Passeggero risucchiato dal finestrino. Ryanair gli applica il supplemento per aver tentato di scendere a una fermata intermedia.

Nuova polemica attorno a Ryanair, la compagnia aerea ormai celebre per la sua straordinaria capacità di trasformare qualsiasi dettaglio in un possibile costo aggiuntivo.
Secondo indiscrezioni rigorosamente ironiche, dopo il drammatico episodio del passeggero rimasto parzialmente risucchiato da un finestrino in seguito a un guasto, la compagnia avrebbe immediatamente aperto una pratica per addebitargli un nuovo supplemento.
La motivazione? Aver tentato di scendere a una fermata intermedia.
«Il biglietto acquistato prevedeva l’arrivo a destinazione», avrebbe spiegato un fantomatico addetto. «Lo sbarco in volo non è compreso nella tariffa Basic.»
Del resto, i clienti Ryanair sono ormai abituati a tutto: paghi se vuoi scegliere il posto accanto al tuo compagno di viaggio, paghi se il bagaglio supera di poco le misure consentite e, ormai secondo la leggenda del web, basta un dettaglio fuori dall’ordinario perché spunti un nuovo supplemento.
Per questo motivo, qualcuno giura che gli addetti stiano già studiando un nuovo tariffario con voci come “discesa anticipata”, “fermata intermedia” e “uscita panoramica in quota”, naturalmente tutte escluse dal prezzo del biglietto.
Fortunatamente, nella realtà, il passeggero è stato salvato grazie alla cintura di sicurezza e al pronto intervento degli altri viaggiatori, evitando conseguenze ben peggiori.
Per il supplemento, invece… quello, almeno per ora, resta solo materia da satira.

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Fotografi di Casabella allo stremo: turni massacranti per documentare le centinaia di iniziative di inizio mandato.

FRATTAMAGGIORE (NA). Mentre la città assiste al susseguirsi di interventi, pulizie, sopralluoghi, decespugliamenti, segnaletica, derattizzazioni, deblattizzazioni, lavaggi delle strade con idropompe e controlli vari, una categoria più di tutte starebbe vivendo un periodo di super lavoro.
Si tratta della squadra fotografica casabelliana, gli instancabili sostenitori di Casabella incaricati di immortalare ogni operazione della nuova amministrazione.
Secondo indiscrezioni, la pattuglia degli obiettivi sarebbe ormai costretta a turni quasi continuativi per riuscire a documentare tutte le attività messe in campo in questo primo periodo di mandato.
Perché oggi, si sa, un intervento non è veramente completato finché non viene immortalato e pubblicato sui social.
La nuova regola sarebbe diventata ormai chiara:
si interviene, si fotografa, si pubblica su Facebook.
Ogni strada pulita, ogni aiuola sistemata, ogni cartello installato, ogni operazione di controllo deve avere la sua testimonianza fotografica per mostrare ai cittadini il lavoro svolto dalla nuova amministrazione.
Il problema, però, è che mentre le squadre operative sono tante, la squadra fotografica è sempre la stessa.
Così, mentre i netturbini puliscono una strada, gli addetti alla segnaletica sistemano un cartello dall’altra parte della città e gli operatori del verde iniziano un nuovo intervento, i fotografi devono correre da una parte all’altra con il telefono pronto.
Una vera e propria maratona quotidiana.
La giornata tipo, secondo alcune ricostruzioni fantasiose, inizierebbe all’alba con la prima foto della pulizia stradale.
Poi corsa al decespugliamento.
Subito dopo un salto alla derattizzazione.
Nemmeno il tempo di scegliere la posa migliore e arriva un nuovo messaggio:
“Preparatevi, c’è un’altra operazione da documentare”.
A dare una mano, come sempre, ci sarebbe anche Raffaele Paparazzo, ormai presenza fissa di ogni evento frattese.
Dove c’è una manifestazione, un’iniziativa o un momento importante della città, lui è praticamente già sul posto con la macchina fotografica.
Secondo alcuni, la sua collaborazione sarebbe diventata fondamentale per alleggerire il lavoro della squadra fotografica casabelliana.
Con Raffaele Paparazzo in campo, la squadra fotografica può tirare un sospiro di sollievo: almeno una foto dell’intervento è garantita.
Gli addetti ai lavori lanciano però un allarme:
con questo ritmo, il problema non sarà trovare qualcosa da fotografare.
Il problema sarà trovare abbastanza spazio sul telefono per contenere tutte le immagini.
Dal Comune, naturalmente, nessuna conferma.
Ma qualcuno avrebbe già proposto una nuova soluzione:
dotare ogni squadra di un cellulare ufficiale: uno per lavorare e uno per fotografare il lavoro appena fatto.
Perché ormai, a Frattamaggiore, anche una strada pulita ha bisogno della sua foto ricordo.

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Fico mantiene la promessa: arrivano i primi aiuti, in arrivo i banchi a rotelle inutilizzati per sostituire i parklet del Corso.

FRATTAMAGGIORE (NA). La promessa fatta durante la campagna elettorale sembra essere arrivata alla fase operativa.
Dopo l’annuncio del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che aveva garantito il massimo sostegno alla nuova amministrazione Casabella, arrivano i primi aiuti destinati alla città.
E questa volta la soluzione sarebbe davvero rivoluzionaria.
Per risolvere il problema dei tanto discussi parklet installati sul Corso, sarebbero stati individuati i famosi banchi a rotelle rimasti inutilizzati nelle scuole italiane.
Quegli stessi banchi che, dopo essere stati introdotti nelle scuole, non hanno convinto praticamente nessuno.
Troppo poco pratici per gli studenti, poco funzionali per gli insegnanti e rapidamente finiti nel dimenticatoio.
Una parte è stata addirittura destinata al macero, mentre un’altra parte è rimasta conservata nei depositi scolastici in attesa di una nuova vita.
E quale occasione migliore di Frattamaggiore?
D’altronde, dopo anni di inutilizzo, finalmente questi banchi potrebbero trovare la loro vera vocazione: diventare il nuovo arredo urbano del Corso.
Il vantaggio rispetto ai vecchi parklet sarebbe evidente.
Avendo le ruote, potranno essere spostati facilmente ogni volta che sarà necessario liberare la carreggiata.
Deve passare un camion dei vigili del fuoco?
Si spostano.
Deve passare un’ambulanza?
Si spostano.
C’è la Strafrattese e bisogna liberare il percorso per gli atleti?
Si spostano.
Una soluzione talmente semplice che, secondo alcuni cittadini, sarebbe potuta venire in mente anche prima.
Anche dal punto di vista della socialità la rivoluzione sembra garantita.
Un gruppo di amici potrà semplicemente avvicinare più banchi.
Una famiglia potrà crearne una composizione più grande.
E se qualcuno dovesse lamentarsi della posizione, nessun problema: basterà una piccola spinta e il banco cambierà posto.
Insomma, dopo anni di discussioni sui parklet fissi, arriva finalmente un arredo urbano dinamico, capace di adattarsi alle esigenze della città.
Dal Comune nessuna conferma.
L’unica certezza è che, per la prima volta nella storia del Corso, l’arredo urbano potrà finalmente essere spostato senza convocare una ditta, una gru e una delibera comunale.
Basteranno due cittadini e una spinta.

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Fotografo napoletano fa fortuna in Cina: un solo servizio fotografico di matrimonio venduto a migliaia di coppie.

PECHINO – C’è chi lavora dodici ore al giorno e chi, invece, ha deciso di portare all’estero il più antico patrimonio immateriale partenopeo: l’arte di arrangiarsi.
Protagonista della vicenda è Gennarino, fotografo napoletano che, dopo essere arrivato in Cina, avrebbe avuto un’idea destinata a cambiargli la vita. Realizzare un solo servizio fotografico di matrimonio, completo di album, ritocchi, video e persino drone, per poi… non doverne fare mai più un altro.
Secondo le indiscrezioni, da quel giorno il fotografo avrebbe semplicemente riproposto lo stesso identico album a migliaia di clienti, limitandosi a cambiare il nome degli sposi sulla copertina.
“All’inizio pensavo fosse uno scherzo”, racconta un collaboratore. “Poi ho visto che gli ordini aumentavano e lui passava le giornate al bar a bere caffè.”
Intervistato dai giornalisti, il fotografo ha risposto con il classico pragmatismo napoletano: “Perché rifare un capolavoro quando uno già ce l’hai?”.
La leggenda racconta che abbia raggiunto un patrimonio tale da poter andare in pensione con un solo clic del mouse e che oggi il suo studio sia l’unico al mondo dove il tasto più utilizzato non è quello della macchina fotografica, ma “Copia e Incolla”.
L’associazione dei fotografi italiani starebbe valutando di assegnargli un premio speciale per “l’ottimizzazione estrema del lavoro”, mentre alcuni imprenditori avrebbero chiesto di tenere un corso intitolato: “Come fatturare tanto… scattando pochissimo.”

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Automobilista 16 multe in un solo giorno per la ZTL. Scooterista di Via Roma: da 16 anni sul marciapiede senza casco e zero multe.

A Frattamaggiore potrebbe presto nascere una nuova disciplina sportiva: la gara di resistenza alle multe.
Da una parte abbiamo l’automobilista che, in una sola giornata, è riuscito nell’impresa quasi impossibile di collezionare ben 16 sanzioni per essere entrato nella ZTL del Corso Alto e del Corso Basso negli orari vietati.
Un vero record di precisione: ogni passaggio immortalato, ogni ingresso registrato, ogni errore prontamente segnalato dalle telecamere.
Dall’altra parte, invece, troviamo un atleta di categoria completamente diversa: lo scooterista di Via Roma.
Un vero professionista della strada, capace di mantenere un’invidiabile continuità per ben 16 anni consecutivi: marciapiedi percorsi con disinvoltura, qualche passaggio contromano, casco spesso dimenticato e, in alcuni casi, anche qualche dubbio sulla regolarità del mezzo.
Il tutto senza riuscire mai a conquistare l’ambito riconoscimento di una multa.

Una sfida impari, insomma: da una parte una telecamera che non lascia scampo a chi entra nella ZTL, dall’altra una strada dove basterebbe forse una sola telecamera per trasformare anni di “libera circolazione” in un archivio di verbali.
Eppure, secondo alcune indiscrezioni, diverse menti illuminate starebbero ancora studiando il fenomeno.
Pare che sia stato convocato un gruppo di esperti per risolvere il grande enigma cittadino: come mai per controllare la ZTL è bastata una telecamera, mentre per controllare Via Roma servono ancora uomini, pattuglie, straordinari e ore di lavoro?
Gli esperti, dopo lunghe riunioni, mappe, grafici e studi approfonditi, sarebbero vicini alla soluzione.
La risposta, secondo alcuni cittadini, sarebbe già stata individuata da tempo: “Forse basterebbe spostare una telecamera”.
Ma la questione sembra molto più complessa. Prima di arrivare a una decisione così semplice, probabilmente serviranno altri studi, altre analisi e magari anche una commissione speciale incaricata di verificare se una telecamera, effettivamente, possa riprendere gli scooter.
Nel frattempo il codice della strada continua ad avere due velocità: velocissimo quando si tratta di entrare in una ZTL, decisamente più tranquillo quando si tratta di viaggiare sui marciapiedi.
Perché a Frattamaggiore, a quanto pare, il problema non è solo rispettare le regole.
Il problema è capire quali regole vengono viste e quali invece riescono ancora a sfuggire all’occhio della telecamera.

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Gli animalisti tornano all’attacco: Dopo aver promesso rispetto per gli animali, Casabella continua a perseguitare le blatte.

Frattamaggiore – Non si placa la protesta degli animalisti contro l’Amministrazione Casabella.
Dopo il recente messaggio con cui il sindaco ha ribadito che «Frattamaggiore non accetterà mai episodi di violenza o crudeltà nei confronti degli animali», un gruppo di attivisti è tornato a manifestare puntando il dito contro quella che definiscono una evidente contraddizione.
«Belle parole per cani e gatti… ma intanto la deblattizzazione continua senza sosta» avrebbero dichiarato alcuni rappresentanti del movimento.
Secondo gli animalisti, il rispetto per gli animali non dovrebbe fare distinzioni di specie.
«Anche le blatte sono esseri viventi. Alcune abitavano a Frattamaggiore da oltre dieci anni. Erano ormai perfettamente integrate nel tessuto cittadino e conoscevano ogni tombino meglio di tanti residenti.»
La polemica sarebbe esplosa dopo la pubblicazione delle immagini degli interventi di deblattizzazione programmati dal Comune.
«Prima ci avete fatto affezionare a loro per anni, adesso volete eliminarle nel giro di poche settimane» si legge in uno dei messaggi comparsi sui social.
Gli attivisti chiedono ora che venga istituito un corridoio umanitario per consentire alle blatte di trasferirsi volontariamente nei comuni vicini, evitando così inutili sofferenze.
Qualcuno avrebbe persino proposto di identificarle con un piccolo microchip, così da distinguerle da quelle eventualmente provenienti da altri territori.
Non manca infine chi lancia un appello direttamente al sindaco.
«Se davvero nessun animale deve essere maltrattato, chiediamo almeno un minuto di silenzio prima di ogni intervento di deblattizzazione.»
Dal Comune, almeno per il momento, nessuna replica.
Gli interventi proseguiranno regolarmente.
Le blatte, invece, sembrerebbero aver già presentato richiesta di asilo politico nei tombini dei comuni limitrofi.

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Mattarella chiama Infantino: “L’Italia ai Mondiali 2026 va ripescata, perdere ai rigori non vale come eliminazione”.

Roma – Dopo il caso del fallo contestato da Donald Trump, anche il Quirinale avrebbe deciso di intervenire direttamente con la FIFA.
Secondo fonti vicine alla Presidenza della Repubblica, Sergio Mattarella avrebbe telefonato a Gianni Infantino per chiedere una revisione dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2026.
Il motivo della protesta sarebbe chiaro: “Una squadra che perde ai rigori non può essere considerata veramente eliminata. È più una prova di sfortuna che una sconfitta”.
Durante la telefonata, Mattarella avrebbe chiesto l’introduzione di una nuova regola: in caso di eliminazione dal dischetto, la squadra perdente avrebbe diritto a un ripescaggio per “meriti morali”.
Infantino avrebbe ascoltato la richiesta con attenzione, spiegando però che il regolamento non prevede ancora la categoria “abbiamo sofferto abbastanza”.
Nel frattempo, il Quirinale avrebbe già preparato la documentazione: 60 milioni di italiani pronti a sostenere che almeno un rigore, in fondo, era entrato.

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Effetto Casabella: città troppo pulita, netturbini costretti a lasciare qualche mozzicone per i ragazzi del clean up.

Frattamaggiore – Continua a far discutere il nuovo livello di pulizia raggiunto in città da quando si è insediata l’amministrazione Casabella.
Secondo alcune indiscrezioni, infatti, i netturbini si sarebbero trovati davanti a un problema del tutto inaspettato.
Pulendo strade, piazze e marciapiedi con tale precisione, avrebbero rischiato di mandare in crisi i ragazzi del clean up, da anni impegnati nelle domeniche ecologiche organizzate per raccogliere mozziconi di sigaretta, lattine e piccoli rifiuti lasciati in giro.
Per evitare che i giovani volontari arrivassero sul posto e trovassero una città completamente immacolata, alcuni operatori ecologici avrebbero deciso, con grande spirito di solidarietà, di lasciare volontariamente qua e là qualche mozzicone di sigaretta.
Un gesto, spiegano alcune voci, compiuto esclusivamente per permettere ai ragazzi del clean up di continuare a svolgere la loro importante attività senza il rischio di tornare a casa dopo appena trenta secondi.
«Non ce la siamo sentita di farli girare a mani vuote» avrebbe confidato, in forma rigorosamente anonima, uno degli operatori.
«Dopo aver pulito tutta la piazza abbiamo trovato un mozzicone. Stavamo per raccoglierlo, poi ci siamo guardati negli occhi e abbiamo pensato ai ragazzi.»
L’iniziativa avrebbe riscosso anche il consenso di alcuni cittadini, che hanno definito il gesto “un raro esempio di collaborazione tra servizio di igiene urbana e volontariato”.
I ragazzi del clean up, dal canto loro, avrebbero ringraziato per la sensibilità dimostrata, promettendo di non sprecare nemmeno uno dei mozziconi gentilmente lasciati a disposizione.
Nel frattempo, da Palazzo Comunale fanno sapere che l’amministrazione continuerà a mantenere lo stesso livello di pulizia anche nelle prossime settimane.
Resta soltanto un dubbio.
Se la città dovesse diventare ancora più pulita… ai netturbini basteranno pochi mozziconi, oppure saranno costretti a nasconderli direttamente la sera prima del clean up?

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Spettatore presente al concerto di Ultimo a Tor Vergata pubblica la foto da Frascati con la scritta “io c’ero”.

Un fan presente al concerto di Ultimo a Tor Vergata ha regolarmente acquistato il biglietto e ha partecipato all’evento insieme alle circa 250mila persone accorse per lo show record.
A rendere virale la sua testimonianza social è stata la classica foto con la scritta “io c’ero”, pubblicata a fine serata. Il dettaglio, però, è che lo scatto risulta effettuato dal territorio di Frascati, quindi già in una zona piuttosto periferica rispetto all’area del concerto.
Paradossalmente, lo stesso spettatore può considerarsi anche “fortunato”: dalla sua posizione, infatti, riusciva comunque a intravedere qualcosa del palco e dei maxi-schermi, cosa non scontata per tutti i presenti.
Secondo quanto riportato da altri partecipanti, infatti, dietro di lui la situazione era ancora più estrema, con spettatori dislocati in aree che arrivavano fino alla zona di Albano Laziale, rendendo di fatto il concerto una sorta di evento a gradiente territoriale, dove più ci si allontanava da Tor Vergata più si rimaneva comunque dentro il perimetro morale dello spettacolo.
Tra ironia e incredulità, sui social resta la stessa immagine simbolica: un concerto da record non solo per presenze e incassi, ma anche per estensione geografica percepita.

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Piazza Risorgimento: residenti infastiditi dai lampeggianti blu dei vigili urbani … e iniziano a rimpiangere la movida.

Frattamaggiore – Anche il silenzio, a quanto pare, può diventare un problema.
Nella serata di ieri Piazza Risorgimento è stata interessata da un nuovo servizio di controllo nell’ambito delle attività di sicurezza e monitoraggio del territorio avviate dalla nuova amministrazione Casabella.
L’operazione si sarebbe svolta con il supporto del vicesindaco Sossio Farina, famoso per aver ottenuto un numero di preferenze tale da essere stato votato anche da chi non è residente a Frattamaggiore, e per le numerose deleghe e i molteplici incarichi ricevuti, tra cui anche quello di verificare che le foglie cadano esclusivamente negli orari consentiti.
Durante il controllo, la situazione in piazza sarebbe apparsa insolitamente tranquilla.
Nessuna movida particolarmente rumorosa, nessun gruppo intento a fare schiamazzi fino a tarda notte, nessuno scooter con marmitta modificata a ricordare ai residenti che fosse sabato sera.
Per una volta, non sarebbe volata una mosca.
Un risultato che, sulla carta, avrebbe dovuto rendere felici tutti quei cittadini che da anni lamentano il chiasso della movida e le notti trascorse praticamente in bianco.
Ma proprio quando sembrava che il problema fosse finalmente risolto, sarebbe arrivato il colpo di scena.
Le auto della Polizia Municipale, ferme in piazza con i lampeggianti blu accesi per tutta la durata del servizio, avrebbero infatti proiettato continui fasci luminosi verso le abitazioni circostanti.
Secondo alcuni residenti, quei lampeggianti intermittenti avrebbero trasformato le camere da letto in una specie di pista da ballo… ma senza musica.
E così, nel giro di pochi minuti, sarebbe cambiato anche l’argomento delle lamentele.
Non più la movida.
Non più il chiasso.
Ma i lampeggianti blu dei vigili urbani.
Sui social sarebbero infatti comparsi numerosi messaggi di cittadini che, dopo anni passati a chiedere maggiori controlli contro la movida, avrebbero iniziato a protestare perché quei continui fasci di luce rendevano comunque difficile prendere sonno.
Insomma, eliminato un problema, ne sarebbe nato immediatamente un altro.
E mentre la piazza rimaneva finalmente silenziosa, l’unico rumore rimasto sembrava essere quello delle notifiche dei nuovi commenti pubblicati sui social.
La serata si sarebbe così conclusa con una certezza ormai condivisa da molti osservatori.
A Frattamaggiore non importa quanti problemi il sindaco riesca a risolvere.
Ci sarà sempre qualcuno pronto a trovarne uno nuovo… pur di potersi lamentare.

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