Record di affluenza al referendum: ad un seggio ben 5 persone, ma erano tutti scrutatori.

Oggi gli italiani hanno dimostrato un impegno civico straordinario… almeno nei seggi elettorali. Al seggio numero 12, infatti, si è registrato un vero e proprio tutto esaurito: ben 5 persone presenti, tutte rigorosamente scrutatori. Nessun elettore in vista, ma l’organizzazione non è mai stata così efficiente.Secondo fonti non ufficiali (cioè chiunque abbia visto la scena), gli scrutatori hanno preso molto sul serio il loro ruolo: uno distribuiva schede, uno le ritirava, uno controllava che gli altri due non si addormentassero, e il presidente si godeva lo spettacolo.“È incredibile, non ricordavo che il nostro seggio fosse così affollato” ha dichiarato il presidente, visibilmente emozionato. “Abbiamo quasi dovuto fare la fila per usare la matita.”Gli esperti prevedono che se continuerà così, i record di affluenza potrebbero essere battuti… già domani, se i supplenti decidono di partecipare. Intanto, il Paese osserva con il fiato sospeso la più epica delle consultazioni elettorali: i 5 valorosi che hanno salvato l’onore dei seggi.

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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)

Candidati oggi non offrono caffè ai cittadini: temono che venga frainteso per il referendum e non per le comunali.

Clima insolito lungo il Corso Durante questa domenica mattina: i cittadini più curiosi hanno notato un fenomeno mai visto prima. I soliti candidati al Comune, noti per le loro maratone di caffè e strette di mano, oggi hanno deciso di sospendere completamente l’offerta di caffeina.
“Non vorremmo che la gente pensi che il caffè sia per il referendum e non per votare noi alle comunali”, ha spiegato uno dei candidati con aria solenne, mentre controllava nervosamente la scorta di zucchero al Bar Umberto. Gli altri, al Vega Caffè e al Phoenix, annuivano silenziosamente, come se stessero vivendo un lutto elettorale.
I passanti, abituati a ricevere almeno un caffè a testa ogni cinque anni, hanno reagito con stupore: qualcuno ha sorriso, altri hanno fatto il gesto della mano come per chiedere “Ma dove sono finiti i caffè?”. I bar, di solito presi d’assalto da strette di mano e tazze fumanti, erano stranamente silenziosi, quasi surreali.
“È come se oggi tutto il Corso fosse in pausa caffè”, commentava un anziano signore davanti alla Pasticceria Del Corso, osservando i gazebo elettorali deserti. “Domenica scorsa mi avevano offerto sette caffè diversi, oggi zero. Proprio non capisco più nulla”.
Secondo fonti non ufficiali, i candidati hanno già programmato di riprendere la tradizionale maratona caffeinica la prossima settimana, quando la confusione con il referendum sarà finita e i cittadini non rischieranno più di scambiare un espresso per un voto. Nel frattempo, la città si gode una domenica insolita: Corso Durante silenzioso, bar tranquilli e cittadini leggermente più sobri, almeno fino all’ora del voto.

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Nuova opzione Telepass “Passa Sempre”: ai passaggi a livello precedenza garantita anche sui binari.

Svolta storica per la mobilità italiana: Telepass ha annunciato il lancio della nuova opzione “Passa Sempre”, pensata per “ridurre drasticamente i tempi di attesa percepiti ai passaggi a livello”.
Il funzionamento è semplice: grazie a un aggiornamento automatico, il dispositivo è ora in grado di dialogare direttamente con le infrastrutture ferroviarie, imponendo la precedenza al veicolo in arrivo. In caso di treno sopraggiungente, sarà infatti il convoglio a rallentare fino all’arresto completo, in attesa del passaggio dell’automobilista.
“Vogliamo mettere al centro il tempo delle persone, anche quando si trovano davanti a una sbarra abbassata”, spiegano dall’azienda, sottolineando come il sistema sia già stato testato in alcune tratte “con ottimi livelli di pazienza da parte dei macchinisti”.
Tra le funzionalità più apprezzate, la modalità “Passa con calma”, che mantiene il treno fermo finché anche l’ultimo automobilista indeciso non ha completato la manovra, e la notifica in app che segnala: “Il treno sta aspettando te”.
Non sono mancate le prime reazioni dal settore ferroviario, dove alcuni macchinisti avrebbero iniziato a guardare istintivamente a destra e a sinistra prima di ripartire.
Intanto, diversi automobilisti dichiarano di voler aggiornare subito il dispositivo: “Non è per saltare la fila”, spiegano, “ma sapere che un treno si ferma per te… dà sicurezza”.

