Grazie a Casabella, la maggioranza scopre di aver stabilizzato gli LSU e può finalmente rispondere cosa ha fatto in questi undici anni.

In campagna elettorale la domanda gira da settimane come un tormentone:
cosa è stato fatto in undici anni di amministrazione?
Una domanda che sui social i Casabelliani hanno rilanciato più volte, chiedendo risposte chiare e immediate.
Risposte che, fino a oggi, non erano mai arrivate in modo particolarmente convinto.
Poi succede l’imprevisto.
Casabella prova a rassicurare i lavoratori LSU su false notizie che sostengono che i lavoratori sarebbero stati esposti a rischi o mancate tutele, nel caso avesse vinto Lui,
Peccato che la maggioranza risponda subito: gli LSU sono stati già stabilizzati da tempo.
E lo definisce Scivolone.
E qui succede la cosa più ironica di tutta la storia: la maggioranza, che per mesi fatica a riassumere cosa abbia fatto in undici anni, improvvisamente trova la risposta.
Un risultato c’è.
Uno solo.
La stabilizzazione degli LSU.
Nel frattempo, sul resto della città il dibattito continua: cantieri ovunque, erba alta sui marciapiedi e lavori che sembrano non finire mai.
Soprattutto quelli della fibra, con scavi lasciati aperti che in alcuni punti ricordano più bunker antiatomici che lavori pubblici completati.
A confronto, in altri comuni — come viene ricordato spesso nel dibattito — si è chiesto il ripristino del manto stradale a regola d’arte.
Qui, invece, la discussione resta sospesa tra lavori aperti, strade “in attesa di fine lavori” e un verde urbano che cresce più dei cantieri stessi.
Ma tornando alla domanda iniziale, quella vera, quella dei Casabelliani:
dopo undici anni di governo, la risposta arriva finalmente semplice.
Un risultato.
Gli LSU stabilizzati.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Il livello del mare ogni anno si alza. Terrapiattisti: Trovare il tappo e svitarlo.

Il livello del mare continua a salire ogni anno, e la comunità scientifica internazionale continua a discutere su cause, conseguenze e possibili strategie di contenimento.
Nel frattempo, in un dibattito parallelo ma decisamente più “pratico”, i terrapiattisti avrebbero individuato una soluzione molto più immediata: trovare il “tappo dell’oceano” e svitarlo.
Secondo questa teoria, il mare funzionerebbe come una gigantesca vasca da bagno planetaria. L’acqua, salendo lentamente, sarebbe semplicemente il risultato di un tappo ancora ben chiuso sul fondo del sistema. Una volta individuato il punto esatto — che secondo alcune ipotesi si troverebbe “da qualche parte sotto l’Antartide, ma anche no” — basterebbe ruotarlo con decisione per far defluire l’acqua e riportare tutto alla normalità.
“È ovvio,” spiegherebbe un esponente del movimento, “se il livello sale, vuol dire che qualcosa trattiene l’acqua. Nelle vasche funziona così. Non vedo perché la Terra dovrebbe essere diversa.”
Gli scienziati, interpellati sulla proposta, hanno risposto con il consueto entusiasmo per il confronto: lungo silenzio, sguardo nel vuoto e successivo ritorno ai modelli climatici.
Nel frattempo, il “progetto tappo” sarebbe già in fase di pianificazione avanzata: si cercano volontari, una chiave gigante e soprattutto qualcuno disposto a controllare sotto il bordo dell’oceano se il tappo è effettivamente lì.
Resta solo un piccolo dettaglio da chiarire: una volta svitato, dove finirebbe esattamente tutta l’acqua.

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Svelato il piano: la coalizione avversaria fa arrivare Fico a sostenere il candidato rivale sapendo che gli farà perdere voti.

