Frattamaggiore – Durante la campagna elettorale si è registrata una notevole crescita di profili falsi su Facebook, con nickname inventati, utilizzati per intervenire nel dibattito politico e commentare soprattutto contro gli avversari. Una presenza così vivace da dare l’impressione di una partecipazione molto più alta online che nella realtà. Poi si è passati alle urne. E il confronto si è chiuso in modo piuttosto semplice: più profili fake che votanti reali. Il resto lo racconta il dato dell’affluenza, decisamente bassa, che consegna un quadro in cui la città si è dimostrata molto attiva nel commentare, criticare e giudicare l’operato del sindaco e della politica in generale, ma molto meno disponibile nel momento in cui si è trattato di incidere direttamente sul voto. Risultato: decisione finale affidata a una minoranza di elettori, mentre la maggioranza resta perfettamente presente nel dibattito… almeno fino al prossimo post di critica. I due candidati sindaci restano ora in attesa della chiusura definitiva delle urne, prevista per domani alle ore 15, quando si conoscerà l’esito del ballottaggio e la composizione del nuovo consiglio comunale.
P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)
ROMA – Nel suo intervento, Paola Cortellesi è riuscita nell’impresa di non dedicare nemmeno un secondo a Giorgia Meloni. Un risultato che, secondo gli analisti, ha immediatamente portato milioni di italiani a dedicare l’intera giornata a Giorgia Meloni.A pochi minuti dalla conclusione del discorso, televisioni, giornali, siti internet e gruppi WhatsApp avevano già avviato approfondimenti, dibattiti e ricostruzioni sulla mancata citazione.«Ma quindi non l’ha nominata?» è diventata la frase più pronunciata del Paese, seguita da «Secondo me l’ha fatto apposta».Secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale delle Conseguenze Involontarie, il nome “Meloni” sarebbe stato pronunciato più volte nelle 24 ore successive alla mancata citazione che in molte settimane di normale attività politica.«È un meccanismo molto semplice» spiegano gli esperti. «Quando qualcuno cerca di non far parlare di una persona, gli italiani iniziano immediatamente a parlarne».Nel frattempo numerosi cittadini hanno dichiarato di aver scoperto la mancata citazione soltanto grazie alle 14 ore di trasmissioni televisive dedicate alla mancata citazione stessa.Al momento risultano ancora in corso dibattiti per stabilire se Cortellesi abbia volutamente evitato di nominare Meloni. Dibattiti durante i quali il nome Meloni viene pronunciato ogni 12 secondi.Secondo me l’ultima frase è quella che chiude meglio la gag: si discute del fatto che non sia stata nominata, continuando però a nominarla continuamente.
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FRATTAMAGGIORE — Una giornata elettorale che doveva essere all’insegna della semplicità si è trasformata, secondo quanto circola sui social, in un episodio dai contorni decisamente surreali legato al servizio navetta gratuito messo a disposizione per accompagnare alcuni elettori ai seggi.Il servizio, pensato per agevolare soprattutto persone anziane con difficoltà negli spostamenti, sarebbe stato intercettato anche dai familiari degli elettori: in particolare un figlio del cittadino coinvolto, attualmente fuori Frattamaggiore, che non avrebbe potuto accompagnare personalmente il padre al seggio.Proprio per questo motivo, secondo quanto riportato, il familiare avrebbe ritenuto il servizio navetta una soluzione particolarmente utile, contattando gli organizzatori per consentire il trasporto dell’anziano verso la scuola sede di voto.Nella mattinata, quindi, l’elettore sarebbe stato prelevato da casa di buon’ora e accompagnato al seggio. L’auto avrebbe poi atteso all’esterno dell’edificio scolastico, parcheggiando nel limite consentito dalle transenne predisposte per la giornata elettorale.Dopo aver espresso il proprio voto, l’elettore è tornato alla vettura per il rientro previsto.Ed è a questo punto che la vicenda avrebbe preso una piega quantomeno singolare.Secondo quanto riportato, al momento del rientro sarebbe stato chiesto all’anziano, in maniera informale e confusa, di indicare a quale candidato avesse espresso la propria preferenza.L’elettore, visibilmente incerto, non sarebbe però riuscito a fornire alcuna indicazione precisa, dichiarando semplicemente di “non ricordare quale dei due fosse”, aggiungendo che “forse uno dei due Del Prete, ma non saprei quale”.A complicare ulteriormente la situazione anche il tentativo di ricostruire il gesto della croce sulla scheda: destra o sinistra, secondo il diretto interessato, “potrebbe essere stata una o l’altra”.Nessuna possibilità, inoltre, di documentare la scelta effettuata, sia per il divieto di utilizzo dei dispositivi in cabina elettorale, sia per il fatto che l’elettore era sprovvisto di cellulare.A quel punto, sempre secondo le ricostruzioni circolate online, si sarebbe generata una situazione di forte imbarazzo organizzativo.Il cittadino non sarebbe stato riaccompagnato a casa, ma lasciato a circa 100 chilometri di distanza dal proprio domicilio, in una località non meglio specificata, dove avrebbe poi chiesto assistenza ad alcuni passanti per contattare i familiari.Proprio in quel momento, il figlio — convinto inizialmente che tutto si fosse svolto regolarmente grazie al servizio navetta — sarebbe stato contattato dai passanti e avrebbe scoperto che il padre non si trovava affatto a casa, ma in una zona distante circa 100 chilometri da Frattamaggiore.Solo a quel punto l’anziano avrebbe spiegato di non essere stato riaccompagnato a domicilio, costringendo il figlio a raggiungerlo personalmente per riportarlo finalmente a casa.L’episodio, che non trova conferme ufficiali ma sta alimentando il dibattito sui social, viene ormai raccontato come uno dei casi più estremi di “memoria elettorale post-voto non certificata”.Nel frattempo, il servizio navetta continua regolarmente la propria attività, mentre resta aperto il quesito principale della giornata: se il voto sia stato espresso correttamente… o semplicemente dimenticato troppo in fretta per essere riconsegnato a domicilio.
