
BUDAPEST – Quando il business chiama, l’ingegno partenopeo risponde. Luigi C., venditore napoletano di bandiere con sede provvisoria in un box auto a Casoria, ha trovato una brillante soluzione per smaltire le bandiere italiane invendute del 2 giugno: venderle in Ungheria, girate di 90 gradi.
“Mo’ guardala accussì,” spiega Luigi mostrando una tricolore sdraiata come dopo una sagra lunga. “Non è che diventa proprio ungherese… ma se chiudi un occhio – pure due – ci somiglia assai.”
L’operazione, battezzata “RiOrientamento patriottico”, ha già conquistato le piazze di Budapest. Le autorità ungheresi, interpellate, si sono dette “confuse ma curiose”, mentre un anziano passante locale ha esclamato: “È la prima volta che vedo l’Italia fare qualcosa di utile per l’Ungheria. O viceversa.”
La svolta è arrivata quando Luigi ha notato che la bandiera ungherese è praticamente identica a quella italiana… ma orizzontale. Da lì, il passo è stato breve: ribaltare la prospettiva, ribaltare lo stock, e soprattutto ribaltare il senso del patriottismo a favore del pragmatismo commerciale.
Intervistato da Radio Scugnizzo Internazionale, Luigi ha aggiunto:
“Io non vendo solo stoffa, vendo identità adattabile. Se domani le girano in diagonale, io sono già pronto col Perù.”
Nel frattempo, fonti non confermate parlano di un interessamento del Vaticano per bandiere papali da vendere in Svezia “se le metti a strisce verticali e ci credi forte”.
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P.S. Per quelli che non colgono l’ironia in queste notizie, sappiate che è un post puramente IRONICO (Non me ne vogliano gli altri, sarà l’ingenuità, ma c’è chi non lo percepisce)