FRATTAMAGGIORE — Emergono nuovi dettagli su quello che molti osservatori politici locali stanno già definendo “il colpo di genio della campagna elettorale”.Secondo una ricostruzione ancora tutta da verificare, ma già considerata credibile da chiunque ami le teorie più fantasiose, la presenza di Roberto Fico a Frattamaggiore non sarebbe stata organizzata per aiutare il candidato da lui sostenuto, bensì per favorire il suo avversario.I fatti sono noti. Fico arriva in città per sostenere un candidato al ballottaggio. I presenti si aspettano un intervento sui problemi di Frattamaggiore, sul futuro della città e sulle ragioni per cui votare il candidato che gli sta accanto.Invece, per circa tre quarti d’ora, il presidente della Regione Campania illustra con entusiasmo ciò che intende fare per la Campania, ciò che farà in futuro per la Campania e, per non lasciare nulla al caso, anche ciò che farà ancora per la Campania.Il candidato che avrebbe dovuto essere sostenuto ascolta con attenzione, applaude nei momenti opportuni e continua ad attendere fiducioso l’inizio del proprio sostegno.Secondo alcuni testimoni, avrebbe persino controllato più volte l’orologio.Solo alla fine, e soltanto dopo le domande dei giornalisti presenti, il discorso avrebbe accidentalmente sfiorato Frattamaggiore e il motivo ufficiale della visita.Ed è proprio qui che nasce il sospetto.Perché se l’obiettivo era aiutare un candidato, il risultato percepito da molti sarebbe stato esattamente l’opposto.Da anni il Movimento 5 Stelle non attraversa a Frattamaggiore il periodo più brillante della propria storia elettorale. I consensi non sono quelli di una volta e una parte dell’elettorato locale guarda con una certa diffidenza ai continui cambi di alleanze e alle evoluzioni politiche degli ultimi anni.Per questo motivo, secondo la teoria che sta prendendo piede nelle ultime ore, diversi elettori indecisi avrebbero assistito alla scena, visto l’appoggio di Fico e maturato una conclusione molto semplice:”Ah… quindi stanno insieme.”Da lì, sempre secondo la ricostruzione ironica, sarebbe iniziato un piccolo ma costante trasferimento di consensi verso il candidato avversario.Ed è a questo punto che entra in scena il presunto piano.Secondo gli esperti di complottismo da bar, la coalizione rivale avrebbe capito tutto con largo anticipo. Sapendo che la presenza di Fico avrebbe potuto provocare qualche malumore tra gli indecisi, avrebbe lavorato dietro le quinte affinché la visita andasse in porto nel miglior modo possibile.Qualcuno sostiene addirittura che ogni volta che un elettore cambiava idea, da qualche parte in città si sentisse il rumore di una bottiglia stappata.Naturalmente si tratta soltanto di una ricostruzione ironica.Resta però un dato difficile da ignorare: Fico è arrivato per sostenere un candidato e, secondo molti, ad uscire più soddisfatto dall’intera operazione potrebbe essere stato l’altro.A volte la politica regala situazioni così particolari che perfino la satira fatica a stare al passo con la realtà.

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Candidato sindaco rischia il “linciaggio” dai suoi dopo la proposta di abolire i gettoni di presenza ai consiglieri.

FRATTAMAGGIORE — Alla vigilia del ballottaggio che deciderà il prossimo sindaco della città, una proposta avanzata all’interno di uno degli schieramenti avrebbe innescato un acceso confronto politico.
Secondo quanto emerso da ambienti vicini alla lista, il candidato sindaco avrebbe proposto di abolire i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, includendo nella sua idea anche la rinuncia al proprio eventuale compenso da primo cittadino.
Un’iniziativa presentata come gesto di sobrietà amministrativa e segnale di forte cambiamento rispetto alla gestione precedente, ma che avrebbe avuto un effetto immediato ben diverso da quello sperato.
Sempre secondo le ricostruzioni, alcuni componenti della stessa lista avrebbero reagito in modo molto duro alla proposta, generando un clima interno particolarmente teso.
Tanto che, in maniera ironica ma significativa, si sarebbe arrivati a parlare di un vero e proprio “linciaggio politico” da parte dei futuri rappresentanti dello stesso schieramento.
La vicenda avrebbe così trasformato una proposta nata in chiave simbolica in un caso di tensione interna a pochi giorni dal voto decisivo.
Resta ora da capire se, superata la fase elettorale, l’idea verrà ripresa oppure archiviata come una delle tante dichiarazioni tipiche della campagna elettorale.
Nel frattempo, nello schieramento interessato, il tema dei gettoni di presenza si conferma ancora una volta sorprendentemente delicato, anche quando si parla della loro possibile eliminazione.