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Epatite A: riti della Settimana Santa spostati di due mesi a Napoli per salvare la zuppa di cozze del Giovedì Santo.

NAPOLI – La cronaca dell’assurdo: l’epatite A ha costretto Napoli a prendere decisioni storiche. Quest’anno la Settimana Santa non si celebrerà nei giorni tradizionali, ma… con due mesi di ritardo. Il motivo? Salvare la sacra zuppa di cozze del Giovedì Santo, tradizione inviolabile, nonostante i rischi per il fegato.
“Se dobbiamo affrontare il virus, vogliamo farlo a zuppa in mano!”, dichiara Antonio, 72 anni, veterano della tradizione. E così, tra un colpo di gong della campana e un mestolo fumante, le parrocchie si sono adattate: processioni, riti e benedizioni slittano di settimane, ma la pentola di cozze resta sacra e intatta.
Le farmacie cittadine registrano un boom di vendite di limoni, depurativi e tisane miracolose, mentre sui social impazzano meme di cozze corazzate e fegati in armatura anti-epatite. Alcuni temerari hanno persino organizzato turni di guardia davanti alle pentole, come se stessero difendendo una fortezza medievale.
E mentre l’epatite A osserva impotente, Napoli conferma la sua legge non scritta: la tradizione prima di tutto, il fegato… beh, quello vediamo dopo.

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Aldo Cazzullo: adoro Napoli e la pasticceria napoletana, ma le zeppole di San Giuseppe sono troppo da camorristi.

Napoli – Un terremoto dolciario scuote oggi i forni partenopei. Aldo Cazzullo, giornalista noto per le sue critiche pungenti, ha infatti deciso di esporsi in prima persona sulla questione più spinosa della città: le zeppole di San Giuseppe.
“Adoro Napoli e la pasticceria napoletana”, ha dichiarato Cazzullo, “ma le zeppole di San Giuseppe sono troppo da camorristi”. Una frase che ha già fatto il giro del web, provocando reazioni contrastanti tra i napoletani e gli amanti dei dolci fritti.
Secondo fonti vicine ai pasticceri, le vendite delle zeppole non hanno subito cali: anzi, pare che alcuni forni stiano organizzando turni extra per soddisfare le migliaia di clienti pronti a difendere l’onore del dolce tipico. Alcuni cittadini hanno commentato: “Se le zeppole sono da camorristi, allora siamo tutti complici… ma noi non ci tiriamo indietro!”
Intanto, sui social è scoppiata la #ZeppolePerTutti: meme, video e foto di zeppole decorano ogni feed napoletano, mentre Cazzullo osserva il fenomeno con quella serenità che lo contraddistingue, forse già pronto a scrivere il prossimo pezzo: “Le sfogliatelle? Troppo mafiose per il mio gusto”.
Un solo dato certo: oggi a Napoli, tra un morso di crema e uno di sfoglia fritta, si ride, si scherza e si mangia. Tutti tranne forse Aldo Cazzullo, che rimane fermo nella sua crociata contro la zeppola… da camorristi.

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Giovani in massa alle urne: referendum per fermare la Celentano e la coalizione dei giudici contro i loro balletti.