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NAPOLI – Incredibile scoperta durante una normale visita odontoiatrica effettuata da Sal Da Vinci presso uno studio specializzato della provincia. Secondo quanto emerso, i medici stavano eseguendo una semplice panoramica dentale quando hanno notato qualcosa di insolito dietro le due arcate già presenti. Dopo ulteriori accertamenti, gli specialisti hanno confermato la presenza di una terza arcata completa. “All’inizio pensavamo fosse un riflesso della macchina”, ha spiegato il dentista. “Poi abbiamo ingrandito l’immagine e ci siamo accorti che erano altri denti.” La scoperta ha richiesto l’intervento di ulteriori professionisti, chiamati a verificare il numero esatto degli elementi presenti nella nuova arcata. Le operazioni di conteggio sono tuttora in corso. Secondo fonti vicine allo studio, alcuni odontoiatri avrebbero perso il conto più volte, mentre un assistente avrebbe chiesto se fosse necessario aprire una seconda cartella clinica. La notizia ha rapidamente attirato l’attenzione del mondo scientifico. Nei prossimi giorni un’équipe di esperti analizzerà il caso per comprendere se la terza arcata sia comparsa spontaneamente oppure se fosse semplicemente rimasta nascosta dietro le altre due per anni. Sal Da Vinci, raggiunto dai giornalisti, non ha commentato direttamente la vicenda. Prima di allontanarsi avrebbe però sorriso. Secondo i presenti, è stato in quel momento che i ricercatori hanno iniziato a sospettare l’esistenza di una quarta arcata.
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FRATTAMAGGIORE — Grande partecipazione al comizio conclusivo della campagna elettorale, dove numerosi sindaci provenienti da diversi comuni hanno voluto portare il proprio sostegno al candidato sindaco.Uno dopo l’altro si sono alternati al microfono elogiandone le capacità amministrative, la visione politica, il programma elettorale e, in alcuni casi, perfino la puntualità agli appuntamenti.Una vera e propria sfilata di attestati di stima che ha entusiasmato i presenti.L’unica assenza che si è fatta notare è stata quella del sindaco di San Foglia la Stretta.Secondo fonti vicine all’amministrazione, il primo cittadino non avrebbe potuto partecipare per motivi di salute. Una notizia che aveva inizialmente destato preoccupazione tra i sostenitori, rassicurati poco dopo dalla pubblicazione di un videomessaggio registrato dallo stesso sindaco.Nel filmato, successivamente condiviso sui social dalla coalizione, il sindaco è apparso sereno e sorridente, cogliendo l’occasione per esprimere il proprio sostegno al candidato.Con parole particolarmente sentite ha ricordato il profondo legame che unisce San Foglia la Stretta a Frattamaggiore e ha definito il candidato “una delle personalità più promettenti dell’intero emisfero occidentale”.Parole che hanno suscitato grande emozione tra i sostenitori.Secondo alcuni utenti, il videomessaggio sarebbe stato condiviso più volte nel giro di poche ore, mentre altri si sarebbero concentrati su una questione ritenuta altrettanto importante: individuare l’esatta posizione geografica di San Foglia la Stretta.La ricerca, al momento, non avrebbe ancora prodotto risultati concreti.Ciò che è certo è che il sostegno del sindaco di San Foglia la Stretta ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, confermando ancora una volta l’importanza dei rapporti istituzionali tra territori che continuano misteriosamente a sfuggire a qualsiasi atlante geografico conosciuto.