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Fico al Bar Vega, ma Raffaele Paparazzo non era stato avvisato: evento da rifare per permettergli di fare le foto.

FRATTAMAGGIORE — L’intervento di Roberto Fico, tenutosi nel pomeriggio del 1° giugno sull’uscio del Bar Vega, potrebbe non essere considerato ancora “archiviato” in maniera definitiva.
Secondo quanto riferito da alcuni presenti, infatti, l’evento avrebbe avuto un problema organizzativo tutt’altro che secondario: Raffaele Paparazzo Saviano non era stato avvisato della presenza di Fico.
Un’assenza che, nel contesto locale, viene considerata quasi decisiva.
Come noto, Paparazzo è solito documentare ogni evento pubblico della città con centinaia di fotografie pubblicate successivamente sui social, diventando di fatto il riferimento non ufficiale della cronaca visiva frattese.
In questo caso però, non essendo stato informato dell’arrivo di Fico — che da cinque mesi è presidente della Regione Campania, anche se, a detta di alcuni presenti, nel contesto dell’incontro sembrava non risultare del tutto chiaro neppure a lui stesso il ruolo “istituzionale” del momento — non ha potuto presenziare né realizzare il consueto reportage fotografico.
Una mancanza che, secondo alcuni osservatori, renderebbe l’evento “non completamente valido sul piano della documentazione”.
Per questo motivo, tra i sostenitori della cronaca fotografica locale, si starebbe già valutando una soluzione semplice: la ripetizione dell’incontro.
L’obiettivo sarebbe consentire a Raffaele Paparazzo Saviano di effettuare il servizio fotografico completo del 1° giugno, così da rendere finalmente l’evento pienamente documentato.
Nel frattempo, a Frattamaggiore resta aperto il dibattito tra chi ritiene sufficienti gli scatti amatoriali dei presenti e chi invece considera indispensabile la presenza del fotografo ufficiale per sancire l’esistenza stessa dell’evento.
Una cosa, però, sembra ormai certa: a Frattamaggiore un evento non è mai davvero tale se non è stato fotografato da Paparazzo.

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Bambino vuole esporre la bandiera per il 2 giugno, ma il papà gli dice che quest’anno l’Italia non si è qualificata ai Mondiali.

Momenti di confusione in un’abitazione italiana in occasione della Festa della Repubblica, dove un bambino avrebbe tentato di esporre il tricolore dal balcone.Il gesto, apparentemente legato alla ricorrenza del 2 giugno, sarebbe stato però interpretato dal padre in chiave calcistica.Secondo quanto riportato, l’uomo avrebbe fermato il figlio spiegando che “quest’anno l’Italia non si è qualificata ai Mondiali”, invitandolo quindi a riporre la bandiera.Il caso riporta l’attenzione su un’abitudine sempre più diffusa in Italia: l’esposizione della bandiera nazionale legata quasi esclusivamente alle competizioni calcistiche internazionali, in particolare ai Mondiali di calcio.In molti altri Paesi europei, come Francia e Grecia, il vessillo nazionale viene invece esposto con regolarità come simbolo di identità e appartenenza, indipendentemente da eventi sportivi.In Italia, al contrario, il tricolore appare sui balconi soprattutto durante le fasi dei Mondiali in cui la Nazionale è ancora in gara, per poi scomparire rapidamente dopo l’eliminazione.Una dinamica che, negli anni, ha contribuito a consolidare un rapporto più episodico che continuativo con il simbolo nazionale, percepito spesso più come bandiera sportiva che istituzionale.Nel frattempo, la Festa del 2 giugno resta una delle poche occasioni in cui il tricolore dovrebbe essere esposto indipendentemente dai risultati della Nazionale di calcio.

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Fico arriva a Frattamaggiore per sostenere Casabella, dopo 40 minuti di autoelogi è Casabella a sostenere Fico.