Dopo anni di apatia, finalmente i giovani italiani hanno deciso di abbandonare il divano e dirigersi verso le urne. Il motivo? Non il solito entusiasmo civico, né la passione per la politica, ma la paura che la celebre Celentano, insieme agli altri giudici di Amici, formi una coalizione segreta per bocciare i loro balletti.Fonti non confermate parlano di WhatsApp di gruppo incendiati e strategie complesse: “Se la Celentano e gli altri giudici si alleano, i nostri pirouette finiranno in rovina!”, avrebbe scritto un 22enne di Milano.Gli esperti sottolineano che mai, nella storia recente del paese, la minaccia di una coreografia giudicata male aveva prodotto un’adesione giovanile così massiccia a un referendum. Alcuni osservatori parlano addirittura di un record di presenze alle urne sotto i 30 anni, battendo ogni precedente boom civico… grazie a piroette, passi a due e capriole strategiche.Intanto, la Celentano ha rifiutato ogni commento ufficiale, mentre sui social impazzano meme di giovani che corrono con tutù e scarpette da ballo verso le urne. La vera domanda ora è: riusciranno i giudici a fermare l’onda di entusiasmo coreografico?Solo il referendum lo dirà… e forse anche la prossima eliminazione a Amici.

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Record elettorale al corso: sette caffè offerti a un solo cittadino.

Clima elettorale sempre più intenso lungo Corso Durante, dove nelle ultime settimane si starebbe registrando un fenomeno ormai considerato stagionale: il ritorno improvviso dei candidati alle elezioni comunali.
Secondo numerosi residenti, si tratterebbe di persone che per lunghi periodi risultano difficilmente avvistabili in città, ma che con l’avvicinarsi del voto tornerebbero a frequentare con costanza il corso, sostando nei pressi dei bar e dei gazebo elettorali per salutare passanti, stringere mani e soprattutto offrire caffè.
Proprio durante l’isola pedonale della domenica mattina si sarebbe verificato un episodio che molti hanno definito “storico”. Un cittadino, uscito semplicemente per una passeggiata, sarebbe stato intercettato a pochi metri dal Bar Umberto e invitato alla prima consumazione.
Da quel momento il percorso si sarebbe trasformato in una vera e propria maratona caffeinica: nuove strette di mano nei pressi del Vega Caffè, ulteriori inviti davanti al Phoenix e tappa quasi obbligata alla Bar Pasticceria Del Corso.
Testimoni raccontano che ogni incontro sarebbe stato accompagnato dalla stessa frase di rito: l’annuncio della candidatura e la promessa di voler finalmente risolvere i problemi della città, pratica che secondo i più anziani si ripeterebbe con puntualità ogni cinque anni.
Al termine della breve passeggiata, durata ben oltre il previsto, il cittadino avrebbe accumulato sette caffè offerti in pochi minuti, dichiarando di sentirsi improvvisamente molto importante ma anche leggermente frastornato.
Intanto lungo il corso continuerebbero ad aumentare gli avvistamenti di candidati “appena risvegliati”, pronti a presidiare marciapiedi e tavolini con rinnovato entusiasmo civico almeno fino al giorno delle votazioni.

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Campo largo, scoppia l’equivoco: 37 aspiranti sindaci accorrono convinti che ci sia ancora terreno per costruire.

A pochi giorni dalle elezioni comunali, a Frattamaggiore si registra una situazione politica a dir poco insolita.Dopo l’annuncio della nascita del cosiddetto “campo largo”, ben 37 aspiranti candidati sindaco si sarebbero presentati convinti che si trattasse finalmente di un terreno libero su cui poter costruire nuovi palazzi.Secondo alcune indiscrezioni, molti sarebbero arrivati sul posto già muniti di metri, planimetrie e preventivi pronti, nel tentativo di individuare anche solo un piccolo spazio rimasto inutilizzato.La voce si è diffusa rapidamente in città, riaccendendo le speranze di chi da tempo non trovava più neanche un angolo libero tra cortili, aiuole, panchine e perfino negli spazi più improbabili come alcuni spartitraffico.Nel frattempo, tra stupore e curiosità, i cittadini osservano la scena chiedendosi se il famoso “campo largo” esista davvero o se si tratti soltanto di un gigantesco equivoco nato dall’entusiasmo elettorale.L’unica candidatura certa resta quella già annunciata nei giorni scorsi, mentre gli altri aspiranti continuano a controllare con attenzione ogni zona della città, nella speranza che da qualche parte spunti davvero questo terreno largo di cui si parla tanto.C’è persino chi avrebbe proposto di allargare il campo abbattendo qualche marciapiede troppo spazioso o trasformando in palazzi gli ultimi metri rimasti tra un balcone e l’altro.Per ora il mistero resta.Nel dubbio, i 37 aspiranti sindaci continuano a girare con il metro in tasca.

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Aumento del carburante, Antonio Tajani: “Solidarietà agli automobilisti, basta aumento benzina e diesel”.

ROMA – Dopo aver chiesto lo stop a missili, droni e tensioni internazionali, il ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene ora su quella che molti considerano la vera emergenza globale: il prezzo del carburante.“Basta aumenti improvvisi mentre uno è in riserva – ha dichiarato – la comunità internazionale deve reagire con fermezza. Solidarietà a tutti gli automobilisti costretti a fare venti euro alla volta”.Il ministro ha poi diffuso un decalogo di sicurezza per affrontare i rincari: “In caso di rialzo improvviso del diesel, evitare di affacciarsi al distributore con il pieno entusiasmo. Restare in auto, mantenere la calma e soprattutto non guardare il totalizzatore mentre scorre”.Tajani ha quindi allargato l’appello anche ad altre emergenze quotidiane: “Basta temporali nel weekend, basta traffico al rientro, basta messaggi vocali di tre minuti e basta pure carrelli del supermercato con una ruota bloccata”.Fonti vicine alla Farnesina fanno sapere che nelle prossime ore potrebbe arrivare un nuovo intervento per chiedere ufficialmente “basta batterie del telefono al 2% quando si esce di casa”.Nel frattempo gli automobilisti restano in attesa, con la speranza che il prossimo pieno venga accompagnato almeno da un cessate il prezzo.

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Rotolone Regina che non finisce mai, se lo tramandano da madre in figlia da tre generazioni e ancora usato in cucina.

In un angolo tranquillo della cucina di una famiglia che ormai conta più di tre generazioni, un eroico Rotolone Regina sfida il tempo e le leggi della fisica domestica. Iniziato ai tempi della bisnonna, passato alla nonna e poi alla mamma, questo leggendario rotolone continua a svolgere il suo dovere… senza mai esaurirsi.
“È incredibile”, racconta la casalinga attuale, “l’ho srotolato l’altro giorno e ancora sembrava nuovo. Ormai fa parte della famiglia, praticamente ha più anni di me!” I vicini, testimoni oculari, giurano di aver visto il rotolone accompagnare eventi storici minimi e grandi drammi della cucina: dalla torta bruciata del 1987 alla marmellata esplosa del 2003.
Il Rotolone Regina, ormai noto in paese come “l’eterna reliquia”, ha sviluppato persino una propria leggenda. Si dice che chi prova a tagliarne un pezzetto troppo lungo rischi di scatenare una catena di eventi domestici incontrollabili: tappeti ribaltati, gatti terrorizzati e occasionali urla di sorpresa dalla cucina.
“Non finisce mai”, ripete la casalinga con ammirazione, “e ancora lo usiamo tutti i giorni, anche per avvolgere le torte o asciugare pentole segrete. È il nostro piccolo miracolo domestico”.
La morale? Alcuni rotoloni non sono solo carta igienica o da cucina: diventano leggende di famiglia, simboli di resilienza e ironia domestica, e forse… dureranno più a lungo di qualsiasi frigorifero o microonde.

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