Elezioni comunali: nessuno si candida sindaco perché sono finiti i pezzi di terreno su cui costruire.

A pochi giorni dal voto, a Frattamaggiore non si candida praticamente nessuno. L’unica eccezione è Daniela Pezzella, ma per tutti gli altri la situazione è chiara: senza un centimetro di terra libero dove costruire palazzi, fare il sindaco non conviene più.
Ecco il paradosso: mentre prima i candidati si muovevano solo per accaparrarsi l’ultimo pezzetto di terreno su cui far nascere un palazzo, oggi l’interesse è terminato, i pezzi di terra sono finiti, e le liste rimangono vuote.
A questo punto, gli elettori – a parte Daniela Pezzella – si aspettano quasi sicuramente che il prossimo candidato sindaco possa uscire soltanto da Liberiamo Fratta, l’unico partito il cui programma non parla di cemento o costruzioni, ma di città vivibile, cittadini al centro e attenzione all’ambiente. Il popolo guarda, aspetta, e sorride di fronte a questo paradosso: mentre tutti gli altri hanno finito le scuse per candidarsi, Liberiamo Fratta rimane l’unica speranza di vedere un sindaco che non pensa ai palazzi ma al bene della città.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Scoppia la mania dei nomi Sal: neonati tutti Sal nella sala nido, le femmine si salvano con Sala e Saletta.

Il boom della popolarità di Sal Da Vinci non conosce confini: dopo la vittoria a Sanremo e la canzone tradotta in tutte le lingue del mondo, dall’arabo al cinese, fino al giapponese dove persino gli anime hanno dedicato un episodio al nuovo idolo, la moda del nome Sal ha invaso anche le sale nido italiane.
All’ospedale ostetrico, i genitori hanno scelto senza esitazioni il nome Sal per tutti i maschi nati nell’ultima settimana. I braccialettini identici, numerati ma tutti con la scritta “Sal”, coprono i polsi dei piccoli come una perfetta uniforme da fandom. Solo due femmine hanno fatto eccezione: una battezzata Sala e l’altra Saletta, riuscendo così a spezzare l’uniformità della sala nido.
“In pochi giorni non abbiamo mai visto una cosa del genere”, racconta un’infermiera, “tutti i genitori sembrano essere stati contagiati dalla mania, è come se Sal fosse una rockstar globale… e loro non potevano fare a meno di seguire la moda”.
Tra braccialettini identici, lettini allineati e genitori che discutono animatamente su possibili varianti del nome, la sala nido sembra una piccola conferenza internazionale del Salismo. E mentre le femmine Sala e Saletta osservano il caos con distacco, è chiaro a tutti che questa mania non conosce freni: Sal, ovunque e sempre, è il vero protagonista della settimana.

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Cazzullo: “Il Vesuvio è spettacolare, ma sembra uno spettacolo pirotecnico dei camorristi”.

Secondo Aldo Cazzullo, il Vesuvio resta uno dei vulcani più imponenti e affascinanti del mondo. “È enorme, ha storia, fascino e mistero”, ha spiegato il giornalista, ammettendo però subito che non tutto è come sembra. “Il Vesuvio è spettacolare, ma sembra uno spettacolo pirotecnico dei camorristi”, ha aggiunto, provocando subito una serie di reazioni tra chi lo ascoltava.
Cazzullo ha precisato che non si tratta di un’offesa, ma di una metafora per descrivere la potenza e la teatralità del vulcano: il colore delle eruzioni, il fumo, i bagliori, tutto sembra pensato per stupire… un po’ come certe feste rumorose e appariscenti, quelle che tutti conoscono ma nessuno osa commentare apertamente.
Il paragone ha già fatto il giro dei social. Meme e commenti ironici hanno invaso le bacheche: qualcuno immagina il Vesuvio con fuochi d’artificio, trombette e cori da veglione, altri sottolineano quanto sia assurdo ma perfettamente in stile Cazzullo trasformare un simbolo naturale di Napoli in un evento pirotecnico “da camorristi”.
Tra chi ride e chi storce il naso, il Vesuvio resta comunque un monumento naturale unico, capace di dominare il panorama napoletano. Ma grazie a Cazzullo, per qualche giorno, tutti lo vedono con occhi nuovi: non solo vulcano, ma protagonista di uno spettacolo rumoroso, colorato e un po’… camorristico.

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Referendum. Meloni chiama Sal Da Vinci e la Schlein chiama invece Claudio Baglioni per la canzone “Noi no”.

Il clima da referendum si fa caldo, ma sembra che i veri protagonisti della campagna elettorale siano… i cantanti. Giorgia Meloni ha infatti contattato Sal Da Vinci per congratularsi con lui per la sua recente hit Per sempre sì. Nel frattempo, Elly Schlein ha fatto lo stesso con Claudio Baglioni per Noi no.
Tutti pensavano che le telefonate fossero l’inizio di una strategia segreta per trasformare le canzoni in inni ufficiali per il Sì e per il No. E invece… niente da fare: Meloni e Schlein si sono limitati a scambiarsi complimenti educati, lasciando i referendum a bocca asciutta.
Sal Da Vinci e Baglioni hanno confermato: nessun inno in arrivo, nessun coro da stadio, solo applausi telefonici e una sana dose di ironia involontaria. E così, tra Per sempre sì e Noi no, il voto popolare resta l’unico protagonista della giornata.
Nel frattempo, gli italiani si chiedono: “Ma se i cantanti sono così disponibili, perché non provare a fare un remix elettorale?”. La risposta ufficiale dei diretti interessati: “Non chiedeteci, stiamo ancora ridendo della telefonata”.

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Sardegna. Cena di classe di ultracentenari, invitano anche i professori.

A San Foglia la Stretta, piccolo paesino dell’entroterra della Sardegna, un gruppo di ultracentenari ha organizzato una cena di classe. L’evento ha subito conquistato l’attenzione per un dettaglio incredibile: anche i professori sono stati invitati.Secondo gli organizzatori, gli studenti originali – ormai centenari – hanno voluto i docenti storici presenti, perché senza di loro la serata “non sarebbe stata completa”. Tra i piatti serviti, oltre ai tradizionali malloreddus, c’erano anche quaderni d’epoca come segnaposto, mentre i brindisi erano accompagnati da liquori centenari.La serata si è conclusa nel modo più sorprendente: alcuni ultracentenari hanno chiamato i genitori per farsi andare a prendere al ristorante per tornare a casa.

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Roma. Parte il trenino a una festa di compleanno. Borseggiatrici si uniscono al giro, sfilando il portafoglio agli invitati.

Roma – Una festa di compleanno come tante altre si è trasformata in un vero spettacolo surreale, con una sorpresa degna dei treni della Capitale. Tutto è iniziato quando gli invitati hanno deciso di fare il classico trenino, ballando uno dietro l’altro tra risate e coriandoli.
A quel punto, due borseggiatrici note sulle linee della metropolitana di Roma hanno notato l’occasione e, come in perfetta missione, si sono unite al giro. Appena hanno visto gli ospiti in fila, hanno cominciato la loro attività con la stessa precisione con cui operano sui vagoni della metro, sfilando portafogli e piccoli oggetti dagli invitati senza farsi notare.
“Sembravano parte del programma della festa”, ha raccontato una delle vittime, ancora incredula. “Un momento stavo cantando ‘Tanti auguri a te’, e il secondo dopo il mio portafoglio era sparito sotto i piedi del trenino”.
Il trenino ha continuato tra musica e applausi, mentre le ladre procedevano tranquille come se fosse un gioco di abilità. Alla fine, la festa è proseguita tra incredulità e ironia, con gli invitati che hanno scoperto solo a fine giro di essere stati… alleggeriti.

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Genova, festa della donna: cento uomini si travestono da donna per entrare gratis al museo.

Genova – In occasione della festa della donna, i musei cittadini hanno aperto le porte gratis a tutte le signore. Peccato che a qualcuno questa idea sia sembrata… troppo generosa.
Cento uomini genovesi, armati di gonne, tacchi e rossetto rubato alle rispettive mogli, hanno deciso di approfittarne. “È una questione di principio… e di portafoglio”, ha dichiarato uno di loro, mentre cercava di spiegare al controllore che “oggi, tecnicamente, è donna anche chi si sente donna”.
Secondo fonti non confermate, il gruppo avrebbe studiato il travestimento per settimane, scegliendo outfit rigorosamente coordinati con borse e sciarpe, perché, come tutti sanno, l’eleganza non è negoziabile nemmeno quando si cerca di risparmiare cinque euro sul biglietto del museo.
La direzione dei musei ha deciso di non commentare, ma le telecamere interne hanno immortalato la scena: un piccolo corteo di uomini in abiti femminili che passeggiano tra statue e quadri, con espressioni orgogliose e un po’ colpevoli, mentre si scambiano consigli su come reggere il rossetto senza sbavature.
Alcuni visitatori hanno applaudito l’ingegno, altri hanno chiamato la polizia… che, arrivata sul posto, ha deciso di fare un selfie con i travestiti e di andarsene.
In città, la notizia ha già fatto il giro dei social: “Genova non delude mai”, commentano i cittadini, “anche quando si tratta di risparmiare cinque euro.”

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Sal Da Vinci replica a Eros Ramazzotti: “Neanche le tue canzoni rappresenterebbero l’Italia all’Eurovision… qui si canta col naso libero”.