FRATTAMAGGIORE — Doveva essere un incontro elettorale per sostenere Luigi Del Prete, detto Casabella, in vista del ballottaggio. Ma per diversi presenti, il pomeriggio trascorso sull’uscio del Bar Vega si è trasformato in qualcosa di molto diverso.
Appena preso il microfono, Roberto Fico avrebbe infatti iniziato a raccontare tutto ciò che intende fare per la Regione Campania.
Sanità.
Trasporti.
Ambiente.
Scuola.
Infrastrutture.
Lavoro.
Agricoltura.
Turismo.
Dopo i primi venti minuti, alcuni cittadini avrebbero iniziato a chiedersi se per caso non avessero sbagliato manifestazione.
Dopo trenta minuti, qualcuno avrebbe domandato sottovoce chi fosse il candidato sindaco da sostenere.
Dopo quaranta minuti, invece, la situazione appariva ormai chiara a tutti.
Il vero sostenitore della giornata sembrava essere Casabella.
Posizionato accanto a Fico, il candidato avrebbe applaudito con convinzione ogni nuovo progetto annunciato per la Regione Campania.
Secondo alcuni presenti, a un certo punto avrebbe persino annuito con entusiasmo all’idea di una nuova visione strategica regionale, nella speranza che quello fosse il preludio alla frase:
“Adesso parliamo di Frattamaggiore.”
Frase che però non sarebbe mai arrivata.
Testimoni raccontano che Casabella avrebbe continuato ad applaudire con grande disciplina, aspettando pazientemente il momento in cui Fico avrebbe finalmente spiegato ai cittadini perché votarlo al ballottaggio.
Momento che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato avvistato per pochi secondi tra un progetto regionale e l’altro.
“Pensavo fosse un comizio per Casabella”, avrebbe dichiarato un cittadino.
“Anch’io”, avrebbe risposto un altro.
“Poi ho capito che stavo assistendo alla presentazione del programma della Regione Campania.”
Nel frattempo il pubblico applaudiva regolarmente.
Non è chiaro se per i progetti annunciati, per l’entusiasmo dell’oratore o semplicemente per incoraggiarlo ad arrivare prima o poi all’argomento previsto.
A fine intervento, diversi cittadini si sarebbero avvicinati a Casabella per complimentarsi.
Non per la campagna elettorale.
Ma per la pazienza dimostrata.
Secondo alcuni presenti, infatti, nessuno ha sostenuto Roberto Fico con più convinzione dello stesso Casabella.

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Li avevano chiamati “quatt’ sciem”, ora i competitor chiedono scusa: “Abbiamo sbagliato a contare, erano molti di più”.

FRATTAMAGGIORE – La politica locale, si sa, ha spesso una sua grammatica emotiva fatta di dichiarazioni, contrapposizioni e colpi di scena. Ma questa volta il copione sembra aver superato sé stesso, entrando in una dimensione che qualcuno definirebbe… aritmetica.
Tutto nasce da una frase pronunciata in campagna elettorale, quando alcuni competitor – nel pieno della dialettica pre-voto – avrebbero definito in modo colorito gli esponenti di Liberiamo Fratta come “quatt’ sciem”. Una battuta, una provocazione, o semplicemente uno di quei passaggi tipici delle campagne accese.
Poi arrivano le urne.
E con le urne, come spesso accade, arriva la realtà dei numeri. E soprattutto, il loro peso politico.
Secondo quanto emerge nel dopo voto, proprio all’interno degli ambienti avversari sarebbe maturata una singolare forma di “autocritica post-contabile”: non tanto sull’espressione utilizzata, quanto sulla quantità.
Perché – ed è qui che la vicenda prende la piega più ironica – il punto non sarebbe più l’insulto in sé, ma il conteggio.
Gli stessi competitor avrebbero infatti ritenuto opportuno chiarire la propria posizione, formulando una sorta di rettifica informale: il problema non era averli definiti “quatt’ sciem”, ma averli sottovalutati numericamente.
In altre parole: non erano quattro.
Erano molti di più.
Una precisazione che, nel linguaggio politico locale, suona come una singolare forma di scuse: non per il giudizio espresso, ma per l’errore di valutazione.
Nel frattempo, dai ranghi di Liberiamo Fratta, il riferimento alla frase è diventato quasi un simbolo narrativo del risultato elettorale. Un modo per ribaltare la provocazione iniziale trasformandola in una sorta di rivendicazione identitaria post-voto.
E mentre il dibattito si concentra tra numeri, interpretazioni e riletture creative del passato recente, resta un dato politico ormai difficile da contestare: la campagna elettorale è finita, ma la matematica – almeno quella – continua a fare discussione.
E a Frattamaggiore, più che le parole, a volte sono proprio i conteggi a chiedere scusa.