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NAPOLI – Momenti di sorpresa sulla circolazione stradale quando Sal Da Vinci, secondo quanto riportato da alcuni testimoni, avrebbe incrociato un veicolo sorridendo in maniera particolarmente intensa. L’episodio si sarebbe verificato nel tardo pomeriggio, mentre il cantante procedeva regolarmente lungo la carreggiata. Secondo la ricostruzione, il riflesso generato dal suo sorriso avrebbe provocato un momentaneo abbagliamento al conducente che viaggiava nella corsia opposta, costretto a rallentare per motivi di sicurezza. Al centro dell’attenzione, in particolare, la straordinaria brillantezza dei denti dell’artista, descritti dai presenti come “insolitamente luminosi” al punto da riflettere la luce solare con intensità anomala. La situazione sarebbe stata classificata come “abbagliamento da riflessione dentale”, una casistica rara ma teoricamente compatibile con superfici ad alta lucidatura. Sul posto è intervenuta una pattuglia che, dopo aver ascoltato le parti, avrebbe proceduto con una sanzione amministrativa per “uso improprio di superficie riflettente in contesto stradale”. Non risultano incidenti né rallentamenti significativi, ma alcuni automobilisti avrebbero dichiarato di aver visto “un lampo” provenire dal sorriso del cantante. Il diretto interessato non avrebbe rilasciato dichiarazioni ufficiali, limitandosi – secondo indiscrezioni – a un sorriso di cortesia prima di proseguire il tragitto.
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FRATTAMAGGIORE — Il tema della sicurezza urbana continua a essere al centro del dibattito elettorale in vista del ballottaggio. Tra le proposte arrivate nelle ultime ore da uno dei candidati sindaco, una in particolare avrebbe attirato l’attenzione dei cittadini e degli osservatori politici per la sua originalità. Secondo quanto illustrato nel corso di un incontro pubblico, il problema delle rapine segnalate negli anni sul ponte pedonale che collega Frattamaggiore a Grumo Nevano dovrebbe essere affrontato con un intervento “strutturale e definitivo”. La proposta, infatti, non prevederebbe modifiche o potenziamenti dell’attuale attraversamento, ma una sua completa sostituzione. L’idea sarebbe quella di eliminare il ponte pedonale e installare, su entrambe le sponde, un sistema di catapulte pubbliche per consentire il passaggio dei cittadini da un comune all’altro senza la necessità di attraversare a piedi. Il funzionamento, secondo la descrizione fornita, sarebbe piuttosto semplice: i cittadini si siederebbero in una apposita struttura di lancio, verrebbero assicurati con sistemi di sicurezza e, tramite un meccanismo automatico, verrebbero “trasportati” da una parte all’altra della ferrovia. L’arrivo sarebbe garantito su apposite superfici ammortizzate in materiale tecnico, con sistemi di assorbimento d’urto pensati per garantire un atterraggio morbido e sicuro. Il tutto, secondo il promotore dell’iniziativa, avrebbe un obiettivo preciso: eliminare alla radice ogni possibile rischio legato alla permanenza sul ponte, azzerando di fatto le occasioni di aggressione. “Così non c’è proprio il tempo di essere avvicinati da nessuno”, sarebbe il principio alla base della proposta. La misura, presentata come soluzione estrema ma efficace, avrebbe già acceso la curiosità dei cittadini, divisi tra chi la considera una provocazione e chi la legge come una metafora del livello di esasperazione sul tema sicurezza. Nel frattempo, la campagna elettorale continua a proporre idee sempre più creative per convincere gli elettori in vista del voto. E tra una rotonda, un ponte e una catapulta, la vera sfida sembra ormai essere quella dell’immaginazione amministrativa.
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FRATTAMAGGIORE — Continua la corsa contro il tempo per completare quello che alcuni sostenitori definiscono ormai senza mezzi termini “il grande capolavoro urbanistico cittadino”. Dopo anni di lavoro, sacrifici e colate di cemento, resterebbero infatti ancora alcuni ostinati spazi verdi che, inspiegabilmente, continuano a occupare terreno prezioso che potrebbe essere utilizzato per scopi ben più nobili. Secondo indiscrezioni, tecnici e geometri starebbero lavorando giorno e notte per individuare gli ultimi metri quadrati non ancora valorizzati da un adeguato edificio. Tra le aree finite sotto osservazione ci sarebbero aiuole, spartitraffico, rotatorie, marciapiedi particolarmente larghi, vasi ornamentali e perfino alcuni alberi sospettati di occupare spazio edificabile senza regolare autorizzazione. Gli esperti del settore parlano ormai apertamente di una sfida storica. “Non possiamo fermarci adesso”, avrebbe dichiarato un sostenitore del progetto. “Dopo tutto quello che è stato costruito, lasciare ancora qualche pezzetto di verde sarebbe un errore imperdonabile.” Le attenzioni si sarebbero concentrate perfino su alcune aiuole cittadine che, secondo i più ambiziosi, potrebbero ospitare strutture di dimensioni considerevoli. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche quella di trasferire alcune opere monumentali in luoghi più funzionali allo sviluppo edilizio. Secondo le voci più insistenti, perfino una nota statua cittadina potrebbe essere temporaneamente collocata al centro della carreggiata per consentire la realizzazione di nuove opportunità immobiliari. “Una statua può stare ovunque”, avrebbe spiegato un urbanista immaginario. “Un palazzo di sette piani invece ha bisogno dei suoi spazi.” L’obiettivo finale sarebbe particolarmente ambizioso. Alcuni sostenitori del progetto sognano infatti di portare la città ai vertici delle classifiche mondiali della cementificazione, superando realtà considerate finora irraggiungibili. C’è addirittura chi propone la candidatura al Guinness dei Primati nella categoria “massima quantità di cemento individuabile da una foto satellitare”. Nel frattempo continua l’appello agli elettori. Secondo i promotori dell’iniziativa, il lavoro svolto finora rappresenterebbe soltanto una parte dell’opera. Il vero capolavoro, assicurano, sarà completato soltanto quando l’ultimo filo d’erba rimasto in città potrà finalmente essere sostituito da una soluzione più moderna, più efficiente e soprattutto più quadrata. I cittadini attendono con curiosità gli sviluppi. Le margherite un po’ meno.
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In campagna elettorale la domanda gira da settimane come un tormentone: cosa è stato fatto in undici anni di amministrazione? Una domanda che sui social i Casabelliani hanno rilanciato più volte, chiedendo risposte chiare e immediate. Risposte che, fino a oggi, non erano mai arrivate in modo particolarmente convinto. Poi succede l’imprevisto. Casabella prova a rassicurare i lavoratori LSU su false notizie che sostengono che i lavoratori sarebbero stati esposti a rischi o mancate tutele, nel caso avesse vinto Lui, Peccato che la maggioranza risponda subito: gli LSU sono stati già stabilizzati da tempo. E lo definisce Scivolone. E qui succede la cosa più ironica di tutta la storia: la maggioranza, che per mesi fatica a riassumere cosa abbia fatto in undici anni, improvvisamente trova la risposta. Un risultato c’è. Uno solo. La stabilizzazione degli LSU. Nel frattempo, sul resto della città il dibattito continua: cantieri ovunque, erba alta sui marciapiedi e lavori che sembrano non finire mai. Soprattutto quelli della fibra, con scavi lasciati aperti che in alcuni punti ricordano più bunker antiatomici che lavori pubblici completati. A confronto, in altri comuni — come viene ricordato spesso nel dibattito — si è chiesto il ripristino del manto stradale a regola d’arte. Qui, invece, la discussione resta sospesa tra lavori aperti, strade “in attesa di fine lavori” e un verde urbano che cresce più dei cantieri stessi. Ma tornando alla domanda iniziale, quella vera, quella dei Casabelliani: dopo undici anni di governo, la risposta arriva finalmente semplice. Un risultato. Gli LSU stabilizzati.
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Il livello del mare continua a salire ogni anno, e la comunità scientifica internazionale continua a discutere su cause, conseguenze e possibili strategie di contenimento. Nel frattempo, in un dibattito parallelo ma decisamente più “pratico”, i terrapiattisti avrebbero individuato una soluzione molto più immediata: trovare il “tappo dell’oceano” e svitarlo. Secondo questa teoria, il mare funzionerebbe come una gigantesca vasca da bagno planetaria. L’acqua, salendo lentamente, sarebbe semplicemente il risultato di un tappo ancora ben chiuso sul fondo del sistema. Una volta individuato il punto esatto — che secondo alcune ipotesi si troverebbe “da qualche parte sotto l’Antartide, ma anche no” — basterebbe ruotarlo con decisione per far defluire l’acqua e riportare tutto alla normalità. “È ovvio,” spiegherebbe un esponente del movimento, “se il livello sale, vuol dire che qualcosa trattiene l’acqua. Nelle vasche funziona così. Non vedo perché la Terra dovrebbe essere diversa.” Gli scienziati, interpellati sulla proposta, hanno risposto con il consueto entusiasmo per il confronto: lungo silenzio, sguardo nel vuoto e successivo ritorno ai modelli climatici. Nel frattempo, il “progetto tappo” sarebbe già in fase di pianificazione avanzata: si cercano volontari, una chiave gigante e soprattutto qualcuno disposto a controllare sotto il bordo dell’oceano se il tappo è effettivamente lì. Resta solo un piccolo dettaglio da chiarire: una volta svitato, dove finirebbe esattamente tutta l’acqua.
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