Dopo le dichiarazioni di Eros Ramazzotti sulla vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo, è arrivata una risposta che ha fatto subito discutere. Con una battuta sottile, il cantante napoletano ha voluto ribaltare la situazione, senza prendersi troppo sul serio, ma con un’ironia che non passa inosservata.
“Neanche le tue canzoni rappresenterebbero l’Italia all’Eurovision… qui si canta col naso libero”, ha detto Sal Da Vinci, lanciando un chiaro rimando alla celebre voce nasale di Ramazzotti. Una frase breve, ma efficace, che ha subito catturato l’attenzione dei media e del pubblico.
L’arguzia della risposta sta proprio nel modo in cui prende spunto dalle parole di Ramazzotti, riconoscendo al contempo il valore delle sue canzoni, ma sottolineando con ironia come, se anche lui partecipasse all’Eurovision, la situazione sarebbe diversa.
La battuta ha rapidamente fatto il giro dei social, tra commenti divertiti e meme sulla “libertà del naso”, confermando come a volte basti una frase ben calibrata per trasformare una polemica in uno scambio scherzoso e memorabile.
Mentre l’Europa aspetta di vedere cosa succederà all’Eurovision, Sal Da Vinci sembra aver ricordato a tutti che in Italia, alla fine, anche il naso ha il suo peso quando si canta.

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Ladro tenta di rubare, l’allarme suona troppo forte: proprietario costretto a risarcirlo per danni all’udito.

San Foglia la Stretta (RO) – Doveva essere un normale tentativo di furto dal balcone, ma si è trasformato in una vicenda giudiziaria destinata a far discutere.
Secondo quanto ricostruito, un ladro si sarebbe arrampicato nella notte lungo la grondaia di un’abitazione nel centro di San Foglia La Stretta, nel tentativo di entrare dal balcone del secondo piano. Proprio mentre stava cercando di forzare la porta finestra, però, è scattato l’allarme dell’appartamento.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che – stando alla denuncia presentata dallo stesso ladro – la sirena dell’antifurto sarebbe stata “eccessivamente potente”, provocandogli un forte dolore alle orecchie e un temporaneo calo dell’udito.
Il malvivente, disorientato dal suono assordante, avrebbe perso l’equilibrio ed è stato costretto ad abbandonare il balcone senza portare via nulla.
Dopo alcuni accertamenti medici, l’uomo avrebbe deciso di rivolgersi a un avvocato sostenendo che il sistema di allarme superasse i livelli sonori tollerabili, chiedendo quindi un risarcimento per i danni subiti.
La vicenda è finita davanti al giudice, che – secondo quanto trapela – avrebbe riconosciuto un indennizzo stabilendo che la sirena risultava effettivamente troppo potente.
Il proprietario dell’abitazione si è detto incredulo:
«Avevo installato l’allarme proprio per evitare i furti. Non pensavo di dover risarcire il ladro».
Nel frattempo, nel quartiere molti residenti stanno già valutando di abbassare il volume degli antifurti, per evitare che eventuali malintenzionati possano subire lo stesso problema.

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Tajani, dopo i consigli sui balconi, invita a regalare mimose alle donne per l’8 marzo e a festeggiarle tutto l’anno.

In un momento che sa già di classico appuntamento annuale, Antonio Tajani ha deciso di dispensare consigli utili agli italiani, per vivere in sicurezza e… con stile.
Tra le raccomandazioni più importanti:
Non affacciarsi ai balconi. Tajani avverte: i missili lanciati dai droni non fanno distinzioni, quindi meglio restare al sicuro in casa.
Per l’8 marzo: “Regalate mimose alle donne l’8 marzo e festeggiatele non solo l’8 marzo ma tutto l’anno.” Un consiglio prezioso, perché il rispetto non va mai in vacanza.
Non camminare all’indietro. Potreste urtare lampioni, biciclette o turisti distratti… e questo rovina la giornata a tutti.
Sciarpa di emergenza sempre a portata di mano. Utile sia in caso di vento, pioggia o improvvisi attacchi di freddo, ma anche per dare un tocco di eleganza inaspettato.
Controllare i gatti. Se lanciassero oggetti dal balcone, i droni potrebbero confondersi… e la colpa non sarebbe vostra.
Bere acqua. Tajani sottolinea che idratarsi è importante, anche se sembra ovvio.
Come sempre, i social italiani non hanno perso tempo: meme su balconi, mimose e sciarpe di emergenza hanno invaso le timeline, dimostrando che anche i consigli più banali possono diventare fonte di ilarità universale.
In sintesi, seguite i consigli di Tajani, ma ricordate: mimose sì, rispetto sì, ma balconi mai.

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