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Sostenitori del PD a Roma per vedere da vicino e fotografarsi con Sossio Farina, atteso per sostenere Schlein e il partito.

ROMA – Scene di entusiasmo nella Capitale per l’arrivo di Sossio Farina, atteso a Roma per intervenire a sostegno della segretaria Elly Schlein e del Partito Democratico.
L’iniziativa, nata come semplice appuntamento politico, avrebbe rapidamente assunto contorni ben più ampi, trasformandosi – secondo alcuni osservatori – in un vero e proprio evento di richiamo. In migliaia si sarebbero già mossi per assistere all’intervento e, soprattutto, per riuscire a scattare una foto con il protagonista della giornata.
Sul posto si registrano file e attese organizzate per gestire l’afflusso dei sostenitori, in un clima che ricorda più un evento popolare che un tradizionale incontro politico.
Il caso, però, viene letto anche in chiave ironica nel confronto con quanto accade a livello locale: a Frattamaggiore, infatti, il modello sembra spesso quello opposto, con l’arrivo di esponenti politici nazionali – più o meno noti – chiamati a sostenere i candidati del territorio, tra interventi lampo e comizi di pochi minuti a supporto della propaganda elettorale locale.
Qui, invece, lo schema si ribalta. Non sono i big nazionali a “scendere” per aiutare i territori, ma è Sossio Farina a “salire” verso Roma, chiamato a sostenere direttamente la segretaria nazionale e la linea del partito.
Un’inversione di ruoli che non passa inosservata tra gli addetti ai lavori, e che alimenta il racconto politico locale come se Frattamaggiore avesse iniziato a esportare figure in grado di muoversi ormai su scala nazionale.
Nel frattempo, l’attesa per l’intervento continua a crescere, con un dettaglio che più di tutti alimenta la curiosità: per una volta, non è Roma che “porta” la politica nei territori, ma un pezzo di territorio che arriva fino a Roma.
E stavolta, per qualcuno, il viaggio sembra contare quanto il comizio.

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Il candidato del cambiamento svela la prima novità: sostituire la targa “Dott. Del Prete Sindaco” con una identica.

FRATTAMAGGIORE — Prime indiscrezioni sul programma del candidato del cambiamento e già emerge quella che potrebbe essere la prima grande opera del prossimo mandato.
Intervistato sulla prima cosa che intende cambiare una volta eletto sindaco, il candidato avrebbe infatti indicato senza esitazioni la targhetta fuori dal proprio ufficio.
Attualmente sulla targa è riportata la scritta:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Dopo l’intervento annunciato, la nuova targa riporterà invece:
“Dott. Del Prete – Sindaco”
Una novità che, secondo gli esperti, potrebbe sfuggire anche agli osservatori più attenti.
La sostituzione sarebbe stata accolta con entusiasmo da molti cittadini.
“Finalmente il cambiamento che aspettavamo”, avrebbe commentato qualcuno cercando inutilmente di individuare le differenze tra la vecchia e la nuova versione.
Altri residenti si sarebbero invece mostrati più prudenti.
“Cominciamo bene”, avrebbe osservato un cittadino. “Ancora non si è insediato e già vuole spendere soldi pubblici per sostituire una targa perfettamente funzionante con una identica.”
Secondo indiscrezioni, il Comune starebbe valutando di organizzare una cerimonia ufficiale per la rimozione della vecchia targa e l’installazione della nuova.
Per evitare contestazioni, le due targhe verranno esposte una accanto all’altra così che i cittadini possano apprezzare l’entità del cambiamento.
L’operazione dovrebbe durare pochi minuti, gran parte del tempo sarà infatti dedicata a spiegare quale delle due sia quella nuova.
Nel frattempo a Frattamaggiore continua il dibattito politico.
Da una parte chi sostiene che la città abbia bisogno di una svolta dopo anni di cantieri, cemento e nuove costruzioni.
Dall’altra chi invita alla prudenza, ricordando che il cambiamento va fatto un passo alla volta.
E quale passo migliore, sostengono i più ottimisti, di una targa completamente nuova che riporta esattamente la stessa scritta della precedente.

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