anni di ironia per le dimensioni generose – avrebbe generato un’onda d’urto tale da far vibrare i microfoni, oscillare le telecamere e tremare i lampadari dell’Ariston con una magnitudo stimata intorno al 3.5.
Alcuni spettatori in platea parlano di “spostamento d’aria percepibile”, altri riferiscono di aver visto “un programma Rai del 1998 riapparire per un secondo sul ledwall”.
Gli esperti spiegano che quando due mani di quella categoria entrano in contatto simultaneo, l’energia liberata può trasformarsi in fenomeno tellurico temporaneo, classificato come “battito sismico affettivo”.
Nessun danno a persone o cose. Solo qualche pettinatura spostata e tre cantanti convinti di aver steccato per colpa del movimento del palco.
La Protezione Civile rassicura: “Situazione sotto controllo. Si invita comunque il pubblico a mantenere una distanza di sicurezza in caso di bis con entusiasmo”.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Festival di Sanremo: Carlo Conti scarta un brano con 27 autori. L’elenco dei nomi avrebbe fatto sforare l’orario finale.

SANREMO – Non per la musica. Non per il testo. Non per il ritornello.
Ma per l’orologio.
Secondo indiscrezioni interne, durante la fase di selezione dei brani, Carlo Conti avrebbe eliminato una canzone in gara dopo aver letto il numero degli autori: 27.
Il problema non era artistico. Il problema era logistico.
Come noto, durante la presentazione di ogni brano al Festival, il conduttore legge uno per uno i nomi degli autori di testo e musica. Una prassi normale. Ma nel caso specifico, l’elenco occupava più spazio del regolamento.
Solo per dire tutti i nomi in apertura rischiamo di andare oltre l’una”, avrebbe fatto notare Conti guardando l’orologio.
E l’orologio, per lui, non è un dettaglio.
Fin dalle prime serate di questo Festival, il conduttore sta dimostrando una gestione quasi chirurgica dei tempi: interventi rapidi, monologhi asciutti, scaletta serrata. L’obiettivo dichiarato è chiudere in un orario umano, intorno all’una, massimo poco oltre. Senza derive notturne.
Una linea nettamente diversa rispetto alle edizioni condotte da Amadeus, dove la finale spesso salutava il pubblico tra le 4:30 e le 5 del mattino, quando anche i coristi iniziavano a fare colazione.
Nel brano escluso, invece, il rischio era concreto: 27 autori significavano 27 nomi, 27 cognomi, eventuali doppi cognomi, possibili nomi d’arte e almeno due pause per respirare.
“Non possiamo permetterci un elenco che dura più della canzone”, sarebbe trapelato dall’entourage.
Il pezzo, assicurano, era valido. Ma il tempo è tempo.
E a Sanremo, quest’anno, il tempo si rispetta.
Anche a costo di sacrificare una virgola. O ventisette firme.

https://www.facebook.com/giginogaudino/

P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora